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Sesso tra fratello e sorella

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  1. #1
    Utente donna
    Iscritto dal
    2010

    Sesso tra fratello e sorella

    Egregi dottori,
    Vi contatto per un motivo che considero di estrema importanza. Due giorni fa mi è letteralmente crollato il mondo addosso e non so cosa fare nè a chi rivolgermi.
    Vorrei intanto premettere che sia io che mio marito ci riteniamo due persone normali, entrambe laureate, entrambe provenienti da ottime famiglie e che l'educazione che abbiamo impartito ai nostri figli mi è sempre sembrata ottima, moderata, severa il giusto e non asfissiante. Dico questo per prevenire possibili osservazioni. Abbiamo tre figli, un ragazzo di 24 anni, uno di 18 e una ragazza di 17 tutti con una vita sociale equilibrata, mio figlio di 24 anni e mia figlia hanno un partner fisso e l'altro mio figlio non ha la ragazza, ma è sempre circondato da amiche e amici.
    Non so sinceramente come raccontare quello che è successo perchè lo ritengo profondamente ingiusto dato l'amore che ho sempre dato ai miei figli. L'altroieri tornando a casa forse prima di quanto previsto ho sentito dei gemiti provenire da una delle loro stanze, dapprima ho pensato che fosse la tv, poi, dato che avevo riconosciuto la voce di mia figlia e avendo pensato che fosse col suo ragazzo, impulsivamente sono andata verso la stanza. Non perchè volessi fare chissà quale scenata, ma è stato un gesto impulsivo lo ammetto, sia come sia la sorpesa è stata agghiacciante, il focoso "amante" di mia figlia era mio figlio, quello di 18 anni.
    Ringrazio il cielo che non mi abbiano visto perchè la situazione sarebbe stata insostenibile, ma sono rimasta pietrificata; quello che gli stava dicendo mia figlia poi, il modo in cui lo "incitava" è irripetibile. Non ricordo sinceramente come, ma mi sono ritrovata nella mia stanza, chiusa a piangere nel bagno. Avrò pianto per un'ora, forse due, dopo sono uscita dalla stanza solo che a casa non c'era più nessuno perchè nel frattempo erano usciti. La sera poi con me e mio marito e loro (mio figlio di 24 è per ora fuori Italia per l'erasmus)ho fatto finta di niente, ma mi sentivo come se non fosse più miei figli, come se fossero due estranei, due mostri che stavano alla mia tavola.
    Con mio marito non ho aperto bocca perchè sono terrorizzata dalla sua reazione. E' un uomo tranquillo, non uno violento, una persona per bene, normale, ma davvero non so cosa potrebbe far loro, soprattutto a nostro figlio, se mai lo sapesse, ma più di tutti non riesco a capire come, come io abbia potuto sbagliare in modo così clamoroso nell'educazione dei miei figli. Cosa devo fare? Come devo comportarmi? Cosa si può fare? Non credo di essere in grado di parlare con loro e ho paura di peggiorare una situazione che mi sembra già abbondantemente compromessa, anche perchè mi sembra di non provare più nessun affetto per loro. E vi prego non ditemi che una madre deve amare in ogni caso, perchè provo solo disgusto. Potete consigliarmi anche in privato uno specialista con cui parlare per fissare magari un appuntamento e veder se si può salvare il salvabile? Chiedo aiuto, vi prego.



  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 37 Psicologo specialista in: Psicoterapia

    Risponde dal
    2009
    Gentile e cara Signora, non ci sono parole che possano risolvere immediatamente la situazione che ha raccontato. Men che meno si lasci andare alla convinzione che sarebbe bene parlare con i suoi figli perchè le conseguenze potrebbero essere drammatiche. I due fratelli stanno pascolando nell'Eden dove la legge del piacere supera il principio della realtà. Qualsiasi interferenza in questo momento potrebbe creare un disastro. Oltretutto non é il momento di chiedersi dove sta lo sbaglio. Quali sono le cause e perchè é successo proprio a lei. Anche la possibilità di farsi aiutare da uno specialista competente dovrebbe limitarsi alla Sua persona e non ai suoi figli, perlomeno adesso. Per quanto riguarda mettere al corrente suo marito, sarebbe meglio che questo avvenisse in presenza di uno specialista, non fosse altro che non essendo coinvolto quanto voi in questa situazione e possedendo quella necessaria esperienza che a voi manca saprebbe muoversi su un terreno minato con la necessaria prudenza.

