Utente 187XXX
Sono violinista e convivo da anni con un' anomalia
congenita che se per un non violinista non avrebbe nessun significato, per me
assume una certarilevanza. i polpastrelli delle mie dita (tutte, non,solo
quelle toccano le corde, ) sono eccessivamente rigonfi, e questo mi da alcuni
problemi in alcune pratiche fini.. Tempo fa avevo chiesto a mio padre che è
medico di approfondire la questione. e un'ecografia rilevava uno
sdoppiamento

della cute con materiale lipomatoso, la situazione si presenta come una
particolarità morfologica e non come un sintomo di qualche patologia.Un
musicista che era anche chirurgo estetico mi aveva proposto delle iniezioni di
fosfatidilconina che ripetute avrebbero ridotto il rigonfiamento. Ho provato su
un dito, ma questo è rimasto a lungo insensibile all'estremità e il rigiamento
nn si è ridotto.. So bene che è un'area molto innervata in cui un intervento
chirurgico potrebbe compromettere la sensibilità..
Lei avrebbe qualche proposta? Tenga presente che a me servirebbe
intervenire solo si medio e anulare della mano sinistra.


Grazie per l'attenzione
distinti saluti

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signore,

ritengo che l'unica strada sarebbe quella dello "svuotamento" parziale del polpastrello per via chirurgica, rimuovendo il cellulare lasso in eccesso, ma, come lei giustamente osservava, questo intervento la esporrebbe, in via potenziale, a una riduzione o a un'alterazione della sensibilità, soprattutto di quella "fine", che per un musicista credo sia ancora più importante rispetto a chi svolge altre attività.

Pertanto, si tratta di correre un rischio: il disturbo che lei ha attualmente, giustifica questo rischio ?

Solo lei può dare una risposta in tal senso.

Circa la percentuale di rischio di ipo-sensibilità del polpastrello trattato chirurgicamente, è veramente molto difficile per noi cercare di quantificarla, come è difficile quantificare di che entità potrebbe essere tale alterazione.

Se io dovessi eseguire un siffatto intervento, oltre a un adeguato consenso informato che sottoporrei alla sua attenzione, procederei in questo modo:

aprirei tutto il polpastrello con un'incisione a "bocca di pesce", tenendomi ben lontano dalla parte del polpastrello che viene in contatto con le varie superfici, evitando quindi rigorosamente qualsiasi cicatrice sul polpastrello; quindi, procederei ad uno svuotamento parziale del cellulare lasso nella sua porzione più profonda, cioè quella più prossima all'osso della terza falange, evitando di toccare quello più prossimo alla cute, così da evitare il più possibile di asportare le microscopice terminazioni nervose che abbondano soprattutto nella porzione superficiale del polpastrello.

Cordiali saluti e Buon Anno !
[#2] dopo  
Utente 187XXX

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La ringrazio molto per la precisione, tempestività e chiarezza della risposta. Vorrei ancora chiederle: dal momento che la situazione di "gonfiore" del polpastrello è simmetrica e compare anche nelle dita della mano dx (quella che tiene l'archetto, su cui non mi interesserebbe intervenire), avrebbe un qualche senso fare una prova di questo intervento su un dito della mano dx, dal momento che una iposensibilità non darebbe nessun fastidio alla pratica del violino? Insomma,in poche parole c'è la probabilità che si verifichi lo stesso decorso clinico o ogni dito è un mondo a sé?

Grazie ancora e buon anno a lei!
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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La "prova" su un dito di interesse secondario potrebbe anche avere un senso, perlomeno le darebbe un'idea più precisa di cosa aspettarsi sul dito di maggiore interesse, anche se esiste sempre la possibilità di una certa differenza nei risultati su due dita differenti.

Cordiali saluti.