L'alcolismo è più diffuso di quanto pensiamo, perché socialmente siamo portati a giustificare o accettare qualche bicchiere di troppo. Uno dei segnali che possono mettere in luce un problema con l'alcol è quando una persona inizia a creare delle regole rispetto a quando beve: queste regole possono offrire un falso senso di sicurezza, inducendo a credere di poter controllare quanto si beve. L'origine di queste regole si fonda in stereotipi sociali e nell'idea che se uno non esibisce comportamenti o aspetti dell'alcolista tipico, allora non ha problemi con l'alcol.
 
Ma quali sono queste regole o scuse che si danno?
Bevo solo in compagnia, mai da solo.
Non bevo la mattina.
Bevo per scelta, non perché devo.
Esagero con l'alcol solo nel week-end, mai durante la settimana.
A volte posso controllare quanto bevo.
Posso fare pause senza bere (ad esempio una settimana, un mese, ecc).
Bevo la stessa quantità dei miei amici.
Sono un esperto di buon vino e di birre artigianali.
Faccio del male solo a me stesso e non alle persone a cui amo.
Sono bravo al lavoro o nello studio, quindi non ho un problema.
Non sono mai svenuto.
Non salto mai i miei doveri a causa del bere o delle ubriacature.
Non bevo mai e poi mi metto alla guida.
Bevo per divertimento.
 
Tutte queste scuse sono in realtà falsi miti, perché nessuna di queste affermazioni è in contrasto con una dipendenza da alcol. Ciò che è pericoloso è proprio pensare che si può controllare l'alcol grazie a queste regole, perché poi arriva l'eccezione e quindi le regole vanno di nuovo "riaggiustate", spostando l'assicella del limite un po' più in là.
Io, che sono un bevitore cosiddetto sociale perché difficilmente bevo da solo, non ho bisogno di crearmi delle regole perché semplicemente bevo per accompagnare un pasto o due chiacchiere con un amico. Crearsi delle regole diventa quindi un segnale importante, un campanello di allarme per farci rivolgere a uno specialista.