    Non per consolarLa, ma sappia che quanto lei ha raccontato è molto più frequente di quanto non si creda. Perchè succede questo ? Si potrebbero ipotizzare tante cose. Mi limiterò a suggerirle tre punti. Primo. Non esiti, se lo ritiene , a confidarsi con il suo medico di famiglia, ripeto, se lo ritiene. Secondo. Il piacere sessuale é l'emozione più forte che la natura ha concesso agli esseri viventi. Terzo. Sesso e violenza sono i pilastri istintivi della vita verso i quali l'intera umanità ha un atteggiamento sbagliato e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

    Volevo anche informarla sul fatto che i suoi figli non sono dei mostri, per quanto possa sembrarle strano, ma degli esseri umani assolutamente normali in una società mostruosa che sta andando alla deriva per i più svariati motivi. E poi, cara Signora, non va sottovalutato che se i suoi figli sono arrivati a questo un motivo ci sarà. Come credo di averle già accennato. Non bisogna commettere l'errore di lasciarsi andare al giudizio ne tantomeno al pregiudizio.

    La cosa prioritaria in questi casi e fare...niente di diverso di ciò che ha sempre fatto. Per il momento i suoi figli non corrono alcun pericolo. Stanno benissimo. Se non temessi di essere frainteso, non solo da lei, cara Signora, Le suggerirei di mettere sul comodino di suo figlio un paio di preservativi. Non lo prenda come un consiglio operativo, ma piuttosto come una indicazione sul come sarebbe opportuno muoversi in questi casi.

    Per il momento la saluto e si ricordi che attualmente i suoi figli stanno benissimo e che non corrono alcun pericolo se non quello che potrebbe originarsi da interventi inadeguati. Bisogna prendere tempo e potersi organizzare nella maniera più opportuna. Una volta, in circostanze analoghe, entrai nella famiglia in punta di piedi spacciandomi, d'accordo con i genitori, per un vecchio amico del marito. Tralascio il seguito dicendole solo che ciò in selezionati casi può sbloccare una situazione altrimenti inpenetrabile. Le porgo i migliori auguri e saluti. Siamo sempre a Sua disposizione.


    Dr. Willy Murgolo
    Psicologo-Psicoterapeuta
    Ipnosi Clinica-Sessuologia

  3. #3
    Indice di partecipazione al sito: 634 Psicologo specialista in: Psicoterapia

    Risponde dal
    2003
    Gentile Signora,
    mi trovo generalmente d'accordo con il Collega Murgolo. Non credo tuttavia necessario coinvolgere il medico di base, poichè non ne vedo la necessità.

    Ma come il Collega ritengo fondamentale (se non addirittura urgente) che Lei stessa si rivolga il prima possibile ad uno psicoterapeuta.

    Questo perchè, suo malgrado, Lei ha assistito ad un evento improvviso ed inaspettato, già difficile da "codificare" per attribuire significati e spiegazioni al professionista, figuriamoci ad un genitore emotivamente coinvolto.

    L'assistere a tale evento le ha lasciato un "segno": tale segno andrebbe contestualizzato in modo guidato, per questo è necessaria la figura professionale.

    Quindi prima di capire COSA FARE sarebbe bene comprendere COSA STA SUCCEDENDO: Lei in questo momento non è lucida, quindi non le conviene parlare col marito o peggio con i figli.

    L'urgenza di cui le ho parlato non è riferita alla "gravità" di quanto successo ai Suoi figli, ma al fatto che questo tipo di eventi, come le ho detto, hanno delle conseguenze devastanti (sul piano emotivo) sul genitore che vi assiste.

    Se dopo un giorno Lei inizia a considerare "mostri" i Suoi figli pensi a cosa succederebbe se Lei tenesse tutto dentro per un mese!

    Per il resto: i Suoi figli stanno facendo degli esperimenti, come succede a molti adolescenti e pre-adolescenti. Spesso il partner è il/la migliore amico/a. spessissimo il compagno di "giochi" sessuali è un partner dello stesso sesso.

    A volte, purtroppo, il fratello o la sorella.

    Mi rendo conto che non è uno spasso questa situazione, ma non si faccia prendere dall'ansia in questo momento, e si faccia guidare da uno psicoterapeuta nella "lettura" di quanto è successo.

    Sono certo che un giorno tutto questo le servirà.


