Utente 331XXX
Buongiorno a tutti i medici di Medicitalia, mi chiamo Giuseppe e ho 68 anni, sono in pensione da 12 anni ormai
e fino a qualche anno fa procedeva tutto per il meglio. Nell'Aprile del 2005 infastidito da
un dolore alla gamba sinistra (poco dopo ho notato anche un rigonfiamento), mi sono rivolto al
pronto soccorso dell'ospedale della mia città. Da qui mi hanno mandato al reparto vascolare, dove, in seguito ad
eco color doppler (secondo loro il risultato era negativo), mi hanno fatto fare altre cinque accertamenti secondo me inutili.
Fiducioso del riscontro medico, ho resistito quasi un mese in condizioni a mio parere pericolose, inquanto la gamba ha continuato a
gonfiarsi. Così mi sono rivolto ad uno specialista, il quale, in seguito ad un secondo eco color doppler, ha riscontrato una trombosi
della vena femorale superficiale sinistra dal terzo medio di coscia alla poplitea (come vedete le mie preoccupazioni erano del tutto
valide) e mi ha assegnato la seguente cura: selaperina 5.700 U.I. per tre mesi (2/giorno) e fasciatura dell'arto inferiore sx fino al ginocchio.
La cura che mi è stata proposta ha funzionato per il meglio e io, sotto suggerimento del medico, ho continuato a indossare la calza elastica.

Ho fatto anche dei successivi accertamenti (sempre eco color doppler):

1. In piena cura, dopo circa 20 giorni dal suo inizio: parziale ricanalizzazione del segmento venoso profondo trombosati (femorale distale-poplitea),
la vena poplitea appare insufficiente
2. 22/11/2005: stesso risultato dell' 1.

Dopo due anni (12/01/2007) si è verificato lo stesso sintomo, sullo stesso arto, ma nella sua parte alta così ho fatto due ulteriori eco color doppler
e mi è prima stato riscontrato un inspessimento intimale diffuso di grado moderato privo di lesioni steno ostruttive o di modificazioni emodinamiche,
poi una trombosi venosa femoro poplitea sinbistra. Lo stesso medico mi ha proposto una cura di questo tipo:
selaperina 5.700 U.I. per 3 mesi (2/giorno) e dal 12/04 selaperina 7.600 U.I. (1/giorno) che tuttora prendo.

In tutto questo, non essendo mai stato fiducioso delle scelte dei medici con cui ho avuto a che fare, volevo un vostro giudizio su quanto
ho fatto fin'ora e in prospettiva futura vorrei sapere se è possibile fare un intervento per togliere questo "fastidio" (esistono delle
cliniche specializzate in questo tipo di operazioni?) che mi hanno detto si potrebbe verificare altre volte.

Hai 68 anni voi direte, si, ma io mi sento ancora un giovincello :)
Grazie infinite

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[#1] dopo  
Dr. Mario Forzanini
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una trombosi venosa profonda, specie se recidivante, merita di essere studiata sotto molti profili. Va indagata una eventuale tendenza del sangue a coagulare in modo eccessivo (si studiano con esami del sangue alcuni fattori implicati nella coagulazione come la proteina c, proteina s, antitrombina III, apc resistance, omocisteinemia). Per scrupolo vanno anche eseguiti una ecografia addominale e pelvica e una radiografia del torace, oltre che alcuni markers ematici specifici. Vanno inoltre corretti alcuni fattori di rischio se presenti, come il fumo.
Non esiste al momento una terapia chirurgica specifica per il caso in questione, ma la possibilità di tenere il sangue scoagulato con dei farmaci. La loro prescrizione però deve seguire una corretta valutazione clinica e una attenta valutazione del quadro ecodoppler.
Ogni angiologo o specialista in chirurgia vascolare sarà sicuramente in grado di seguirla.
[#2] dopo  
Dr. Ruggiero Curci
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Concordo sull'utilità di approfondire su eventuali cause di recidiva della trombosi. Non capisco come mai non le sia stata impostata una terapia a medio termine con anticoagulanti orali al posto di una lunga terapia con eparina a basso peso molecolare.