Utente 146XXX
Buongiorno

mia madre il 22.03.2010 è stata sottoposta ad un intervento chirurgico , asportazione di cm 14 dal grosso intestino , dove era presente una neoformazione di 2,3 cm di diametro.

Viene fatta la seguente diagnosi:

a) Adenocarcinoma del grosso intestino a medio grado di differenziazione (G2). La neoplasia infiltra la muscolare propria (pT2). Il margine di crescita del tumore è di tipo infiltrativo. E' presente "budding" tumorale. Uno dei 15 linfonodi locoregionali esaminati è sede di ripetizione neoplastica mestastatica (pN1).
b) Margini della resezione chirurgica esenti da infiltrazione neoplastica.
pT2 pN1 G2 Stadio IIIA sec ajcc 2010 Stadio di Dukes
c) Ha iniziato in data 21.05.10 chemioterapia secondo lo schema Folfox di 6 MESI (12 cicli di chemio ogni 14 giorni).


2 settimane fa mia madre ha eseguito il 4° ciclo folfox. Con gradualità , la sopportazione di mia madre alla chemio è andata sempre peggiorando, fino a raggiungere stati critici , con problemi respiratori e forti crisi depressive.

Più in dettaglio , in queste ultime settimane , con il picco in questo 4 ciclo , ha presentato i seguenti problemi;

- bocca molto amara e acida che non gli permette di bere liquidi o in
piccolissime quantità.
- perdita della placca dentale
- nausea fortissima e senza sosta
- forti dolori di stomaco
- gambe gonfie
- debolezza
- in alcune giornate problemi respiratori

I problemi di cui sopra , limitano molto l'assunzione di liquidi (l'acqua sembra il peggiore dei veleni, e nessuno altro tipo di liquido le è gradito), a solo mezzo litro al giorno .
Anche l'alimentazione è molto limitata a causa della nausea e della bocca amara.
L'ospedale non fornisce alcun tipo di assistenza ; al telefono non risponde mai nessuno e dopo continue pressioni siao riusciti solo ad avere un numero di fax per riportare problemi urgenti , a cui non sanno però dare alcun sostegno .

A questo punto mia madre in primis e noi familiari , pensiamo che sia il caso di interrompere il trattamento. Gli oncologi dell'Ospedale al contrario dicono che il trattamento deve continuare.

Volevamo sapere;

1) quali sono i diritti di mia madre durante il periodo di chemio ? Possibile che l'ospedale sia così carente in termini di assistenza con l'unica scusante che "tante persone sono nella sua situazione" ?
2) come ridurre il problema di bocca acida/amara che impedisce a mia madre l'assuzione di liquidi ?
3) considerata la diagnosi, che probabilità ci sono che i linfonodi siano già
guariti dopo 4 cicli di chemio ?
4) avere un linfonodo tumorale (come da diagnosi) quali probabilità ci sono che un organo vitale venga attaccato ? E in quale arco di tempo ?
5) E' vero che assumendo 3/4 litri di acqua/liquidi al giorno i problemi di bocca amara e nausea si riducono sensibilmente ? Se si, visto che mia madre non può assumere liquidi , mia madre ha il diritto di chiedere all'ospedale l'assunzione giornaliera di flebo ?


Grazie mille
Grazian
[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore
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Gentile Utente,

mamma ha senza dubbio necessità di una terapia di supporto adeguata che evidentemente l'ospedale ha difficoltà a gestire. Un linfonodo coinvolto aumenta il rischio di recidiva che invece viene ridotto dalla chemioterapia adiuvante, che sarebbe opportuno terminare per tutta la sua durata. Necessario a mio avviso avere un punto di riferimento per una terapia di supporto.

un caro saluto

Carlo Pastore
www.ipertermiaroma.it
[#2] dopo  
Utente 146XXX

Iscritto dal 2010
Grazie

cosa intende con "Necessario a mio avviso avere un punto di riferimento per una terapia di supporto" ? Quale punto di riferimento ..., un oncologo ?

Se sì che tipo di supporto potrebbe avere da un oncologo, in base ai problemi che mia madre ha (assunzione liquidi, ecc.)?

Graziano
[#3] dopo  
Dr. Carlo Pastore
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Iscritto dal 2004
Gentile Sig. Graziano,

sicuramente un oncologo. La terapia di supporto prevede quanto è necessario per evitare fatigue, nausea, inappetenza e tutti gli altri effetti secondari correlati alle terapie oncologiche.

un caro saluto

Carlo Pastore
www.ipertermiaroma.it