Utente 143XXX
Salve,sonunragazzo di 23 anni le esporrò brevemente la mia situazione,mi sono procurato metadone al mercato nero seguendo apposite istruzioni di un mio amico medico che ora purtroppo non posso piu consultare,dopo varie posologie nell arco ditre mesi son arrivato ad assumere 100 mg al giorno dose alla quale mi sento bene e nonsento la voglia di procurrmi eroina ,vorrei iniziare a scalare perchè mi sento bene e son certo di non voler tornare nella condizione della dipendenza(son seguito anche da una psicologa che però conoscendo tutto non sà i metodi discalaggio da metadone)ora chiedo senza che qualcuno mi dica che quello che stofacendo è illegale e senza moralismi come posso uscire dalla dipendenza da metadone,vorrei un programma di scalaggio da metadone per nonricorrere a cose improvvisate o faida te.Chiedo qui un aiuto perchè il mio medico di base come molte altre figure del mio problema non hanno voluto occuparsene ed io con fermezza son certo di non voler rivolgermi a sert,comunità o soluzioni di questo genere che reputo inadeguate e dannose quindi spero col cuore che la risposta non sia quella di rivolgermi ad n sert o simili ma un aiuto cocreto.spero che qualcuno possa comprendere la mia situazione,cordiali saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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Gentile utentem

La dipendenza da metadone è un concetto fasullo, è un punto di arrivo assurdo ad un ragionamento.

I punti sono questi. La persona che soffre di tossicodipendenza non ha una chiara visioen della sua malattia, questo lo porta a commettere errori semplici (visti da fuori) che visti da dentro sono idee ragionevoli, purtroppo.

Il metadone in terapia si utilizza alla dose media che lei assume, per mantenere sotto controllo una malattia che altrimenti non lo è, non ci torna. E' possibile ipotizzare che ci torni, sotto controllo, dopo un tempo relativamente lungo.
Per il resto, togliere una cura ad una malattia che di per sé si caratterizza per cronicità e ricadute, ha il solo risultato di perdere i risultati ottenuti e ritornare in balia della malattia.

La gradualità dello scalaggio non ha alcun ruolo in questo, non è questo il punto.

Quello che le conviene fare è evitare di esporsi all'illegalità, farsi seguire a partire da questa situazione da un medico, tenendo presente che la sottrazione di una cura, a cui magari è arrivato "per caso", con ragionamenti non medici, sarebbe invece un errore prevedibile, che purtroppo è spesso fatto anche quando uno ha fatto terapie nella perfetta legalità.

Errore duplice sarebbe quello di sottrarre il metadone ricorrendo ad "aiuti" come alcol e tranquillanti, poiché questo rischia concretamente di produrre una seconda dipendenza da questi ultimi, spesso con conseguenze peggiori della prima (da eroina).

Al metadone è assuefatto (non dipendente) come una persona che assume un ormone o un farmaco per la pressione è dipendente da questo per controllare la sua malattia. Se la malattia cessa di esistere biologicamente, la cura non serve più, ma per questa malattia si sa che non cessa.

Chieda consulenza a chi le pare, si legga anche in questo sito articoli in merito al metadone e alla tossicodipendenza, ma eviti se può l'autogestione di questo tipo.
[#2] dopo  
Utente 143XXX

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Ma io ce l'ho fatta,non tocco piu eroina da tre meswi ovvero da quando ho iniziato a prendere metadone,prima 30mg fino ad arrivare a 100,vorrrei solo sapere come liberarrmi del metadone dato che son sicuro di non cascarci piu grazie all aiuto di una psicologa che m stà seguendo ma nn è un medico e nn sà indicarmi coe scalare dal metadone per toglierlo definitivamente.
[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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Gentile utente,

Non ce l'ha fatta. Ha assunto un farmaco che serve per ottenere questo specifico risultato e mantenerlo.
Questo il tipico errore di cui stavo parlando. Curarsi e poi dire due cose assurde:
a) ce l'ho fatta.
b) non ci cascherò più
Per quanto riguarda il non ci cascherò più, inutile parlarne come se dipendesse dalla propria intenzione, nessuno ha un'intenzione diversa da questa, e chi ha quella malattia nota come tossicodipendenza invece è questo che ha davanti.

Eviti questa autogestione che può anche farle ottenere "per caso" dei risultati, per poi farglieli perdere con ragionamenti del tutto sbagliati.

"Liberarsi" di una terapia significa essere nuovamente in attesa della ricaduta. Lei ne parla come se fosse l'ultimo passo per la guarigione, invece è il primo (e in genere sufficiente) passo per la ricaduta. Quel che conta non è la velocità della riduzione, è il risultato finale, ovvero una persona con una malattia recidivante e senza cura preventiva addosso.
[#4] dopo  
Utente 143XXX

Iscritto dal 2010
Quello che mi sta dicendo è allora che sarò schiavo del metadone a vita mi scusi ma non capisco.Prima o poi tutti scalando si liberano diquesta sostanza io volevo solo sapere il modo piu giusto per farlo.
[#5] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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Gentile utente,

La tossicodipendenza è una malattia grave, non va via da sola, per fortuna ha una cura affidabile.
Cura dovrebbe essere, con tanto di medico che la "segue" e la informa degli scopi e di come funzionano le medicine e le malattie.

Siamo schiavi delle cure nella misura in cui si preferisce il benessere alla malattia. Diciamo che a volte possiamo contare su delle cure, altre volte non ce ne sono. L'ideale è avere cure che immediatamente e per sempre cancellano un problema, ma in questo caso (e in quasi tutte le altre malattie) le cure possono essere ottime ma raramente guariscono in maniera definitiva e certa.

Chi soffre di cuore di fatto "si fida" di doversi curare per non avere un nuovo infarto. Se non si curasse, starebbe bene per un po', e poi riavrebbe problemi.
Il tossicodipendente è più o meno nella stessa condizione, ma come in molte situazioni psichiatriche, ha una percezione della propria malattia in base a come sta "ora".