Utente 215XXX
Buongiorno. Sono una ragazza di 26 anni. Dal 2009 mi è stata diagnosticata una nefrologia da IGA; creatinina 1.9 mg/dl. Sono stata sottoposta a ciclo di cortisone per 9 mesi circa. Dopo questi 9 mesi il ciclo si è interroto ed il valore di creatinina è rimasto costante a circa 1.8 mg/dl per 10 mesi circa. Dopo questi 10 mesi ad un controllo la creatinina è salita a 2.8 mg/dl (forse in seguito ad una forte influenza) e questo aumento è stato nuovamente trattato con l'inizio di un ciclo di cortisone. Tale ciclo, di durata 4 mesi non ha prodotto abbassamenti di creatinina la quale è addirittura aumentata a 3.2 mg/dl: per tale motivo il cortisone non sembra aver avuto effetto e mi è stato via via ridotto fino ad eliminarlo del tutto. Quello che mi chiedo è se non vi sia un altro modo per affrontare l'alto valore di creatinina? Se sia possibile che il cortisone del secondo ciclo preso senza notare nessun effetto di diminuzione sulla creatinina abbia influito negativamente con un aumento della stessa? Se con un valore pressochè costante intorno ai 3 mg/dl dovrò modificare significativamente il mio stile di vita, soprattutto in riferimento ad un domani ed in particolare ad una gravidanza a cui non vorrei dover rinunciare.
Saluti, Grazie mille

Valuta ospedale

[#1] dopo  
Dr. Piero Mignosi
24% attività
8% attualità
12% socialità
PALERMO (PA)
Rank MI+ 44
Iscritto dal 2011
Prenota una visita specialistica
Gent.ma Utente,
con riferimento al caso clinico che La riguarda ed in considerazione della Sua giovane età,preso atto della terapia steroidea cui è stata sottoposta senza per altro alcun risulato positivo, ma invece con incrementi dei valori della creatininemia (1,9 > 2,8 > 3,2 mg/dl),è da ritenersi utile e necessario iniziare un trattamento dietetico conservativo (ipoproteico ed ipercalorico) al fine di rallentare la progressione della malattia stessa.
Tenga conto che la Nefropatia da IgA (Malattia di Berger)di cui Lei sembra essere affetta (sic!)è una patologia cronica che si sviluppa gradualmente e che generalmente ha uno sviluppo lento,anche di diversi anni.
Altresì, il buon controllo dalla pressione arteriosa, unitamente alla predetta riduzione dell'apporto proteico con la dieta e l'eventuale correzione di eventuali stati dislipidemici possono consentire di rallentare l'istaurarsi di eventuali quadri clinici terminali.
Le consiglio pertanto di affidarsi ad un Nefrologo per il monitoraggio clinico-terapeutico della Sua patologia.
Distinti saluti
[#2] dopo  
Utente 215XXX

Iscritto dal 2011
Gentilissimo Dott. Mignosi,
la ringrazio fortemente. Da quanto mi pare di capire la mia età mi permette "di prendermi per tempo" e poter così limitare i danni della patologia e immaginare un futuro più sereno. Lo spero fortemente.
La ringrazio ancora,
Saluti
[#3] dopo  
Utente 215XXX

Iscritto dal 2011
In ultimo, se possibile, è possibile che il fatto che la mia patologia sia chiara già "da una giovane età" permetta di migliorare sia le prospettive di vita che di una gravidanza serena? Oppure tali considerazioni non possono essere fatte tenendo conto che l'esito della patologia è altamente soggettivo, dipende da paziente a paziente?
Saluti e vi ringrazio di cuore