Utente 151XXX
Mio padre eta' 55 anni e' affetto da fibrillazione atriale cronica da 4 anni,ha fatto diverse cardioversioni tutte fallite, e 2 interventi di ablazione in un dei piu' noti centri in italia.il primo e' fallito,la seconda ablazione e' fallita e dopo 2 mesi dall'intervento ha fatto una cardioversione e da li in avanti e' rimasto in ritmo per 15 mesi utilizzando di supporto cordarone e almarytm,in marzo di quest'anno per problemi alla tiroide gli e' stato scalato e tolto il cordarone mantenendo l'almarytm e in una settimana e' ricomparsa la fibrillazione.nell'ultimo periodo gli e' stato prescritto il sotalolo che ha dovuto sospendere per problemi di flutter atriale.da qua in poi ha sentito sia il centro dove ha fatto le ablazioni e gli hanno proposto un terzo intervento senza pero' l'uso del cordarone che non potra' piu' prendere e in caso di fallimento un'eventuale quarta bruciatura il che ha un po' messo in dubbio mio padre anche perche' un altro medico aritmologo ablatore di prim'ordine nel panorama italiano gli ha detto che un terzo intervento si puo' fare ma con prudenza dopo un'adeguata interrogazione delle vene polmonari e non si e' mostrato particolarmente entusiasta nell'intervenire perche' gli avrebbe detto che di bruciature ne ha gia abbastanza,un' altro cardiologo dell'ospedale cittadino gli ha invece totamente sconsigliato il terzo intervento perche' oltre che essere inutile lo vede anche rischioso.come mai tutte queste discordanze?non sa piu' che fare

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Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente,
purtroppo le differenti opinioni datale, sono coerenti con la letteratura scientifica attuale, che vede nell'ablazione, una buona metodica ma con percentuali di recidive aritmiche ancora alte. Tali recidive, poi, in percentuale, aumentano notevolmente soprattutto quando il soggetto ha fatto ricorso già ad altri interventi ablativi e non è compliante alla terapia farmacologica. Il caso pertanto è complesso e di non facile risoluzione.
Saluti