Utente
Gentili dottori,
ho 32 anni e da diverso tempo soffro di emorroidi. Il problema si è aggravato in quest'ultimo periodo (circa 6 mesi fa), quando ad ogni defecazione ho un evidente prolasso delle emorroidi che mi impediscono addirittura di stare seduto e di svolgere la mia attività professionale con naturalezza. Da premettere che, molto raramente si manifestano casi di emorragia, e, nonostante pomate, pulizie con acqua tiepida e saponi a ph neutro, il problema va avanti per circa 5-6 ore fino a quando si sgonfiano, senza però ritornare nella posizione naturale, anche attraverso manipolazioni.
Dopo tutti questi disagi, ho trovato il tempo ed il coraggio per risolvere questo problema. Ho fatto una visita con il proctologo il cui consiglio è stato di intervenire chirurgicamente previa esecuzione di una rettoscopia.
La settimana precedente, ho effettuato l'esame endoscopico e "fortunatamente" non sono state riscontrate nè lesioni mucose, nè neoformazioni endoluminali, nè si riconoscono emorroidi interne. Tuttavia è ben visibile un prolasso mucoemorroidario esterno con erosioni.
Vorrei avere a questo punto delle delucidazioni, sull'intervento chirurgico più adatto alla mia situazione. Guardando un po' su internet, ho notato come "ogni oste dice di avere il vino più buono"; questo però genera in me preoccupazioni ed angoscie, perché il mio unico obiettivo è quello di eliminare il problema che ormai mi porto dietro da tempo, da molto tempo.
Chiedo pertanto un Vostro parere per individuare una metodologia (Crioterapia, Longo, Legatura Elastica, THD etc.) che meglio si sposa con il mio problema e soprattutto capire bene quali sono le differenze tra una terapia e le altre.
Ringrazio vivamente a coloro che risponderanno alla mia richiesta.
Cordialmente.
Giovanni.

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Prof. Massimo Massari

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Gent.le Utente
visto che ha già navigato mi limito ad esporre la mia personale preferenza per la tecnica di Longo o la legatura elastica; peraltro tengo a precisare che la corretta diagnostica, a mio avviso, deve prendere in considerazione la regolarità o meno del suo intestino (il prolasso emorroidario, solitamente è presente in panzienti tendenzialmente stiptici); regolarità intestinale che deve essere studiata ed eventualmente sottoposta ad opportuna terapia; il protocollo di studio non può prescidere dallo studio dei tempi di transito, dalla defecografia e dalla ecografia trans-anale, prima di decidere con il suo Chirurgo di fiducia quale intervento effettuare.
Per mia esperienza personale non consiglio la obsoleta (e talvolta disastrosa)crioterapia mentre non ho sufficiente esperienza della THD per esprimere un parere.
auguri
dr. massimo massari
www.massimomassari.it
Prof.Massimo Massari
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Dr. Andrea Favara

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Le emorroidi con prolasso sintomatico nella mia esperienza personale e nei dati della letteratura sono in linea di massima un' indicazione alla prolassectomia sec Longo, intervento che se correttamente eseguito e nelle giuste indicazioni risolve il problema in maniera completa con un modesto disagio postoperatorio.La legatura elastica trova indicazione elettiva in emorroidi di II grado e dove il problema principale e' il sanguinamento , o quando sono controindicate altre tecniche.Condivido il punto di vista del collega su crioterapia e THD.La Milligan Morgan e' sicuramente una soluzione efficace, indubbiamente tuttavia il postopoeratorio e' piu' impegnativo per il paziente e le complicanze piu' comuni (emorragia, stenosi, dolore) si presentano con frequenza sovrapponibile alla Longo. Auguri!
Dottor Andrea Favara
http://www.andreafavara.it

[#3]  
Dr. Giovanni Piazza

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Gentile Utente,
credo di poter aggiungere ben poco, visto che i colleghi sono stati più che esaurienti.
Aggiungo solo un mio personale commento su le due procedure quali:
Emorroidopessia sec.Longo e THD.
Partendo però dalla seconda:
La dearteralizzazione del plesso emorroidario è una metodica che si sta facendo strada con buoni risultati. Non voglio, quì dilungarmi sulla metodica, ma voglio solo esprimere il mio parere sull'indicazione,se lei è affetto da Emorroidi di IV grado, non trovo indicata questa tecnica! che è riservata a quadri di gravità inferiori II-III.
Diversa la metodica di Longo dove quì potremmo stare ore! Anch'essa ha dimostrato la sua validità specialmente in termini post-operatori immediati, per quel che riguarda la gestione del dolore post operatorio (praticamente ZERO!)
Ma, è una metodica non scevra da complicanze, che sono praticamente sovrapponibili alla Milligan-Morgan.
Il tutto è operatore dipendente!
Pertanto si affidi al collega che la segue e affrontate il tema!
Cordialmente
Dr.Giovanni Piazza
www.drgiovannipiazza.blogspot.com
Dr. Giovanni Piazza
Chirurgo Oncologo
www.Gruppopalermomedica.blogspot.com
www.drgiovannipiazza.blogspot.com

[#4]  
Dr. Stefano Arcieri

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ROMA (RM)

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Concordo con i colleghi che mi hanno preceduto.
A Milano, troverà certamente un centro per la cure delle patologie colonproctologiche. Internet potrà essere utile.
Cordialità.
Prof. Stefano ARCIERI
Università di Roma "Sapienza"
Policlinico Umberto I

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Dr. Giuseppe D'Oriano

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Caro Giovanni
Dalla descrizione della tua sintomatologia( il problema va avanti per circa 5-6 ore fino a quando si sgonfiano, senza però ritornare nella posizione naturale, anche attraverso manipolazioni.)penso che siamo in presenza di un prolasso rettoanale dove il prolasso del tessuto emorroidario rappresenta l'epifenomeno del cedimento del rivestimento mucoso del canale anorettale.Spesso o quasi sempre noi parliamo di terapia delle emorroidi,ma in effetti, il prolasso emorroidario e la sintomatologia ad esso correlata ,non rappresentano la malattia ,ma il sintoma del prolasso mucoso interno rettale.E' stato ampiamente dimostrato ,che può esistere un prolasso mucoso interno senza prolasso emorroidario , mai un prolasso emorroidario senza prolasso interno.Scusa il gioco di parole ,che serve a chiarire il perchè dell'intervento di Longo nella malattia emorroidaria.La tecnica di Longo ,che riposiziona il tessuto emorroidario nella sua sede naturale, rimuovendo l'anello mucoso-muscolare che ha ceduto agisce sulla patogenesi(causa) della malattia emorroidaria e non sul sintoma,.Per tale motivo ,come hanno ampiamente chiarito i colleghi,altre metodiche non trovano indicazione.
Saluti Dr.Giuseppe D'Oriano
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
www.drgiuseppedoriano.blogspot.com