    Cordialmente
    Daniel Bulla
    dbulla@libero.it, Twitter _DanielBulla_

  4. #4
    Utente donna
    Iscritto dal
    2010
    Egr. dott. Murgolo ed egr. dott Bulla,
    innanzitutto grazie per le risposte, però mi sento di potervi contraddire su una cosa, per quel che mi riguarda mi sento abbastanza lucida; è chiaro è stata un'amara sorpresa, ma non credo di essere uscita di senno se è questo che temete. Non so il perchè è successo, ma credo di essere in grado di capire cosa sta succedendo: mio figlio e mia figlia fanno sesso insieme e, per quanto io vi possa apparire retrograda, non è una situazione tollerabile e perdonatemi non riesco proprio a seguire i vostri inviti alla calma.
    Non so se uno di voi due ha figli, ma vi pregherei, se li avete, di pensare a cosa faeste voi in una situazione del genere. Rimarreste tranquilli? Mettereste preservativi sul loro comodino?
    Sono d'accordo con voi sul fatto che al momento il mio atteggiamento nei loro confronti è sicuramente cambiato in questi due giorni sebbene mi sforzi di apparire normale, ma essendo i miei figli entrambi intelligenti ed entrambi molto sensibili mi hanno infatti chiesto entrambi, in momenti diversi, che cosa avessi, ma ho finto di stare poco bene, d'altraparte se fingono loro posso ben farlo pure io.
    Con tutto il rispetto mi sento assolutamente lucida. Oggi ho fatto parecchie ricerche su internet e ho trovato molte cose interessanti anche se non essendo un'analista non so quante e quali siano utili al mio caso. Ho letto per es. che cose del genere succedono e sono considerate normali in certe culture, però parliamo di culture africane o di tribù indigene amazoniche quindi, a meno che di non comprare ai due un biglietto per il Brasile e sbatterli fuori casa, non posso restare tranquilla.
    Ho letto anche in un sito di psicologia che di solito le figure parentali della famiglia sono quelle che creano nei figli i tabù sessuali intrafamiliari e allora mi chiedo come sia possibile.
    Poi ho trovato un sito americano in cui una donna raccontava una storia simile, leggendo è venuto fuori che poi ha scoperto che il marito aveva abusato dei figli. Sono rimasta sconvolta, ma appunto perchè mi sento lucida al 100% ho subito scartato l'ipotesi; conosco troppo bene mio marito, è un uomo che darebbe la vita per i suoi figli e non avrebbe mai fatto una cosa del genere. Confesso che a un certo momento della giornata ho pensato di chiamare la polizia e denunciare i miei figli così che si sarebbe scoperta la causa, ma, appunto perchè sono lucida ho capito che avrei distrutto la mia famiglia che è quello che sto cercando di evitare se non per un'ipocrita apparenza di normalità, per il dolore che darei a mio marito che amo e all'altro mio figlio che (spero) sia all'oscuro della cosa, ma ormai non so più cosa pensare.
    Sulle cause non sono insincera quando dico che più ci penso più non riesco a capire, ma evidentemente è stata colpa mia e di mio marito che non abbiamo saputo capire, ma le cause al momento mi sembrano perfino irrilevanti. Quello che vi chiedo, anzi di cui vi prego non è una riunione di dotti che si interroghino sulle cause per farne un caso di studio da libro, ma che qualcuno mi dica cosa fare per far tornare i miei figli normali, una terapia d'urto, una strategia di recupero psichico, io non lo so, non posso saperlo, ma ho bisogno di sentirmi dire che la situazione si può risolvere, che è davvero solo un malsano sfogo passeggero e che tutto tornerà alla normalità, come se avessi fatto solo un brutto sogno. E mi sento proprio di dirlo a nome dei miei figli (mi spiace se il termine mostri che ho usato possa esservi sembrato troppo forte, ma purtroppo non posso mentire e ho detto esattamente quello che penso: come se non fossero più figli miei, ma due estranei, due sconosciuti che stanno con noi), perchè la vita è la loro e possono fare quello che vogliono, ma non credo sarebbero mai felici.
    Parlarne con il medico di famiglia non è realizzabile, trattandosi allo stesso tempo anche di un vecchio amico di famiglia che li conosce enrambi dalla nascita e i cui figli sono amici dei miei figli. Non sopporterei l'idea. Ho visto che purtroppo siete entrambi lontani dalla mia città di residenza altrimenti avrei chiesto subito un consulto privato che credo, adesso sia l'unico modo.



