Utente 479XXX
Gentili dottori, vorrei sottoporvi il problema di mio padre, 80 anni, operato nel 1992 di tre by-pass coronarici ancora in buone condizioni (ultima coronarografia del 2008), in discrete condizioni di salute generale. A seguito di cambio di terapia nel maggio 2009, ha risolto alcuni problemi che aveva prima, ad esempio occasionali aritmie ed accentuata bradicardia, ma in compenso non è più riuscito ad ottenere un soddisfacente controllo della pressione arteriosa, nonostante prenda farmaci specifici (vedi sotto). Un Holter pressorio eseguito alla fine di ottobre ha dato i seguenti risultati: “valori di pressione sistolica superiori alla norma nelle ore pomeridiane, serali e nelle prime ore diurne (intorno ai 165 mmHg), normali nel resto del giorno; valori diastolici quasi sempre nella norma (intorno ai 90 mmHg). Durante il sonno: 120 – 70 (valori massimi). Diagnosi: ipertensione arteriosa in discreto (?) controllo farmacologico”. Il suo cardiologo, in occasione di una recente visita di controllo, lo ha trovato in buone condizioni generali (niente angor, niente edemi, niente dispnea, colesterolo nei limiti “alti” desiderabili (tot. 206, HDL 75, LDL 104), pressione 150/70, ma ha considerato un po’ troppo alti i valori pressori. Ha quindi aumentato la dose giornaliera di Ramipril, portandola da 5 a 10 mg. e consigliato di evitare di esporsi al freddo intenso per tutto il periodo invernale. Però, nonostante l’aumento del farmaco, la pressione sistolica, misurata ogni due giorni al pomeriggio, non solo non è scesa, ma da qualche giorno si è attestata addirittura su valori di 180-185; la diastolica è quasi sempre normale, intorno ai 90 mmHg. Sono molto preoccupata: cosa si può fare? Perché il farmaco sembra non avere efficacia? Esistono fenomeni di “resistenza” a questo principio attivo? Quanto davvero influisce il freddo invernale su un quadro del genere? E quanto tutto ciò aumenta il rischio vascolare in un soggetto cardiopatico, anche se in terapia? Grazie per le spiegazioni e gli eventuali consigli che mi vorrete fornire.
Terapia seguita: nisoldipina da 10 mg. (1 mattina, 1 sera); 1 g. Omega3 al giorno; Ticlopidina da 250 mg. (1 mattina, 1 sera); 1 rosuvastatina da 5 mg. (sera); Ramipril da 10 mg. (sera).

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente,
i rialzi pressori durante il periodo invernale sono del tutto fisiologici, ma ovviamente più accentuati nei cardiopatici e soprattutto in coloro, come suo padre, che presentano un alterato equilibrio emodinamico. La cosa più semplice da fare è aumentare il dosaggio dei farmaci in uso o modificare la terapia utilizzando dei farmaci combinati. I valori pressori attuali sono in effetti troppo alti, aumentando di certo il rischio cardiaco ma anche quello di danno cerebrale e renale. Contatti il collega che ha in cura suo padre, la situazione nel complesso può essere ancora gestibile con tranquillità.
Saluti
[#2] dopo  
Utente 479XXX

Iscritto dal 2007
La ringrazio molto, Dottore; contatterò di sicuro il cardiologo di mio padre. Ancora una domanda, data la sua disponibilità: i diuretici e i cosiddetti sartani potrebbero essere utili? Mia madre (che però non è cardiopatica) viene curata con un'associazione diuretico+sartano (Combisartan)e i soui valori pressori sono ottimali. Grazie ancora per la sua disponibilità.