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Emorroidi e intervento metodo longo

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  1. #1
    Utente donna
    Iscritto dal
    2007

    Emorroidi e intervento metodo longo

    Gentili dottori, mi permetto di scrivere il seguito della mia vicenda per chiedere un responso. Ringrazio anticipatamente chi mi risponderà e chiedo scusa per la lunghezza della lettera.
    Riguardo alla colite collagena non essendoci mai stati episodi di diarrea se non quelli provocati da Klean Prep per fare la colonscopia, lo specialista gastroenterologo a giugno l’ha giudicata di scarso significato clinico e mi ha mandato da un chirurgo specialista di sua fiducia per valutare un eventuale intervento per le emorroidi.
    Nel frattempo le emorroidi erano peggiorate e il chirurgo, all’anoscopia effettuata a luglio, le ha giudicate di “ III grado , congeste e sanguinanti “ed ha consigliato l’intervento per correggere il gavocciolo emorroidario che ormai stava facendo prolassare anche il resto intorno, (anche se comunque dopo gli iniziali 7 sanguinamenti non ce n’erano più stati altri ), e che mi costringeva a buttarmi sul letto dopo ogni wc per far rientrare il tutto all’interno.
    L’intervento è avvenuto lunedì 6 agosto ed il chirurgo, pur praticando anche altri metodi, ha valutato il metodo Longo come quello più adatto al mio caso. Il mattino seguente l’operazione,alla dimissione dall’ Ospedale, il medico di guardia, pure lui proctologo, di sua iniziativa ha effettuato una visita interna, facendomi “ vedere le stelle “, a sole 18 ore dall’intervento.
    Ora chiedo: è prevista una cosa del genere ?.
    Per due giorni sono stata a riposo prendendo Tachidol ( 3 bustine in tutto ) poi giovedì pomeriggio ho cominciato ad avere emorragie di sangue “ scuro” e sono corsa in ospedale dal chirurgo, che ha controllato con una visita durante la quale ho avuto poi una emorragia di sangue rosso e sono stata riportata in sala operatoria,altra anestesia etc. Sul foglio di dimissioni, dopo due notti in ospedale, si parla di “ Intervento di Revisione emostasi post-emorroidectomia “. Se ho capito bene una delle “ graffette “ al titanio si era in parte staccata.
    Ora sono molto preoccupata, vi prego di dirmi:
    - è una cosa che può succedere ? perché succede ?
    - oppure la causa di tutto è stata la visita interna del medico di turno ?
    - oppure è il metodo Longo che non ha funzionato nel mio caso? ( il chirurgo dice che ha il 90% di successo ).
    - questi punti o microclips al titanio possono staccarsi ancora? Che fine fanno ? A me inizialmente è stato detto che rimangono inglobati nei tessuti, poi invece che cadono spontaneamente e che quelli rimasti possono essere rimossi dal chirurgo.

    Sto cercando di riprendermi ma ho bisogno di queste risposte per rassicurarmi o meno.
    Il decorso post operatorio per adesso è stato giudicato nella norma, ma c’è già un po’ di pelle prolassata. Il gavocciolo gonfio che prima prolassava fuori e che adesso è stato riportato internamente che fine farà ?
    Grazie.




  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 2611 Medico specialista in: Chirurgia dell'apparato digerente
    Gastroenterologia e endoscopia digestiva

    Perfezionato in:
    Chirurgia generale
    Colonproctologia

    Risponde dal
    2002
    Il sanguinamento postoperatorio precoce che richiede un reintervento dopo intervento di Longo si verifica in circa il 5% dei casi in tutte le casistiche.Una volta risolto, non compromette l'esito della procedura.
    L agrapphes metalliche in genere si staccano spontaneamente entro 6 mesi, in rari casi possono essere rimosse ambulatorialmente. Auguri!




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