  5. #5
    Indice di partecipazione al sito: 634 Psicologo specialista in: Psicoterapia

    Risponde dal
    2003
    Gentile Signora,
    proverò a risponderle per punti, anche se fin dall'inizio mi preme sottolineare quanto, visti i limiti del presente mezzo, sia necessaria una visita di persona.

    "per quel che mi riguarda mi sento abbastanza lucida; è chiaro è stata un'amara sorpresa, ma non credo di essere uscita di senno se è questo che temete"

    Di certo Lei non è uscita di senno, e nessuno voleva dire questo, ma il rischio è che Lei possa perdere il controllo. Più passa il tempo a rimuginare su quanto è successo più la tensione aumenta, e quindi anche il rischio di dire/fare qualcosa di insensato.

    "per quanto io vi possa apparire retrograda, non è una situazione tollerabile e perdonatemi non riesco proprio a seguire i vostri inviti alla calma"

    Ne sono certo, ma non credo abbia alternative per ora. Da domani, 7 gennaio, Lei potrà prenotare subito una visita psicologica, ma per ora deve cercare di rimanere calma.

    “Non so se uno di voi due ha figli, ma vi pregherei, se li avete, di pensare a cosa faeste voi in una situazione del genere. Rimarreste tranquilli? Mettereste preservativi sul loro comodino?”

    Io ne parlerei con mia moglie e insieme a Lei identificherei lo Specialista a cui rivolgermi, cosa che Lei può anche fare senza coinvolgere il Suo compagno. Non credo metterei preservativi sul comodino.

    “Con tutto il rispetto mi sento assolutamente lucida. Oggi ho fatto parecchie ricerche su internet e ho trovato molte cose interessanti anche se non essendo un'analista non so quante e quali siano utili al mio caso.”

    Questo è il problema: se continua a cercare su internet non solo non troverà alcuna soluzione al Suo caso, ma contribuirà ad aumentare l’ansia e la rabbia che prova in questo momento. E se anche trovasse una situazione simile alla vostra è sicura che adotterebbe le stesse “soluzioni”, scritte su internet da persone che nemmeno conosce?

    “Poi ho trovato un sito americano in cui una donna raccontava una storia simile, leggendo è venuto fuori che poi ha scoperto che il marito aveva abusato dei figli. Sono rimasta sconvolta,”

    Appunto.

    “Confesso che a un certo momento della giornata ho pensato di chiamare la polizia e denunciare i miei figli così che si sarebbe scoperta la causa, ma, appunto perchè sono lucida ho capito che avrei distrutto la mia famiglia che è quello che sto cercando di evitare”

    Ed è quello che, semplicemente, ho cercato di suggerirle. Per ora non credo convenga a nessuno far emergere brutalmente la verità, ma serve una strategia di intervento pensata insieme ad un professionista, che studi con Lei (o Voi) attentamente il VOSTRO caso.

    “Sulle cause non sono insincera quando dico che più ci penso più non riesco a capire, ma evidentemente è stata colpa mia e di mio marito che non abbiamo saputo capire, ma le cause al momento mi sembrano perfino irrilevanti.”

    Se fino ad ora Lei non è riuscita a capirci nulla, cosa le fa credere che pensandoci continuamente e da sola riuscirà a trovare la “soluzione”?

    “qualcuno mi dica cosa fare per far tornare i miei figli normali, una terapia d'urto, una strategia di recupero psichico, io non lo so, non posso saperlo, ma ho bisogno di sentirmi dire che la situazione si può risolvere, che è davvero solo un malsano sfogo passeggero e che tutto tornerà alla normalità, come se avessi fatto solo un brutto sogno.”

    Probabilmente la situazione si risolverà, ma non di certo in queste condizioni: Le ho già scritto diverse volte cosa dovrebbe fare.

    “perchè la vita è la loro e possono fare quello che vogliono, ma non credo sarebbero mai felici.”

    Lo so, e capisco perfettamente la Sua posizione. Nessuno ha detto che non è successo nulla, ma mi creda: nel nostro lavoro riusciamo spesso a sbloccare situazioni davvero estreme e disperate.

    Adesso non perda altro tempo su internet, se non per cercare un professionista in grado di aiutarla.

    Tenga duro, mi raccomando.



