Utente 141XXX
SALVE,
SOFFRO DI ACUFENEA DESTRA DA CIRCA 7 MESI, DOPO UN TRAUMA ACUSTICO. I PRIMI ESAMI AUDIOMETRICI MìHANNO MOSTRATO UN CALO DI 20 dB A 4000 HZ (ESAME ESEGUITO 12 ORE DOPO IL TRAUMA). HO ESEGUITO UN CICLO DI 2 MESI DI ACUVAL 400E ALASOD, HO POI ESEGUITO NUOVAMENTE IL TEST AUDIOMETRICO, RISULTATO PERFETTO SU TUTTO IL RANGE DI FREQUENZE (125-8000 HZ). HO FATTO ALTRE VISITE, CON UN TEST AUDIOMETRICO FINO A 16000 HZ DAL QUALE è RISULTATO CHE FINO A 12500 HZ NON C'è NESSUN CALO DI UDITO, POI UNA FISIOLOGICA DISCESA FINO A -30/-40 IN CORRISPONDENZA DEI 14000 HZ , PER POI RISALIRE A -20/-30 A 16000 hZ: IL REFERTO MEDICO RIPORTA CHE IL MIO UDITO è DEL TUTTO NORMALE E CHE ADDIRITTURA SI ESTENDE ALLE ULTRAFREQUENZE. ANCHE LE OTOEMISSIONI ACUSTICHE SONO RISULTATE NORMALISSIME. NONOSTANTE GLI ESAMI AUDIOMETRICI SIANO RISULTATI PERFETTI, O COMUNQUE NELLA NORMA, L'ACUFENE PERSISTE E ANCHE SE MI ERO ABITUATO E IL FISCHIO MI PAREVA ADDIRITTURA DIMINUITO, IERI A SEGUITO DELL'ESPLOSIONE DI UN CLASSICO BOTTO DI CAPODANNO (ESPLOSO A CIRCA 10 METRI DI DISTANZA E NON FORTISSIMO, A DIRE IL VERO) MI HA FATTO AUMENTARE LA PERCEZIONE DEL FISCHIO, INOLTRE HO UNA FASTIDIOSA CONTRATTURA MUSCOLARE ALLA SPALLA CHE SI ESTENDE FINO A SOTTO L'ORECCHIO DESTRO. MI CHIEDO SE LA CONTRATTURA POSSA AVERE CONSEGUENZE SULL'ACUFENE E SE IL FASTIDIO ORA LEGGERMENTE AUMENTATO,POSSA RIENTRARE AI VALORI DI POCHI GIORNI FA. iNOLTRE CHIEDO SE ESISTONO "CURE" IN GRADO DI RIDURRE IL FASTIDIO.

RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE PER LE RISPOSTE CHE NON TARDERANNO AD ARRIVARE

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Marcelli
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Gentile utente, la normalità della funzione uditiva purtroppo non esclude una lesione lungo le vie uditive conseguente al trauma acustico e responsabile dell'acufene stesso.
Non è possibile pronunciarsi circa la possibilità che l'acufene rientri ai livelli precedenti all'ultima esposizione al rumore.
La contrattura non ha alcuna correlazione con l'acufene.
Quanto alla terapia, allo stato non esiste un farmaco efficace.
In presenza di particolare fastidio, l'unico approccio corretto e la Tinnitus Retraining Therapy proposta dal Prof. Jastreboff.
Saluti
[#2] dopo  
Utente 141XXX

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Gentile Dott Marcelli,
innanzitutto La ringrazio per la risposta.
Tuttavia le chiederei di essere più chiaro quando parla di lesioni lungo le vie uditive che non possono essere escluse dagli esami che ho fatto. Ho omesso che ho anche eseguito una risonanza magnetica per scongiurare un eventuale tumore al nervo acustico, risultata pulita.
Mi sono rivolto da diversi speciaisti, di cui uno a Milano, molto noto nel campo degli acufeni (ovviamente non posso citarlo) e nessuno di questi specialisti mi ha parlato di altre possibili lesioni alle vie uditive: siccome sono un po' suscettibile, potrebbe chiarirmi quali potrebbero essere le altre lesioni?
Secondo quanto mi ha detto lo specialista di Milano, il primo trauma acustico, viste le diverse evidenze degli esami fatti, avrebbe lasciato a livello del sistema centrale una traccia che dovrebbe scoparire o ridursi con alcuni mesi di terapia sonora, infatti, per il momento mi sto "curando" con terapia sonora notturna e anche diurna laddove mi trovassi in condizioni di particolare silenzio e la situazione era decisamente migliorata fino all'altro giorno: pero non credo si possa parlare di trauma acustico, nel senso che il rumore non era cosi forte da determinare un danno, tuttavia ora percepisco l'acufene un po' meno come ronzio e un po' più come fischio (come accadeva alcuni mesi fa).
Approfitterei della Sua gentilezza per domandarle anche se un eventuale e momentaneo aumento della pressione interna all'orecchio potrebbe aver determinato l'aumento della percezione dell'acufene: visto che usciamo dalle festività, magari una dieta non proprio sana unita con raffreddamenti (di cui soffro spesso), possano aver determinato ciò.

Mi scuso per esserme dilungato. Sicuro di una Sua paziente e cortese risposta

La saluto ed estendo i suluti a tutti i suoi colleghi che offrono questo straordinario servizio
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Marcelli
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Gentile utente, la presenza di un acufene è sicuramente secondaria ad una "lesione" del sistema uditivo senza che tale termine debba indicare necessariamente la presenza di qualcosa di visibile alla risonanza magnetica. E' verosimile che il trauma (nel suo caso, ma un otite, un problema microcirolatorio, ecc) abbia dato il via ad una serie di eventi che si sono tradotti in una "lesione" o comunque in una "sofferenza" a carico delle vie uditive centrali, che si manifesta appunto con l'acufene.
Pertanto, stia tranquillo perché il termine "lesione" indica solo che si è verificato un danno ma non l'eventuale presenza di chissà quale patologia, peraltro già esclusa dalla risonanza.
E' corretto l'arricchimento sonoro dell'ambiente (che rientra nella TRT di Jastreboff).
La presenza di fenomeni catarrali può modificare senza dubbio la percezione dell'acufene.
Saluti