Utente 732XXX
Salve, ho 29 anni e ho vissuto un'interminabile iter tra visite e diagnosi andrologiche .. vorrei raccontare la mia esperienza, e dico che almeno per il mio caso credo di aver trovato una risposta al mio problema..lo so che forse sarebbe meglio tralasciare i dettagli, ma anche per un mio sfogo vorrei fare alcune premesse , prima di porre alcune domande ai medici che leggeranno la mia: ho speso migliaia di euro in visite, ecodoppler, rigiscan,AVSS ecc.. ho effettuato visite con alcuni medici molto bravi e professionali, nonchè molto sensibili ( alcuni di loro fanno parte di questo sito)..piu altre visite ( dove ho effettuato rigiscan ed altri test) sempre per avere chiariti i miei dubbi su quale fosse la mia reale situazione..ho capito di avere un discreto problema di erezione, tale da non riuscire ad ottenere una rigida erezione se non con l'assunzione di medicinali orali ( viagra e cialis) ma allo stesso tempo con nessuno di questi farmaci riesco a mantenere se non per pochi istanti l'erezione. Per farla breve, diciamo che ormai utilizzo le iniezioni intracavernose con le quali riesco ad ottenere i migliori risultati, anche se solo con la max dose di pge1 ( 20 mcg di caverject)..sempre con la difficoltà di mantenimento dell'erezione, se non con una continua stimolazione manuale. Diciamo che non è proprio il massimo della felicità. Da alcuni medici che hanno constatato una sindrome da “fuga venosa” con ecodoppler mi era stato consigliato un prolungato utilizzo di farmaci orali, che io ho seguito per piu di un anno( assumo ancor oggi 3 volte a settimana 50 mg di sildanefil, o 10 mg di cialis anche senza dover avere rapporti, e se in caso, il caverject)..ho constatato comunque che non ho problemi di assunzione contemporanea tra i 2 medicinali ( orali e farmacointracavernosi) dato che anche con la dose di 20 mcg di pge1, persiste il deficit di mantenimento, dunque non credo potrò mai correre il rischio di priapismo ;anche perchè, soprattutto col caverject ( a differenza del trimix o papaverina) l'effetto erettivo termina nel mio caso poco dopo l'eiaculazione.
Ho fatto questo breve preambolo, perchè in tutta sincerità, vorrei porre alcune domande, e mi dispiacerebbe sentirmi rispondere, di fare altre visiteo cambiare specialista. Ne ho passati almeno 6 – 7 ed alla fine ho capito che oltre alla terapia orale o farmacointracavernosa, non mi è d'aiuto altro..Ovviamente so della inutilità della chirurgia venosa..ne posso continuare a prendere a vita tale sostanze per 3-4 volte a settimana :'erezione sufficente per una penetrazione la riesco ad ottenere solo con l'iniezioni, e continuerò a farle finchè non ci sarà qualcosa di nuovo che potrà essermi di aiuto, o finchè nn mi sarò stancato ( sorvolo sui possibili effeti collaterali delle iniezioni, ahimè!!).
Vengo al dunque e faccio alcune domande su ciò che in un futuro ( se dovessi stancarmi delle iniezioni, o se non potessi più farne ecc.) potrebbe fare al mio caso; e cioè le protesi peniene. Ho letto parecchio e vorrei solo nello specifico essere rassicurato, o realisticamente sapere i limiti di ciò che vi chiedo:
a me interessa molto il problema delle misure, e cioè , del poter mantenere quelle che sono le misure reali del pene del paziente( il mio in questo caso) : io ho letto veramente tanto, avevo aperto un'altro post dove dicevo di aver letto della frequente riduzione di misure del pene, dopo l'impianto ( anche di protesi tricomponente), ma mi è stato risposto non essere vero.
Ora, non credo sia il caso che io incolli i vari testi dove ho riscontrato tali affermazioni ( o meglio tali risultati, visto che sono il frutto di studi effettuati da varie università americane),ma da altro materiale letto, mi pare di aver capito che il calcolo della misura in lunghezza che la protesi darà al pene è quella che si ottiene “stirando e tenendo teso il pene flaccido in avanti”. Il motivo per cui lo chiedo è questo: io ho un pene credo sopra la media; misura in lunghezza ( eretto ovviamente) circa 18,5 – 19 cm ( misurato partendo dall'osso del pube) e largo 16.4 cm ( diametro misurato al centro del pene, in stato di massima erezione ottenuta dopo iniezione ) . Io ho tentato per prova di stirare il mio pene flaccido in avanti, ( l'altro flaccido misura circa 8 cm) ma non arriva a nenache 16 cm di lunghezza ( ovviamente non ho tirato moltissimo per paura..nè so come si effettua questa trazione). Dunque mi chiedo:
1- Se in futuro dovessi scegliere la protesi, e sono giuste le informazioni riguardo imetodi di misurazioni che riporto : ci sarà il rischio di un pene con 3 – 4 cm più corto che in precedenza??