    Cordialmente
    Daniel Bulla
    dbulla@libero.it, Twitter _DanielBulla_

  6. #6
    Indice di partecipazione al sito: 37 Psicologo specialista in: Psicoterapia

    Risponde dal
    2009
    Gentile Signora,
    ho aspettato un momento prima di intrattenermi nuovamente con lei per consentire di riprendere fiato su una situazione grave e sconcertante, ieri come oggi, che rischia di sfuggire di mano se non affrontata in maniera adeguata.
    Qui di seguito uno stralcio del suo racconto iniziale.

    "L'altroieri tornando a casa forse prima di quanto previsto ho sentito dei gemiti provenire da una delle loro stanze, dapprima ho pensato che fosse la tv, poi, dato che avevo riconosciuto la voce di mia figlia e avendo pensato che fosse col suo ragazzo, impulsivamente sono andata verso la stanza. Non perchè volessi fare chissà quale scenata, ma è stato un gesto impulsivo lo ammetto, sia come sia la sorpesa è stata agghiacciante, il focoso "amante" di mia figlia era mio figlio, quello di 18 anni.
    Ringrazio il cielo che non mi abbiano visto perchè la situazione sarebbe stata insostenibile, ma sono rimasta pietrificata; quello che gli stava dicendo mia figlia poi, il modo in cui lo "incitava" è irripetibile. Non ricordo sinceramente come, ma mi sono ritrovata nella mia stanza, chiusa a piangere nel bagno. Avrò pianto per un'ora, forse due, dopo sono uscita dalla stanza solo che a casa non c'era più nessuno perchè nel frattempo erano usciti. La sera poi con me e mio marito e loro (mio figlio di 24 è per ora fuori Italia per l'erasmus)ho fatto finta di niente, ma mi sentivo come se non fosse più miei figli, come se fossero due estranei, due mostri che stavano alla mia tavola."

    La mia domanda è questa : "come fa ad affermare con sicurezza che suo figlio si stava intrattenendo sessualmente con sua figlia dal momento che lei non dice di averli visti, ma solo sentiti?”:

    La pregherei di rispondermi il piu’ celermente possibile dettagliando il suo racconto nei minimi particolari, nessuno escluso.

    Attendo sue notizie.

    Cordiali saluti.


    PS. Chi Le scrive ha due figli over trenta, maschio e femmina.
    Lei chiede che cosa farei io in questa situazione ? Posso solo ipotizzare, dal momento che bisogna trovarcisi.

    1°. Per prima cosa, come le ho detto, mi accerterei che le cose stiano effettivamente come credo di sapere.

    2°. Ammesso che la prima impressione sia seguita da prove ineccepibili, ne parlerei immediatamente con mia moglie, solo se ritenessi la stessa in grado di elaborare la notizia.

    3°. A questo punto metterei senza indugio due preservativi sul comodino di mio figlio.

    A questo punto mi sento, data la natura complessiva degli avvenimenti, di fare uno strappo ad una regola fondamentale che solitamente guida l’agire di chi esercita la psicoterapia e che suggerisce di non “spiegare al paziente” cio’ che dovrebbe
    essere utilizzato per finalita’ cliniche.

    Cara Signora, il suggerimento di mettere due preservativi sul comodino del figlio non va inteso in senso letterale, ma come una comunicazione verso l’inconscio per “aiutarlo” a partorire nella sfera cosciente l’idea di comunicare con i figli con modalità di compromesso tra il “non dire niente” o il “mettersi
    ad urlare” .
    In pratica, tenendo in conto che siete due laureati, il suggerimento di cui sopra va inteso a mo’ di ventaglio, cioè a dire : << per le persone semplici e non particolarmente colte forse la modalità reale sarebbe l’unica percorribile. Mentre trovandosi in circostanze più abbienti, il suggerimento dovrebbe stimolare attraverso la metafora non necessariamente l'applicazione pratica, come sopra, ma la possibilità di far intuire ai figli che “forse” sappiamo qualcosa.


    Se lo vorrà ne riparleremo. Per ora, se lo ritiene, mi invii quanto le ho richiesto in modo che la mia risposta possa essere più precisa e scrupolosa possibile. Cordiali saluti.


