Riflessioni sull'amore, sul Natale e sui regali

Dr.ssa Valeria RandoneData pubblicazione: 19 dicembre 2014

"Lamore è una forza selvaggia.
Quando tentiamo di controllarlo ci distrugge.
Quando tentiamo di imprigionarlo ci rende schiavi.
Quando tentiamo di capirlo di lascia smarriti e confusi."

Paulo Coelho

Sull'amore sono stati versati litri di inchiostro e negli ultimi anni, scritti infiniti testi in word: chi tenta di descriverlo, chi di narrarlo, chi ancora lo legge in funzione del proprio vissuto e chi invece elargisce nozioni filosofiche, ma descrivere al meglio un'emozione è veramente "chimerico".

Lavorando con coppie, eros e sessualità, vorrei aggiungere qualche nota clinica e qualche riflessione personale su questo tema, complesso e sfaccettato, che mi sta veramente a cuore e che accompagna le mie giornate lavorative.
L'Amore è quel sentimento che ci fa compagnia da quando nasciamo - già la nascita rappresenta un atto d'amore e di passione - ci cammina a fianco e regolamenta le nostre scelte o non scelte di vita.

Spaventa ed al tempo seduce, ammalia e deruba, regala e depaupera, fa soffrire e nutre.

L'amore muove il mondo, è il denominatore comune di moltissime nostre azioni; ci accompagna durante tutte le varie stagioni della vita, cambiando forma, colore, ma mai contenuto.
L'amore è però un lusso affettivo a cui non tutti possono accedere ed è strettamente correlato al concetto del "dono e del donarsi" con generosità e senza riserve psichiche.
Ulisse si fece legare all'albero maestro della nave, per evitare di essere irretito dal canto sensuale e seduttivo delle sirene.

Per amare veramente e profondamente, bisogna essere stati amati a propria volta, amarsi- avere un buon rapporto con se stessi, essersi assolti dalle più svariate fragilità - ed avere imparato la capacità di lasciarsi amare.

 

Amore, Natale e regali

Il Natale è alle porte ed i regali sono strettamente correlati alle persone che amiamo: il partner, i nostri figli, i genitori, le persone care che ci sono state accanto durante tutto l'anno.
Il Natale è l'occasione migliore per trasformare i nostri sentimenti in cose concrete: i doni.
Del resto l'Amore è un dono che si nutre nel suo stesso donarsi, se viene imprigionato nell'egoismo e nella monigerazione, l'amore muore.

La generosità é un elemento centrale che regolamenta il sentimento elitario dell'amore.
Generosità d'animo, di tempo, di spazio emotivo ed anche economica.
Il lato economico e quello affettivo, prima o poi, sono destinati ad entrare in contatto e spesso in collisione.

Secondo il modello psicoanalitico, il "parsimonioso" o avaro di doni, ha avuto un'infanzia complessa, con una figura materna poco "nutriente", dispensatrice di regole e di controllo, ma scarsamente capace di amare.

L'avaro o il parsimonioso, apparentemente tende alla conservazione dell'oggetto, ma allo stesso tempo si impegna per la sua distruzione, il suo possesso ed il totale controllo.
L'avaro non crede di soffrire di qualcosa, pensa invece di avere un valore in più e di improntare la sua vita, affettiva ed economica, nel migliore dei modi possibile.
L'avarizia o l'eccesso di parsimonia mal si sposa con l'altruismo che caratterizza l'amore, è invece legata ad un bisogno smodato di possesso dell'altro e degli oggetti/cose.

Donare all'altro/a il nostro tempo, la nostra attenzione e le nostre costanti cure, rappresentano importantissime "strategie di manutenzione" del legame d'amore, ma per le festività o le ricorrenze, trasformare le emozioni in doni, rappresenta sicuramente la "concretizzazione di un'emozione".

I doni ed i regali - piccoli, costosi, simbolici, acquistati o fatti da sé - rappresentano la parte concreta del sentimento, la traduzione in oggetti delle nostre emozioni e stati d'animo.

 

Attraverso il regalo doniamo parti di noi

Un oggetto, qualunque esso sia, é la rappresentazione concreta di quel vissuto, di quell'emozione, di quell'unico ed irripetibile compleanno, Natale o anniversario.
Le rose lasciate essiccare e custodite dentro il nostro libro preferito, i bigliettini dei baci perugina ricevuti senza una ricorrenza ufficiale, la vecchia sciarpa infeltrita che aveva rappresentato un caldo abbraccio, sono quei pezzetti d'amore che verranno poi riposti nella scatola dei ricordi sotto il letto o in soffitta.

