Utente 221XXX
Salve, ho 38 anni, circa 6 anni, mediante un eco dinamica, mi hanno riscontrato delle lesioni fibrose. Lesioni causate da un numero spropositato di iniezioni intracavernose (praticate prevalentemente sul lato destro del pene) prescrittemi per la cura di una (ipotetica) fuga venosa. A questo si è aggiunto un trauma durante un rapporto sessuale. In via preventiva, mi hanno fatto eseguire (visita privata) dei cicli di onde d'urto associati ad una cura a base di vitamina E (EPHYNAL) e di cialis. Vorrei evidenziare il fatto che dopo i cicli di onde d'urto ho iniziato ad accusare fastidi (una sorta di fitte al pene nella parte bombardata) che prima non avevo. La situazione sembrava essere stabile, con un leggerissimo incurvamento verso destra del pene. Da circa 6 mesi si è avuto un repentino aggravamento che sta determinando una riduzione del calibro del pene(alla base del glande) ed ho notato un accentuazione dell'incurvamento. Una settimana fà sono andato a visita presso struttura pubblica (policlinico), mi è stata data una cura a base di tradxxxx, ephynal e cicli di onde d'urto. Facendo un pò di ricerche, ho avuto modo di leggere che cure a base di verapamil (ionoforesi) e ocsicams stanno dando buoni risultati nella cura delle fibrosi peniene. Vorrei poter effettuare terapie di questo tipo, ma sinceramente ( e con non poca disperazione) non so a chi rivolgermi. Presso la struttura pubblica sembra, a parere degli specialisti, che non esistano altre cure utili all’infuori delle onde d'urto. Per favore, aiutatemi, sto crollando.

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

purtroppo in presenza di tale patologia complessa e a causa ancora non completamente conosciuta è difficile dare indicazioni terapeutiche sicure e tali da garantire la risoluzione definitiva del suo problema.

l' Induratio Penis Plastica o malattia di La Peyronie è una patologia caratterizzata dalla formazione di placche fibrotiche all'interno della tunica albuginea del pene.

Detto questo le ricordo ancora che la causa della malattia da lei citata è poco nota anche se il suo problema sembra essere partito dalle iniezioni intracavernose di farmaci vasoattivi.

Infatti molti sono i fattori ipotizzati e spesso associati alla patologia e tra questi i traumi o microtraumi sono ritenuti i più importanti, soprattutto i microtraumatismi che causano sanguinamento e successiva deposizione di fibrina con attivazione della normale reazione infiammatoria.

Altri fattori chiamati in causa sono quelli vascolari (aterosclerosi, ipertensione arteriosa ) ed infettivi (uretriti, ecc.).

Una osservazione clinica che antigeni HLA della classe II sono più comuni in uomini con Induratio Penis Plastica fa ritenere molto suggestiva una causa autoimmunitaria.

La malattia presenta un decorso estremamente variabile e a volte capita anche di osservare una risoluzione spontanea della placca e per questo motivo il trattamento deve essere all'inizio di tipo farmacologico ,conservativo con l'utilizzo di prodotti a base di vitamina E, farmaci antinfiammatori.

Sono utilizzate anche terapie come gli ultrasuoni, la diatermia, la laserterapia, le iniezioni intraplacca di farmaci antinfiammatori e poi in extremis, solo a nodulo stabilizzato ed in presenza di gravi incurvamenti o disturbi dell'erezione, può essere utile ricorrere ad un trattamento chirurgico che può prevedere l'inserimento anche di una protesi oppure l'uso di tecniche di chirurgia plastica che permettono l'escissione della placca e la correzione dell'incurvamento.

