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Carcinoma prostata in metastasi

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  1. #1
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010

    Carcinoma prostata in metastasi

    Premetto una breve descrizione del mio percorso clinico:
    • Età, ad oggi, anni 63.
    • Maggio 06 intervento per Lemiosarcoma alla coscia sinistra seguito da trattamento preventivo chemioterapico (Adriblastina). I successivi controlli periodici hanno escluso, sino ad oggi, recidive.
    • Febbraio 08 intervento di Prostatectomia radicale per adenocarcinoma bilaterale (esame istologico: Gleson score 8 (4+4) con estensione extraprostatica – pT3b, pN0, pMx).
    • Aprile 08 – Giugno 08 – Febbraio 08, tre interventi per “Stenosi uretrale” e successive recidive.
    • Febbraio 08 / Aprile 09 vigile attesa (controllo PSA: 02/2008 = 0,52, 09/2008 = 0,72, 12/2008 = 1,47, 03/2009 = 1,84), comparsa di dolori,persistenti ma saltuari nell’intensità (da forti a lievi),agli arti inferiori e all’addome seguiti da una forte astenia.
    • Gennaio 09 la PET con colina ha evidenziato: “accumulo minuto ma focale di tracciante in corrispondenza della tuberosità ischiatica di sinistra che sebbene non presenti corrispettivo morfologico ad indagine TC smc eseguita contestualmente, appare suggestivo per localizzazioni di malattia. Conclusioni: lo studio indica unico reperto scheletrico, nella sede sopra indicata, con caratteristiche metaboliche di tipo sostitutivo”. In seguito a tale referto ho ricevuto due pareri in parte contrastanti; il primo consigliava Radioterapia associata a terapia ormonale (Casodex), il secondo escludeva la radioterapia “non potendo stabilire dove era focalizzata la malattia” e propendeva per la sola terapia ormonale.
    • Aprile 09 inizio terapia ormonale, PSA sceso al valore 0,07.
    • Aprile 10 in seguito a disturbi (ginecomastia con sensibilità delle mammelle) sospensione della terapia ormonale con conseguente aumento del PSA ( 04/2010 = 0,05, 07/2010 = 0,55, 09/2010 = 0,93, 11/2010 = 2,06).

    OGGI, dopo esami negativi di TAC e RSM ed in seguito all’aumento dei valori PSA mi è stato prescritto “Decapetyl 11.25 (Triptorelina).

    Premesso tutto ciò e precisando che sono sconvolto dall’idea di procedere alla “castrazione chimica” le mie domande sono:

    1. Sono consigliabili altri controlli?
    2. Esistono terapie alternative a quanto mi è stato proposto (Radioterapia, Crioterapia, …..)? Se vi sono dove posso farle?
    3. Quali sono le mie aspettativi di vita, con e senza terapia, ?
    4. Ho sentito parlare del farmaco Cubano “Escozul” (Vitadox), lo conoscete ? Se si cosa ne pensate ?

    Vi ringrazio anticipatamente e sentitamente per la vostra risposta.

    Cordialmente.




  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 365 Medico specialista in: Oncologia medica

    Risponde dal
    2004
    Gentile Utente,

    suggerirei l'esecuzione di una scintigrafia ossea total body, esame accurato per evidenziare il coinvolgimento scheletrico e monitorarlo nel tempo. Questa condizione necessità oltre il blocco androgenico totale anche delle fleboclisi di acido zoledronico ogni 28 giorni. Tale farmaco è specifico per contrastare il rimaneggiamento osseo e la malattia nello scheletro, nonchè eventuale dolore. Doserei poi la cromogranina A per verificare se la neoplasia esprime componente neuroendocrina e se quindi è possibile aggiungere octreotide alla terapia in corso. Impiegherei anche l'ipertermia locoregionale e total body come coadiuvanti. Per quanto riguarda escozul (vidatox) i dati non sono affatto conclusivi e le numerose esperienze in merito nel mondo necessitano di conferme. Ad oggi nulla si può assesire di certo sul preparato.

    un caro saluto


    Dr. Carlo Pastore
    www.ipertermiaitalia.it

  3. #3
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010
    Gent. dott. Pastore,
    anche se tardivamente la ringrazio per la risposta e sono a chiederle nuovamente un suo parere, a tal scopo aggiorno il mio quadro clinico:
    GENNAIO 2011 PSA 4,04
    Tomoscintigrafia total body (PET) Colina
    L’indagine rileva :
    - Sostanzialmente invariata l’area segnalata precedentemente in corrispondenza della tuberosità ischiatica di sinistra;
    - Moderata e dismogenea accentuazione della fissazione del tracciante nel rachide dorsale in particolare nel tratto da D3 a D8;
    - Comparsa di una piccola focale area di moderata fissazione del tracciante in corrispondenza dell’arco antero-laterale di una costa destra, verosimilmente IV a;
    - Si rilevano piccole aree di modesta fissazione del tracciante di pertinenza linfonodale nel mediastino (in sede paratracheale destra, finestra aorto-polmonare e sottocarenale) e negli ili polmonari;
    - Il quadro PET è sospetto per interessamento secondario osseo;
    - I reperti linfonodali sono di incerto significato e necessitano di monitoraggio evolutivo.

    Scintigrafia ossea whole body:
    - Non ha messo in evidenza chiare zone di abnorme accumulo del radiofarmaco riferibili a lesioni di tipo ripetitiva.
    - Si segnala unicamente la comparsa di un focale accumulo di tracciante a carico dell’emisoma sinistro di D2, compatibile con processo di tipo flogistico-degenerativo (utile conferma radiologica mirata).
    - Disomogenea distribuzione del radiofarmaco a livello del rachide , lieve iperattività a carico dell’emisoma sinistro di L5 e dell’ischio di sinistra compatibili con patologia di origine flogistico-degenerativa.

    Lo scorso 1 Febbraio mi sono sottoposto a visita oncologica presso un centro diverso da quello che mi ha in cura ; il medico che mi ha visitato ha dissentito fortemente e polemicamente con quanto mi era stato prescritto in precedenza (solo il Decapetyl 11.25)e mi prescriveva: Casodex 150 (1 cp al dì ), dopo 10 giorni associare Decapeptyl 11.25 1fl ogni 3 mesi seguita da eventuale radioterapia (di salvataggio) nella loggia prostatica (da valutarsi dopo RM e TAC), affermando che , a condizione che non vi fossero interessamenti secondari da verificare appunto con RM e TAC, quella era l'unica cura che poteva portarmi alla guarigione.
    Ho eseguito gli esami prescritti che,anche se in un primo momento la RM sembrava positiva (alterato segnale, ipodensità in T1 ed iperdensità nelle sequenze STIR) in corrispondenza della tuberosità ischiatica di sn) la TC, con e senza contrasto, dava esito negativo (il radiologo ha guardato con molta attenzione refertando "lo studio con algoritmi per osso non documenta alterazioni strutturali ossee riconducibili a secondarietà).
    Ora sinceramente non so più che fare.
    Solo la terapia ormonale?
    Solo la radioterapia?
    O entrambe le cose?
    Inoltre vorrei sapere se gli effetti collaterali della castrazione chimica sono irreversibili e quali sono gli effetti collaterali della radioterapia.
    La ringrazio sentitamente e anticipatamente per la sua risposta.
    Cordialmente







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