Il regalo è quell'oggetto che consente di riportare alla memoria momenti importanti che abbiamo condiviso con la persona che amiamo.

Quando si è innamorati, il dono/regalo rappresenta sempre un "dono di parti di se stessi".

Viene pensato, immaginato e poi realizzato; scelto con grande cura ed ansia anticipatoria.
Con trepidazione - quasi apprensione- viene poi consegnato/donato al partner amato, provando piacere nel dare piacere.

Nelle coppie, c'è poi chi non fa mai regali o doni, perché li ritiene superflui od inutili, un po’ per una sorta di avarizia congenita, spesso appresa durante l'infanzia e mantenuta immodificata nel tempo.
Questa condizione clinica ha radici antiche e la sua comprensione, lettura e sopportazione, parte da lontano: dalla famiglia d'origine.
L'avaro, durante la sua storia di vita, non ha imparato a donare durante l'infanzia e considera il denaro e la sicurezza che ne deriva, un sostituto dell'affetto e della stabilità che non ha ricevuto in casa.

L'avaro psichico riproporrà il modello ricevuto in casa, le stesse modalità d’amore e dono - o non dono - ricevute, morigerate, concrete, senza regali ed effusioni.
Chi dona solitamente spera di ricevere in cambio il “piacere di chi riceve”, il suo benessere e la luce nei suoi occhi; chi riceve invece, ama essere pensato e soprattutto gradisce che il dono abbia un significato simbolico ed unico per lui.

Aldo Carotenuto, illustre psicoanalista e mio docente, scriveva:

"Agli innamorati nulla sembra abbastanza bello e degno per rappresentare i sentimenti che si affollano nei loro cuori.
Per gli innamorati il regalo è un pegno d'amore, è un codice segreto che si sostituisce al codice delle parole".

Regalare qualcosa all'amato/a equivale al regalare parti importati di sé. Il clima emotivo in cui il regalo viene acquistato è un clima molto particolare e magico: tra euforia, eccitazione ed il bisogno di interpretare il desiderio dell'amato/a, oltre alle fantasie che si organizzano in merito al momento in cui il regalo verrà donato.

Il dono amoroso è inoltre il perno delle proiezioni inconsce di chi lo acquista, in funzione dello stato d'animo, dell'amore e del momento storico di quella coppia.

Tra i partners vige spesso la regola della "significatività": il dono deve evocare la presenza dell'altro nelle loro giornate/vite, non è importante il valore economico, ma decisamente simbolico.

 

Bibliografia:

  • Godbuot Jacques T. Il linguaggio del dono Boringhieri, Torino, 1998
  • Hara Estroff Marano Surviving holiday hell Psychology Today, Nov-Dec. 1998
  • M. Mauss, Saggio sul dono, p. 183, cit. alla nt. 1
  • L'anima delle donne, Milano, Bompiani, 2001
  • Il gioco delle passioni. Dinamiche dei rapporti amorosi, Milano . Carotenuto.Bompiani, 2002.
  • I sotterranei dell'anima, Milano, Carotenuto. Bompiani, 1993
  • Riti e miti della seduzione, Milano, Carotenuto. Bompiani, 1994

 

Aggiungo delle letture della dottoressa Massaro ed una mia lettura relativa allo scorso Natale.

 

Autore

valeriarandone
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 1992 presso La Sapienza-Roma.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia tesserino n° 1048.

2 commenti

#1
Dr. Magda Muscarà Fregonese
Dr. Magda Muscarà Fregonese

Bellissimo articolo , Valeria, che rimanda a una visione del Natale, dolce, positiva, piena di luce e di speranza d'amore.. dal mio angolo vedo un Natale diverso, il Natale di chi non è felice e pensa che tutti lo siano, di chi si fa regali da sè per compensarsi, di chi rimpiange quel Natale lontano in cui faceva col marito, or cacciato di casa, pacchetti per i figli e spostava in cucina il bicchiere di latte preparato per Babbo Natale..sono quelli che si sono appena separati o quelli che stanno per separarsi..che sono arrabbiati per tutto, per i regali che hanno fatto prima e si sentono incompresi ..come tanti di noi ho il doppio di telefonate di pazienti sotto Natale..un'onda di rabbia e dolore che lo scintillare delle luci combatte..Un augurio e un sorriso a tutti noi, per un Natale buono..!

#2
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Cara Magda,
Grazie per le tue note.
E' proprio vero, il Natale è un vero "amplificatore ...emozionale".

Un augurio caro a tutti noi.
Valeria

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