Utente
Gent.mi Dottori,
ho 28 anni e mi è stata diagnosticata la presenza di malattia emorroidaria di 3° grado. Il sanguinamento è ormai una costante dopo la defecazione ed il prolasso necessita di un mio intervento manuale per ritornare nella sua posizione naturale.A quanto pare, la causa della mia situazione è ascrivibile allo stile di vita (mangio spesso fuori) ed alla mia passione per il fitness(sforzo). Ho infatti notato che nei periodi estivi, abitando con i miei genitori e godendo della possibilità di mangiare + spesso frutta e ortaggi, il problema si riduce notevolemte.
Un mio caro amico(figlio di un medico) ha già vissuto una esperienza simile. Si è fatto operare con la tecnica di Longo da uno dei maggiori chirurghi nazionali presso una clinica privata romana (costo alcune migliaia di euro!!) incontrando nel post-operatorio una serie di problemi tra cui anche una emorragia. Rioperato con la tecnica Thd in un ospedale pubblico c.d. "di periferia" non ha invece riscontrato alcun problema.
Sentendo il parere di due chirurghi diversi, uno mi ha proposto l'intervento con Thd, l'altro invece mi ha proposto la tecnica di Longo.
Non so che pesci prendere, avendo vissuto da vicino l'esperienza davvero traumatica del mio amico!!
cosa devo fare??come devo comportarmi??
Ringraziando in anticipo, colgo l'occasione per porgere cordiali saluti.
A.

[#1]  
Dr. Andrea Favara

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Nella mia esperienza e nei dati della letteratura, la prolassectomia sec Longo nell eemorroidi di III grado e' un intervento efficace, ferma restando la possibilita' di complicanze tra cui l' emorragia.
L' intervento puo' essere eseguito in numerosi reparti di chirurgia generale a carico del ssn senza problemi.
Non ho esperienza di thd, ma i dati in letteratura non sono univoci e quindi non mi esprimo riguardo a questa tecnica.
Auguri!
Dottor Andrea Favara
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[#2]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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Caro utente
Condivido le considerazioni e l'indicazione alla prolassectomia sec.Longo fatta dal collega Favara.Confermo che tale intervento è dispensato dal SSN ed è ormai eseguito in numerosi reparti di chirurgia.In merito alla TDH io la utilizzo nel prolasso emorroidario di I II grado dove la sintomatologia delle emorroidi"interne"e caratterizzata da frequente sanguinamento.Tale tecnica ,come ho già avuto modo di rispondere ad altri utenti, secondo alcune linee guida potrebbe dare dei risultati nel prolasso emorroidario di I-II grado dove il tessuto emorroidario non è ancora prolassato all'esterno del canale anale.La TDH certamente non ha indicazioni nei prolassi emorroidari di III grado.La TDH non è assolutamente in grado di correggere un prolasso emorroidario di III grado.Tale tecnica si limita a eseguire una legatura doppler guidata dei vasi emorroidarii.La Longo , invece, rimuove l'anello di mucosa che cedendo ha determinando il prolasso emorroidario.L'asportazione di tale anello permette un riposizionamento del tessuto emorroidario nella sua sede naturale.
Saluti Dr Giuseppe D'Oriano
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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[#3] dopo  
Utente
ringrazio per la solerzia dell'intervento.
Il chirurgo che mi ha proposto il Thd, da quello che ho capito, ha anche la possibilità di effettuare lo stesso intervento con la Longo. Mi ha anche giustificato la scelta dicendo che, tra le due, è quella maggiormente attinente alle caratteristiche della mia patologia per la presenza del sanguinamento. Spiegazione che, invece, non mi ha fornito il secondo.
Da mie ricerche personali attraverso motori di ricerca è emersa una presenza generosa di Letteratura sulla Longo e una meno generosa sul thd. Ne ho fatto un lavoro scrupoloso di lettura, ma in nessun caso si parla di limiti oggettivi!!le conclusioni sono sempre incoraggianti in entrambi i casi!!naturalmete col dovuto beneficio di inventario dovuto alla mia totale mancanza di esperienza in materia. Io comunque speravo di avere un aiuto dalla letteratura e invece no.

[#4]  
Dr. Attilio Nicastro

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Caro Utente,
è sempre utile una voce fuori dal coro. La dearterializzazione trova indicazione nella malattia emorroidaria di I e II grado sintomatica, anche se alcuni fautori dela metodica spingono l'indicazione fino al III grado. La tecnica di Longo non cura le emorroidi di nessun grado. Nella mia esperienza attuo la dearterializzazione secondo la giusta indicazione mentre nelle emorroidi di grado elevato consglio l'intervento di emorroidectomia per la risoluzione definitiva della patologia. Capisco la sua tenacia di andare a ricercare le metodiche descritte come meno invasive ma credo che al di là delle mode lei debba ricercare la tecnica più efficace e risolutiva.
Auguri
Dott. Attilio Nicastro
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[#5] dopo  
Utente
Caro Dr Nicastro,
concordo pienamente con Lei sull'importanza della scelta nella tecnica che sia maggiormente efficace e risolutiva, ma credo anche che un paziente, posto in una situazione di "asimmetria informativa" nei confronti di qualsiasi medico, debba per lo meno calcolare i rischi cui incorre. Spero che per questo motivo, venisse giustificata la mia "tenacia" in questa ed in altre sedi. Del resto, l'assenza di un parere univoco su una problematica così diffusa la dice lunga.
La emorroidectomia non comporta un protrarsi dei tempi di cicatrizzazione e di dolore post-operatorio rispetto a quella che viene definita "ano-pessia" nella tecnica Thd??Sbaglio, secondo Lei, nel adottare questo tipo di approccio, tenendo in considerazione prevalentemente dei rischi, non potendo essere in grado di esprimere un giudizio sulla "bontà" di qualsiasi tecnica?? L'unica cosa che rimane a qualsiasi "paziente" è quella di fidarsi ciecamente di un amico chirurgo(per chi ce l'ha)??
scusandomi in anticipo per la petulanza....chiedo immensamete grazie

A.

[#6]  
Dr. Attilio Nicastro

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Cara Utente,
l'emorrodectomia, se ben condotta, non prevede l'insorgenza del dolore post-operatorio. Riguardo la cicatrizzazione delle ferite chirurgiche, anche se avviene lentamente non provoca eccessivi disagi per il paziente che può riprendere ogni attività in breve tempo. Purtroppo spesso le mode fanno perdere il giusto orientamento ed è mio parere che un medico deve dare il giusto consiglio per la risoluzione della patologia che affligge il paziente. Il mio non era un rimprovero nei suoi confronti ma solo una considerazione e un consilgio.
Auguri
Dott. Attilio Nicastro
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