2 - E poi, mi chiedo ( e ci tengo anche di più che alla lunghezza) : LA circonfernza?? come si calcola? Ripeto, io ho una circonferenza molto ampia, e non vorrei assolutamente correre il rischio di perderla..


Scusate , ma credo capiate quanto sia importante per una persona che soffre di questo problema, sapere a cosa si andrà in contro, facendo una certa scelta, che spesso risulta essere l'unica soluzione...
Spero in una risposta esauriente di Voi addetti ai lavori.
Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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Gentile utente,

comprendo la frustrazione del suo lungo peregrinare; è spesso il caso di persone con problema di erezione avanzato, quale pare essere il suo.

Vorrei innanzitutto rispondere al suo quesito specifico: protesi e dimensioni.
1- LUNGHEZZA La lunghezza della protesi viene decisa, come saprà, mediante misurazione intraoperatoria della lunghezza dei corpi cavernosi. In teoria quindi non si dovrebbe avere alcuna perdita di lunghezza; in pratica però è corretto mettere in conto una modesta perdita di lunghezza, in genere di circa un centimetro, che avviene verisimilmente a seguito di processi riparativi tissutali. Lei fortunatamente parte da dimensioni superiori rispetto alla media nazionale (che è di 13.5 cm in flaccidità e in trazione, nella sua fascia di età, secondo i risultati di uno studio antropometrico condotto dalla Società Italiana di Andrologia pochi anni fa).
2. CIRCONFERENZA: bisogna distinguere tra protesi idrauliche tricomponenti (le migliori per aspetto cosmetico e funzionale) e le non idrauliche. Con le idrauliche il problema non si pone: l'espansione circumferenziale che i cilindri della protesi attivata sviluppano le consentirebbero di conservare la sua circonferenza. Le protesi non idrauliche (o "semirigide") non hanno alcuna espansione circumferenziale, per cui difficilmente, a mio giudizio, la cosiddetta erezione complementare residua potrebbe permetterle di riprodurre la sua attuale circonferenza.

Da ultimo due brevissime considerazioni sul suo iter diagnostico. Il quadro che lei descrive pare compatibile con:
1. disfunzione venoocclusiva ("fuga venosa"), evenienza più probabile nel suo caso, che potrebbe avvalersi di vacuum o protesi; a mio giudizio la diagnosi di certezza necessita di cavernosometria/cavernosografia dinamica
2. problematica psicosessuologica: è stato valutato in tal senso?
3. deficit erettile su base geometrica (eccessivo rapporto lunghezzacirconferenza), da considerare nel caso che il suo problema sia presente da sempre e la circonferenza alla base del pene sia abastanza inferiore a 16.4 (conformazione del pene a cono rovesciato).

Cordialmente,

Edoardo Pescatori
[#2] dopo  
Utente 732XXX

Iscritto dal 2005
grazie infinite per l'esauriente risposta..

1) ha ragione riguardo la cavernosometria/grafia : ma con tutta sincerità, non l'ho fino adesso voluta eseguire e le spiego perchè: se anche venisse confermata la disf. venocclusiva, comunque non mi sottoporrei alla chirurgia venosa ( lei sà dei limiti di quest'operazione)..quindi, non volendo fare questa operazione, come rimedi ( esclusa la protesi) rimangono la terapia orale e le iniezioni. Certamente, se un giorno deciderò di compiere il passo dell'impianto, farò per scrupolo e per sicurezza tutti gli esami che confermino la reale presenza di grosso deficit organico.

- si, avevo intrapreso un percorso terapeutico, ma mi era stato consigliato di fare prima analisi ed esame per verificare se ci fossero cause organiche. Siccome dall'ecod. rigiscan ecc. sono risultate esserci, non credo possa essermi utile più di tanto, anche perchè cmq non ho problemi depressivi nè altri disturbi...

-effettivamente i 16.4 cm di circonferenza sono misurati nella parte superiore del pene ( appena sotto il prepuzio) e la base e sicuramente più stretta ( credo un 13 cm)...se può essere utile, le dico che anche con pge1, cmq in vita mia non ho mai avuto il pene eretto che sta dritto all'insù...( spero capisca), ma anche se turgido, è sempre abbassato, come se fosse troppo pesante..( ma credo non centri nulla..).
cmq grazie infinite dottore,
spero arrivino altre conferme e dettagli riguardo le protesi e la circonferenza raggiungibile..
[#3] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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Se la sua circonferenza alla base del pene in massima erezione è effettivamente di 13 cm e la sua lunghezza in massima erezione è di 18.5 cm dall'apice al pube, lei è ad alto rischio per avere un deficit erettile su base geometrica: un pene troppo stretto per quella data lunghezza, tale da richiedere per diventare rigido una pressione all'interno del pene superiore a quella che lei può normalmente ("fisiologicamente") raggiungere, anche in assenza di "fuga venosa".
Se effettivamente lei ha questa patologia, in assenza di "fuga venosa", esistono delle possibilità chirurgiche senza impiego di protesi per migliorare/risolvere il suo problema.

Cordialmente,

Edoardo Pescatori