    Dr. Willy Murgolo
    Psicologo-Psicoterapeuta
    Ipnosi Clinica-Sessuologia

  7. #7
    Utente donna
    Iscritto dal
    2010
    Egr. Dotto Murgolo,

    io sincermanete non capisco più se mi state prendendo in giro o state seriamente cercando di aiutarmi. Qui il problema fino a prova contraria sono i miei figli e non io. Lei addirittura mi chiede se sono sicura di quello che ho visto! Sono sicura sono arcisicura sono sicura al 100 % perchè non soffro di allucinazioni non faccio uso di droghe e sarò in grado di riconoscere i miei figli o no?
    La porta della stanza adesso non me lo ricordo se era aperta o socchiusa non lo so sinceramente non me lo ricordo, ma ho limpida nella mia mente l'immagine dei miei figli abbracciati. Nudi, non nudi, non lo so, mia figlia da quello che ricordo era di sicuro a busto scoperto.
    Come faccio a sapere che non mi abbiano visto? Non lo so, lo credo e basta. Se mi avessero visto penso sarebbe addirittura meglio.
    Ho il serio dubbio adesso che nemmeno leggiate quello che scrivo: vi preoccupate entrambi di non farmi parlare con loro, ma ho scritto già che non avrei idea di come affrontare la cosa e non saorei cosa dir loro. Non me la sento. Cosa dovrei dirgli? Non si fa. Ci sono delle regole sociali elementari da rispettare? O che pascolare nell'Eden come dice lei li farà dei mostri?
    Ieri ho cercato sull'elenco dei professionisti nella mia zona, non vorrei dire la città, ma diciamo per la regione liguria, e ho trovato due Roberto Maurilio e Gianni De Gregorio, ma non vorrei mettermi nelle mani del primo trovato sulle pagine gialle.
    Se al posto di psicanalizzare me e preoccuparvi della mia salute mentale vorrete aiutarmi consigliandomi un professionista serio e stimato per la regione Liguria ve ne sarò estremamente grata.
    Per il suo consiglio dei preservativi, avevo forse travisato le sue parole, ma il risultato comunque è lo stesso, dato che non credo che mai potrei fingere una complicità (che non potrei avere) con i miei figli almeno su quello che è successo.
    Cordialmente



  8. #8
    Indice di partecipazione al sito: 1078 Psicologo specialista in: Psicoterapia

    Risponde dal
    2008
    Gentile signora, tempo fa un'altra madre ci scrisse per lo stesso suo motivo. In quel caso i due erano stati sorpresi, pare, da una telecamera di sorveglianza ma l'accaduto era lo stesso: due fratelli adolescenti che avevano fatto sesso.

    Lei dice di sentirsi troppo retrograda per accettare fatti come questi. Ma non ne ha bisogno, perché di fatto non si tratta di un segno dei tempi. Non è che oggi l'incesto sia una cosa più frequente di 50 o 500 anni fa.

    Quando un adulto o un adolescente ricerca la soddisfazione sessuale all'interno della propria famiglia, e quando ciò è vietato dalla cultura d'appartenenza, come nella nostra, significa che non è riuscito a crearsi delle opportunità fuori. Questo può esser dipeso anche dall'educazione, da "cattive amicizie", dal temperamento o da tante altre cose ancora. Da qui non è possibile saperlo, ma il punto è che tali opportunità devono essere create fuori e non dentro le mura domestiche.

    Credo che la cosa migliore sia rivolgersi innanzitutto a uno specialista. Se parlarne subito con suo marito dipende dal rapporto e dalla comunicazione che c'è fra voi due. Potrebbe parlarne prima con lo psicologo, e farsi consigliare.

    La cosa da evitare assolutamente però è di sentirsi in colpa per l'accaduto, e ciò vale sia per lei che per suo marito. Se avete peccato di mancanza d'attenzione nel cogliere certi segnali, o di spiegare ai vostri figli alcune nozioni quando erano più piccoli, e se ci sarà bisogno da ora in poi di cambiare atteggiamento nei loro confronti, questo lo vedrete insieme allo specialista.

    Ma evitate di farvi prendere dall'autocolpevolizzazione e dall'autoflagellazione, perché allora sì che non riuscirete ad agire in maniera opportuna. È possibile anche che abbiate sbagliato qualcosa voi, ma: 1) siamo esseri umani e tutti possiamo commettere errori. 2) Fare il genitore è il mestiere più difficile di questo mondo. 3) In ogni caso quando si sbaglia la cosa migliore è correggere l'errore e andare avanti.

    Questo SE aveste sbagliato qualcosa voi, cosa che non è affatto detta né scontata.

