Utente 400XXX
Carissimi medici,
è una domanda che non riguarda me direttamente, ma spero possiate ugualmente fornirmi delle delucidazioni su alcune mie preoccupazioni.

Un mio amico sta per donare uno dei propri reni al padre, mi ha raccontato di essere stato fortemente rassicurato sull’assenza di conseguenze negative per la sua salute tranne alcuni piccoli “inconvenienti”, con cui lui comunque ha detto di essere pronto a convivere. Non mi ha voluto spiegare il tipo degli “inconvenienti” nonostante io abbia insistito perché mi sembrava che la cosa comunque non lo lasciasse esattamente tranquillo.

Ci tengo molto a lui e vorrei sapere come e quanto la sua vita sarà affetta da questi “inconvenienti”. Forse perché ama praticare sport? Non potrà più farlo? O c’è dell’altro?

Vi prego datemi qualche indicazione, anche per piccole cose che dovessero indurlo a cambiare il suo stile di vita. Ha 39 anni.

[#1] dopo  
Dr. Massimo Gai
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ALASSIO (SV)
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I rischi ci sono, anche se minimi, ma vanno considerati.
A parte i generici rischi operatori la vita di una persona che ha donato un rene è assolutamente la vita di una persona normale con la precauzione di misurare pressione ed esame urine periodicamente.
Se vuole maggiori delucidazioni le posso inviare in mail un articolo che abbiamo appena scritto a Torino su una importante rivista specializzata che si intitola proprio "I rischi della donazione di rene da vivente: una revisione della letteratura".
Saluti
[#2] dopo  
Dr. Decenzio Bonucchi
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CARPI (MO)
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Il processo che porta all'idoneità per donazione del rene è molto accurato e si basa molto sulla fiducia fra donatore e centro trapianti. Non è utile l'interposizione di terze persone, anche perchè la legge prevede già la presenza di un medico di fiducia del donatore, oltre alle procedure di competenza del Pretore e allo studio approfondito pre-trapianto, che comprende la valutazione ed il supporto dello Psicologo.
Saluti,
Decenzio Bonucchi
[#3] dopo  
Utente 400XXX

Iscritto dal 2007
Ringrazio molto il dr. Gai ed il dr. Bonucchi per le loro risposte.

Avrei gradito sapere qualcosa di più diretto e chiaro sull'argomento. Spero comunque io possa trovarlo nell'articolo di cui Lei, dr. Gai, mi scrive e che Le chiedo cortesemente di inviarmi. Lo attendo con ansia.

Per quanto riguarda la giusta osservazione del dr. Bonucchi, so bene che ogni "interposizione" non è giusta né opportuna e di certo non sarò io a metterla in atto.

Cari saluti.
[#4] dopo  
Dr. Rodolfo Rivera
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MONZA (MB)
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Gentile lettore: in accordo con le risposte dei colleghi direi che i rischi per il donatore esistono e non devono essere trascurati. Questi rischi possono essere: l’insorgenza di ipertensione arteriosa, di proteinuria e/o di disfunzione renale. Anche se bassa, l’incidenza a breve o a lungo termine di ognuna di queste complicanze è ancora motivo di discussione tra i principali autori in letteratura. Ci sono dei fattori di rischio che andrebbero considerati quali la familiarità per l’ipertensione arteriosa, il soprappeso, il fumo, ecc. Inoltre va ricordato che il donatore deve essere una persona idonea e cioè: sana e accuratamente studiata per superare rigorosi test di idoneità. Il tasso di mortalità lungo termine (20-30 anni e anche di più) appare piuttosto basso e sembra che la qualità di vita del donatore sia eccellente. Per cui al momento, la donazione di un rene viene considerata una manovra sicura ma indicativa di un follow-up clinico per sorvegliare l’eventuale insorgenza di queste complicanze nel tempo.
Distinti saluti.
Dr. Rodolfo RIVERA
[#5] dopo  
Dr. Massimo Gai
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ALASSIO (SV)
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...se mi invia la sua mail

saluiti
[#6] dopo  
Dr. Decenzio Bonucchi
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CARPI (MO)
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E' probabile che il mio ulteriore commento inetressi più il Collega Ravera che non lei, ma mi permetto di sottolineare che oggi la donazione da vivente è l'unico modo per diminuire la difefrenza fra domanda e offerta di trapianti di rene. In altri termini, se è vero che i paesi scandinavi riescono a coprire il 30% delle donazioni con i viventi, vuol dire che in Italia siamo troppo conservativi e che c'è margine per aumentare questa tipologia di trapianto. A Modena siamo particolarmente impegnati in questo senso e quest'anno dovremmo arrivare alla fatidica soglia scandinava. Ciò non significa sacrificare in alcun modo la sicurezza del donatore: ricordo che le assicurazioni americane, alcuni anni orsono, paragonavano il rischio donazione a quello della percorrenza giornaliera di 46 km in auto. Molti genitori, figli e fratelli lo fanno già abitualmente per la loro famiglia......
[#7] dopo  
Utente 400XXX

Iscritto dal 2007
Innanzitutto mi scuso per il ritardo con cui rispondo ai nuovi commenti scritti.

Li ho trovati tutti interessanti (compreso quello del dr. Bonucchi) e di cui ringrazio ogni singolo medico perché mi ha dato comunque conoscenze in più sull'argomento.

Egregio dr. Gai, credevo che lei conoscesse o avesse accesso alla mia email in quanto iscritta a questo sito. Non è così?

(chiedo scusa in anticipo per eventuali ritardi nelle risposte a eventuali nuovi interventi).
[#8] dopo  
Utente 400XXX

Iscritto dal 2007
Le sarei immensamente grata, caro dr. Gai, se lei potesse inviarmi l'articolo che mi ha segnalato in data 28 luglio, all'email con cui sono registrata oppure alla seguente: jule02003@yahoo.it.

Grazie.