Utente 160XXX
Gentilissimo Dottore,
mi chiamo F. ho 46 anni e da 5 anni soffro di proteinuria con valori 0.6 mg nelle 24 ore. Preciso che ho due fratelli trapiantati di rene e da un anno abbiamo scoperto che mia madre di 87 anni ha una creatitina con valori che oscillano fra i 5 e i 6 mg e reni policistici, data l’età non si può effettuare dialisi quindi segue una dieta aproteica. Cinque anni fa ho effettuato due biopsie ma i campioni prelevati non erano sufficienti per poter essere analizzati, da allora ho effettuato controlli periodici e mi sono curata con: Triatec fino a 10 mg e Lortan fino a 150 mg. (in proporzione ai valori della protenuria e della pressione arteriosa). Fino ad un mese fa il dosaggio del Triatec era di 5 mg o 2.5 al dì a seconda della pressione arteriosa che oscillava fra i 90/60 e 100/70, Lortan 50 mg. Al controllo di un mese fa la protenuria era di g 1.9/die, il medico mi ha consigliato di ricoverarmi in ospedale per un’ulteriore biopsia che anche questa volta non ha dato materiale sufficiente per un esame istologico. Sono stata dimessa con la seguente diagnosi: Gli esami mostrano una normale funzionalità renale con azotemia 39 mg creatinina 0.77 mg protidemia 6.2 g, colesterolo 243 mg, normali gli altri esami metabolici; es urine: proteinuria g 2.6/die; indici flogistici ed immunologici salvo IgG ridotte. L’attuale terapia è: Lortan 50 mg 1 al dì; Triatec 2.5 mg 1 cp se la P. A. non è bassa; Torvast 20 mg 1 cp la sera. Fino al controllo degli esami che avverrà fra 20 giorni in reparto.
Attualmente la pressione arteriosa scende anche sotto i 90/60 pertanto non posso seguire la terapia del Triatec e del Lortan, non posso eseguire ulteriori biopsie. Le chiedo se esiste un modo alternativo per capire il tipo di nefrite di cui soffro e se esiste una terapia in grado di evitare il deterioramento dei reni fino a giungere alla dialisi.

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Dr. Filippo Mangione
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Cara SIgnora,
le dico immediatamente che non è possibile ipotizzare ulteriori terapie rispetto a quelle già in atto, visto che manda una diagnosi di certezza. Immagino che le indagini collaterali all'esame istologico siano state già eseguite e siano risultate inconcludenti.

Sarebbe utile sapere quale sia la patologia renale da cui sono affetti i suoi fratelli. Escluderei il rene policistico (inteso come malattia genetica, ADPKD) anche se sua madre ha evidentemente molte cisti nei reni, visto che per diagnosticare tale condizione sarebbe sufficiente un dato ecografico o TC e che di solito la biopsia non è eseguita in questi casi.

Certo devo ammettere che c'è una buona dose di sfortuna nel non riuscire ad ottenere un campione adeguato in 3 biopsie.

Saluti