Utente 929XXX
Gentili medici,
qualche tempo fa vi avevo scritto in merito alla situazione di mia madre, che due anni fa ha subito un intervento di quadrantectomia per carcinoma duttale infltrante alla mammella, che presentava le seguenti caratteristiche: 18 mm di estensione, margine mediale e del capezzolo esenti, come la cute, da infiltrazione neoplastiche; il linfonodo sentinella è risultato negativo, così come gli altri. L'indice di proliferazione mib era al 22%. Recettori ormonali negativi, purtroppo, e herceptest positivo 3+. Ha effettuato, come terapia, otto cicli di chemioterapia, fec e taxotere, a cui sono seguite sei settimane di radioterapia e un anno di terapia con lapatinib, sei compresse al giorno. La terapia col lapatinib si è conclusa a fine luglio, ad agosto l'esame dei marcatori era buono, così come l'eco addome e l'RX torace. Oggi è stata effettuata la scintigrafia ossea, ma, mentre alla signora che era assieme a mia madre è stato dato l'esito SUBITO, a mia madre è stato detto che lo avrà tra una settimana, perchè i referti andavano interpretati. Da premettere che, anche nel corso degli esami di stadiazione, la scintigrafia era stata approfondita con delle lastre perchè mia madre soffre da anni di artrosi, e l'eame evidenziava masse imputabili a quello che era stato neccessario studiare. Detto ciò, è bastata questa "differenza"in termini di consegna dell'esito a farmi disperare, studio da anni fuori casa, ho un padre invalido e appena autosufficiente a causa di una pesante forma di miastenia gravis, questo è un periodo che per me dovrebbe essere magico perchè tra poche settimane conseguirò la laurea, eppure oggi sono piombata nel disfattismo più nefasto. Mia madre è una maestra, ha ripreso a lavorare, così come ha avuto una vita pressochè normale anche nei lunghi mesi del lapatinib, e mi chiedo se sia possibile che ora, a qualche settimana dalla fine del trattamento ci sia il rischio di qualcosa di drammatico. Mi scuso, perchè il mio intervento è andato sicuramente oltre il quesito tecnico, ma provo una forte angoscia mentre scrivo e, tuttavia, la cordiale umanità che avevo trovato presso questo sito, unitamente alla professionalità, mi hanno spinto a rifarlo, quasi di getto.
Vi saluto cordialmente
[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore
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Gentile Utente,

è possibile che l'artrosi sia un elemento confondente e che il collega medico nucleare abbia voluto stilare un referto scrupoloso. Non mi allarmerei, peraltro mamma è stata curata in modo largamente appropriato.

Resto a disposizione, un caro saluto

Carlo Pastore
www.ipertermiaroma.it
[#2] dopo  
Utente 929XXX

Iscritto dal 2008
Gentile dottor Pastore,
la ringrazio per la sua risposta, peraltro così puntuale. Non sarei certo crollata emotivamente se avessi visto un uguaglianza dei protocolli di refertazione, so che è prassi l'esito dopo una settimana, ma vedere una persona (peraltro con una storia clinica così simile a quella di mia madre) andar via, subito dopo aver eseguito l'esame, con risposta alla mano e mia madre rinviata invece di giorni, mi ha provocato un'angoscia che sarebbe meglio definire disperazione, soprattutto perchè il nostro oncologo ha parlato della copertura fornita dal lapatinib in termini talmente positivi che l'idea di possibili problemi a qualche settimana dalla fine dell'anno di somministrazione era una possibilità che sinceramente non avrei mai tenuto in considerazione, considerato anche che solo tre settimane fa avevamo i marcatori negativi e altri esami strumentali nella norma.