Utente 167XXX
gentilissimi dottori,ieri ho effettuato visita dermat e osserazione nei cn epiluminescenza, mi sn stati riscontrati due nevi definiti melanocitici giunzionali e il dott mi ha detto di tornare a fare la visita dopo tre mesi.Lui mi è sembrato tranquillo dicendemi che nn si tratta di una lesione maligna e che nn è detto che lo diventi,Io sn ,molto spaventata anche se so bene che i professionisti del camponn sbagliano.ecco la mia domanda posso vivere serena nonostante questi nevi?mio cognato operato di melanoma 7 anni fa addirittura mi ha detto che lui ha due piccoli melanomi ce i medici dell ospedale da cui è seguito da anni gli hanno detto di tenerli sotto controllo..può essere che ciò accada? perche nn toglierli?..mi scusi per le troppe parole.
[#1] dopo  
Dr. Davide Brunelli
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Gentile utente,
il rapporto tra nevi e melanoma è pressochè nullo, nel senso che oltre l'80% dei melanomi insorge su cute sana e solo un 20% sui nevi. Il fatto che un melanoma insorga su di un nevo è un evento casuale e non prevedibile, nel senso che qualsiasi nevo, in quanto costitutito da melanociti, può ospitare un melanoma ma non vi sono a tutt'oggi evidenze che esista un nevo più a rischio di un altro. Negli Stati Uniti è attualmente definita come non appropriata la pratica di asportare nevi a scopo "preventivo".
Pertanto:
- i nevi costituiscono cute normale, solo che i melanociti sono più concentrati
- il melanoma insorge più frequentemente nei melanociti della cute "sana" perchè sono più numerosi
- i nevi come tali non andrebbero "controllati" ma asportati se si sospetta un melanoma: il "controllo" è quindi una opzione che il medico sceglie per avere una maggiore certezza diagnostica (ne controlla l'evoluzione morfologica) ma non una pratica logica.

Tutta la superficie cutanea deve essere periodicamente visitata poichè un melanoma insorto su cute sana può essere per molto tempo indistinguibile da un nevo.

Pertanto i nevi in quanto tali non costituiscono una minaccia per un eventuale melanoma ma solo un disturbo al fine di una efficacie prevenzione. La prevenzione deve essere individualizzata tenendo conto dei fattori di rischio soggettivi (sono soggetti più a rischio fototipi chiari con cute lentigginosa e con anamnesi per frequenti scottature solari in particolare se intercorse in epoca preadolescenziale).

Sono a disposizione per ogni ulteriore chiarimento, Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 167XXX

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dottor brunelli la ringrazio per le sue risposte,ieri mi sn recata dal mio dermatologo di fiducia dal quale nn mi ero potuta recare prima dopo attenta visita mi ha rimandata a tra un anno dicendomi che era tutto ok e che un anno era l arco di tempo che datele mie condizioni attuali mi permetteva un giusto controllo dei nevi.adesso mi chiedo a cosa è dovuta un diverso comportamento dei due dott ?da una maggiore esperienza diagnositca?il primo dott mi ha detto ci ediamo tra quattro mesi e se ci sn cambiamenti o il nevo le mette ansia lo togliamo....secondo lei?magari se vado da un terzo mi dirà di toglierlo subito....:-)
[#3] dopo  
Dr. Davide Brunelli
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E' così: la diversa sensibilità diagnostica determina un differente comportamento terapeutico. D'altra parte in questo caso la diagnosi è prettamente clinica e pertanto risente della diversa esperienza dell'operatore.
Di nuovo cordiali saluti