Utente 747XXX
Salve.

A giugno ho deciso di diventare donatrice volontaria di sangue.
Dopo aver effettuato il colloquio e le rutinarie analisi preliminari, sono risultata idonea alla donazione.
Tuttavia, le analisi eseguite sulla prima sacca di sangue prelevata hanno rilevato una positività border line per gli anticorpi anti-HCV, in assenza di RNA virale.
I medici mi hanno rassicurata spiegandomi che si trattava di un falso positivo. So, però, che gli anticorpi anti-HCV possono essere spia di malattie autoimmuni.
Ritenete sia necessario che approfondisca la questione con ulteriori analisi sierologiche?

La mia anamnesi familiare è la seguente:
Entrambe le mie nonne hanno subito una tiroidectomia per disfunzioni tiroidee, di cui solo una so per certo su base non-autoimmune.
Mia nonna paterna ha il Morbo di Parkinson, quella materna la sindrome del rene policistico.
Mio nonno materno è deceduto a 59 anni per cardiomiopatia dilatativa.
Mia madre presenta una spiccata fotosensibilità con eritema al petto anche nel periodo invernale che potrebbe essere compatibile con una forma leggera di lupus, ma rifiuta di sottoporsi ad accertamenti.

La mia anamnesi patologica è, invece, la seguente:
Soffro di asma allergico da quando ero piccola.
Recentemente mi sono stati riscontrati focolai di mastopatia fibrocistica.
Ho entrambe le ovaie micropolicistiche con oligomenorrea in assenza di squilibri ormonali. Dalle ultime analisi endocrinologiche complete, eseguite circa 2 anni fa, anche gli ormoni tiroidei risultavano nella norma.
Soffro di un fine tremore alle mani e, raramente, di crampi muscolari, ma non ho accusato dimagrimento. Al contrario, sto prendendo peso al ritmo di 3 kg l'anno, nonostante la mia dieta non abbia subito sostanziali modifiche.

Ringraziandovi anticipatamente, vi auguro un buon proseguo di giornata.

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[#1] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
A quanto ne capisco, e' l'infezione da virus HCV che puo' dar luogo a una serie di alterazioni del sistema immune per cui alla fine aumentano sia manifestazioni serologiche (crioglobuline) sia vere forme autoimmuni, che sono piu' frequenti nei soggetti con epatite C. In questo contesto si guarda la parte (la positivita' anticorpale HCV) per intendere il tutto (epatite).

Lei ha la parte ma non ha il tutto, cioe' ha anticorpi aspecifici, prodotti in passato contro qualche antigene sconosciuto, che adesso crossreagiscono debolmente con uno o due degli antigeni virali impiegati nel test di screening.

Ma lei non e' stata in contatto col virus HCV, gli eventuali misfatti immunitari del virus HCV non la riguardano.