Utente 140XXX
Gentilissimi Dottori,
avrei bisogno di un Vostro consulto. Mia nonna di 84 anni è stata ricoverata circa un mese fa per mancanza di respiro. Lei soffre da anni di fibrillazioni temporanee (circa ogni 2-3 mesi e della durata di 4-8 ore) che poi regredivano spontaneamente. Nel mese di novembre è insorto un episodio di perdita di coscienza durato solo pochi minuti, al seguito del quale sono stati fatti degli accertamenti con cardiogramma ed elettroencefalogramma dal quale sono risultate evidenti TIA. Dal mese di dicembre lei lamentava stanchezza e mancanza di respiro, così abbiamo deciso di ricoverarla il 22 Aprile. Dal referto delle dimissioni la diagnosi è: "scompenso cardiocircolatorio in corso di fibrillazione atriale non databile ad elevata risposta ventricolare". Ora mia nonna è in cura con un anti coagulante, il CUMADIN (oltre ai seguenti farmaci: Lanoxin, Congescor, Torvast, Efexor, Neolotan, Lasix, Luvion). Lo specialista avrebbe deciso di procedere alla CARDIOVERSIONE ELETTRICA dopo una terapia di 6/8 settimane di anticoagulante CUMADIN, così da riportare il cuore al ritmo sinusale.
Vorrei gentilmente sapere quali potrebbero essere gli eventuali rischi della Cardioversione, quanto dura l'intervento e se dopo mia nonna potrà riprendere a respirare normalmente o c'è la possibilità che continui a mancarle il respiro e il fiato ad ogni piccolo sforzo o movimento.
Aspetto una Vostra cortese risposta e Vi ringrazio tanto anticipatamente.

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Dr. Fabio Fedi
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Non si tratta di un vero e proprio intervento, ma di una procedura della durata di pochi minuti, in cui dopo aver praticato la sedazione vengono applicati sul torace degli eletrodi attraverso i quali viene erogata una scarica elettrica con lo scopo di interrompere l'aritmia e ripristinare il normale ritmo sinusale.
Lo scopo di questa procedura è di far lavorare il cuore in modo più fisiologico, con buone possibilità di una sostanziale riduzione dei sintomi quali affanno, spossatezza, eccetera.
Tanti auguri per la nonna.