    Le suggerisco di rivolgersi a un terapeuta che abbia una solida competenza nel trattamento dei problemi familiari. Può verificare alcuni nominativi in questa lista:
    http://www.centroditerapiastrategica.org/ita/affiliati%20prof%20ita.htm

    Anch'io ho due figli, maschio e femmina, comprendo come si possa sentire in questo momento.

    Cordiali saluti


    Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
    Specialista in psicoterapia breve strategica
    www.giuseppesantonocito.it

  9. #9
    Indice di partecipazione al sito: 634 Psicologo specialista in: Psicoterapia

    Risponde dal
    2003
    Gentile Utente,
    può controllare in questa lista, ho visto che ci sono professonisti anche di La Spezia

    http://www.aiamc.it/annuariosoci2009.htm


    Cordialmente
    Daniel Bulla
    dbulla@libero.it, Twitter _DanielBulla_

  10. #10
    Indice di partecipazione al sito: 174 Psicologo specialista in: Psicoterapia

    Risponde dal
    2006
    Gentile Signora
    credo che ci siano stati dei fraintendimenti fra lei i i colleghi che mi hanno preceduto; non credo che nessuno abbia intenzione di prenderla in giro o addiritura di farla passare per pazza, invece credo che si sia cercato di farle comprendere come dal punto di vista della "fenomenologia" psicologica (era per conoscere questa che aveva richiesto questo consulto, no?) quello che è successo fra i suoi figli possa essere considerato un avvenimento "normale".

    Tuttavia COMPRENDO che per un non addetto ai lavori questo possa risultare scabroso e questa considerazione porterebbe, il non addetto ai lavori appunto, ad avere una reazione MOLTO ALLARMATA, come è successo a lei.

    Forse, chiarito questo concetto, la sua reazione potrebbe ridimensionarsi ed alla luce di una maggiore pacatezza potrebbe provare a rileggere ciò che le è stato scritto precedentemente.

    Io aggiungo che se fossi in lei probabilmente, pur con difficoltà, aspetterei a parlarne col marito sopratutto perchè si rischierebbe di trasferire anche a lui sia la preoccupazione sia una sorta di pregiudizio sulla base del quale valutare i vostri figli come dei perversi.

    Accolga il consiglio datole in precedenza e si rivolga ad un collega, ma non perchè è LEI ad averne bisogno in prima persona ma perchè è lei come MAMMA che ha bisogno di un aiuto per affrontare al meglio una situazione che spesso si verifica ma di cui i genitori non vengono a conoscenza.

    La saluto cordialmente


    Dr.ssa Ilenia Sussarellu, i.sussarellu@libero.it
    Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale, Psicologo Cilinico-Forense

  11. #11
    Indice di partecipazione al sito: 680 Psicologo specialista in: Psicoterapia

    Risponde dal
    2009
    (..)mi dica cosa fare per far tornare i miei figli normali, una terapia d'urto, una strategia di recupero psichico, io non lo so, non posso saperlo, ma ho bisogno di sentirmi dire che la situazione si può risolvere,(..)

    gentile signora comprendo che per una madre di fronte ad uno scenario del genere l'unica emozione che possa provare è quella di sgomento. Tuttavia tali situazioni sono più frequenti di quello che si possa immaginare e, in molte occasioni, si risolvono spontaneamente senza che nessuna se ne accorga. Il dramma nasce solo quando qualcuno scopre il fatto. Sempre che non si stia parlando si un abuso in cui vi è una violenza nei confronti di un soggetto non accondiscendente. (qui siamo su altri livelli di tipo penale) ma se tra i fratelli vi è una certa complicità, spesso la cosa si risolve in modo meno traumatico rispetto ad un abuso genitore bambino.
    Credo che in prima istanza sarebbe opportuno accertarsi che non ci sia alcuna forma di violenza, e qui l'ausilio di un terapeuta sarà necessario. Quest'ultimo dovrebbe anche aiutare i ragazzi ad attuare dei comportamenti più funzionali rispetto a quelli che, da un lato possono essere stati spinti da una psicopatologia di fondo mentre, da un altro lato, potrebbero essere solo l'espressione di un gioco che tra fratelli e sorelle può accadere, anche se di tipo sessuale. Il terapeuta potrebbe aiutare a far si che questo gioco (se di tale si tratti) non degeneri e si trasformi in una ricerca più funzionale verso l'esterno.
    Provi a parlarne con uno psicologo specializzato in terapia famigliare.
    saluti


    Dr. Armando De Vincentiis
    Psicologo-Psicoterapeuta
    www.psicoterapiataranto.it


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