Un cordiale saluto
[#2] dopo  
Dr. Giuseppe Quarto
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caro utente dopo la chiara spiegazione del collega, le dico che la terapia con ionoforesi in vari lavori pubblicati ha dato dei risulati ma sono sovrapponibili sia alle onde d'urto che allle iniziezioni pertanto scelga un urologo di sua fiducia e segua l sue indicazioni
[#3] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,


la fibrosi cavernosa determinata o conseguenza di iniezioni intracavernose non può essere modifuicata o eliminata con le ode d'urto o col le iniezioni ( altro trauma!!) di verapamil o con la ionofgoresi.
Ho l'impressione che lei possa solo perdere tempo ed un sacco di soldi ( fatalità sono procedure che si fanno solo privatamente !!) senza avere alcun miglioramento.
veda www.andrologiaroma.net
cari saluti
[#4] dopo  
Dr. Ernesto Fina
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MI associo a quanto detto dai colleghi anche se non rinuncerei ad ulteriori tentativi di terapia associando l'infiltrazione transdermica di farmaci (che perlomeno non è dannosa come le iniezioni intracavernose ) ad una terapia fisica con applicazione di energie e trazioni.

L'evoluzione ed i benefici che la sua lesione può trarre da questi trattamenti sono molto incerti,anche perchè nel suo caso,sono seguiti a traumatismi diretti dell'albuginea per le iniezioni praticate.

Sulla IPP sono in corso continui trials alla ricerca di nuove possibilità terapeutiche,anche se la soluzione chirurgica,nonostante le inevitabili complicanze,rappresenta l'opzione migliore.

A presto.
[#5] dopo  
Utente 221XXX

Iscritto dal 2011
Avrei ulteriori quesiti da porre, può avere qualche utilità il tradxxxx oppure è solo una perdita di tempo e denaro? Ho sentito parlare del peironimev, potrebbe aiutarmi? Infine, in commercio non esistono farmaci ad azione antifibrotica per uso topico?
Ringrazio tutti voi per le risposte date ( e per quelle che vorrete darmi) e per l'attenzione dedicatami
[#6] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

quelle da lei indicate sono tutte strategie terapeutiche che vanno sempre discusse ed impostate in modo preciso e diretto solo con il suo andrologo; da prese senza indicazioni mirate invece possono non avere alcuna efficacia od indicazione.

Un cordiale saluto.
[#7] dopo  
Utente 221XXX

Iscritto dal 2011
Sto effeuando delle sedute di ionoforesi con verapamil, 3 volte a settimana. I parametri relativi alla corrente sono: 800HZ ; impulso 100 µs; da 4 a 12mA (l'intensità è regolata in maniera tale da avvertire un formicolio); durata singola seduta 20'. L'elettrodo positivo, su cui viene cosparso il verapamil, è collocato sul pene (tipo braccialetto) mentre l'altro elettrodo è posizionato alla base del pene (pube). Vorrei, se possibile, un vostro parere sulla possibile efficacia del trattamento. Grazie
[#8] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

è un'indicazione terapeutica consigliata e quindi condivisibile ma la sua efficacia, come tutte le altre strategie terapeutiche utilizzate in presenza di una IPP, hanno indici di positività molto variabili da scuola a scuola.

Comunque, se la strategia è stata indicata dal suo andrologo, la segua e poi ci aggiorni su quali effetti pratici lei otterrà.

Un cordiale saluto.
[#9] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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In tale ottica sono state proposte terapie orali con carnitine o con pentossifilina. Non miracolose ovvio, ma da associare a 1quanto sta facendo. Ne parli col collega.
[#10] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Fatto il tutto poi ci riaggiorni, se lo desidera.
[#11] dopo  
Utente 221XXX

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Ringrazio tutti voi per aver risposto ai miei quesiti. Come da lei suggerito, dott. Cavallini, ho iniziato una cura a base di carnitina (propionil l carnitina, alias DROMOS 500mg), 2cp al giorno. Non mi resta che attendere e monitorare la situazione. Di nuovo grazie a tutti.
[#12] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Bene, segua le indicazioni ricevute e poi ci aggiorni, se lo desidera.