Utente 540XXX
Gentili dottori,
dopo diversi mesi che è finita una precedente relazione che durava da anni, ho iniziato a frequentare una nuova ragazza. Siamo stati più volte sul punto di fare sesso ma ogni volta abbiamo dovuto rinunciare perchè all'atto delle penetrazione perdo l'erezione. Premetto che le mie prime esperienze sessuali le ho avute con la mia precedente ragazza e mai ho avuto problemi di questo tipo. Ho una perfetta erezione quando ci baciamo, quando siamo in intimità, ad esempio in macchina, ed anche nella fase dei preliminari, tutto va bene fino al momento della penetrazione. Credo che il tutto posso essere ricondotto a fattori psicogeni, ansia in particolare, forse legata al fatto che lei ha avuto più ragazzi e quindi più esperienze di me. Questo problema si è già ripetuto diverse volte e sta diventando motivo di agitazione e tensione tra noi, dal momento che lei sospetta che il problema sia legato allo scarso desiderio che io ho di lei. Aggiungo che anche in quei casi in cui il mio pene per pochi secondi resta eretto, non riesco a penetrare immediatamente e subito dopo l'erezione va via. Premesso che se il problema dovesse persistere sono disposto ad una visita dall'andrologo e dal sessuologo laddove fosse necessario, volevo gentilmente chiedervi se vista la natura ansiogena del mio problema, al fine di superare questa "fatidica prima volta" non potesse essere utile assumere una tantum un farmaco, tipo il Cialis 5 o 10 mg, nella convinzione che una volta superato questo "scoglio" il problema potrà essere del tutto superato, e non ripresentarsi più le volte successive. Non ho nessuna patologia, non soffro di problemi cardiaci o cardiovascolari, pressione nella norma. Io voglio fare l'amore con lei, la desidero, e non vorrei che questa situazione innescasse delle consegnuenze negative per il nostro rapporto, e che questo problema diventi col tempo ed a causa di nuovi fallimenti troppo grande e poi di difficile gestione. In attesa di risposta vi saluto cordialmente. Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Quarto
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NAPOLI (NA)
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Prenota una visita specialistica
caro utente,
la situazione da lei descritta potrebbe rientrare in quelle disfunzioni erettili di tipo psicogeno, però per poter essere certo della diagnosi e per poter impostare una terapia adeguata è necessaria una visita andrologica
cordiali saluti
dott. Giuseppe Quarto
www.prevenzioneprostata.com
[#2] dopo  
Dr. Patrizio Vicini
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GROTTAFERRATA (RM)
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Concordo con il collega, ci sono esami diagnostici specifici per la diagnosi di disfunzione erettile su base psicogena prima dell'assunzione del Cialis o di altro farmaco.
Cordiali saluti
Dott. Patrizio Vicini
www.patriziovicini.it
[#3] dopo  
Dr. Daniel Bulla
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MILANO (MI)
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Gentile Utente,
come le hanno suggerito i colleghi medici, è sempre importante in questi casi evitare il fai da te diagnostico. Una visita andrologica è consigliabile onde poter escludere tutte le patologie di tipo organico che potrebbero interferire con l'erezione

Nel frattempo rifletterei sulla vostra coppia: siamo davvero sicuri che le "tensioni" sono iniziate dopo i Suoi problemi di erezione? Tutto filava liscio prima? Questa storia degli ex della Sua partner quanto potrebbe avere influito sulla serenità della coppia in generale (e non solo sulla sessualità)?

Secondo me c'è di che discutere. Lascerei passare un mesetto, se la situazione tesa non migliora è consigliabile parlarne anche con uno psicologo, magari insieme.

Cordialmente

Daniel Bulla

dbulla@libero.it
[#4] dopo  
Utente 540XXX

Iscritto dal 2008
Gentili dottori,
volevo innanzitutto ringraziarvi per la disponibilità e per l'importante servizio che offrite. Volevo poi precisare che io non escludo assolutamente, laddove il problema persistesse, la necessità di una visita specialistica, chiedevo solo a titolo informativo se all'esito di tale visita, risultando il problema legato solo a fattori psicogeni, sia a vostro parere consigliabile l'assunzione "una tantum" di un farmaco tipo Cialis che potrebbe aiutarmi a superare la difficioltà del momento, o se questo tipo di farmaco può determinare controindicazioni su un soggetto che non ha patologie di tipo organico, il cui problema è legato solo a fattori psicogeni.
Volevo poi rispondere al dr. Bulla, dicendo che effettivamente uno stato di tensione, dovuto ad una scarsa fiducia reciproca agli inizi del rapporto, era preesistente anche prima dei problemi di erezione.
Volevo in conclusione solo chiedere se il verificarsi di tale problema al solo atto della penetrazione, avendo al di fuori di questo momento sempre una buona erezione possa essere considerato a tutti gli effetti un problema di disfunzione erettile?
Ringraziandovi in anticipo, vi saluto cordialmente
[#5] dopo  
Dr. Patrizio Vicini
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GROTTAFERRATA (RM)
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Già le ho risposto in precedenza.
Cordiali saluti
[#6] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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REGGIO EMILIA (RE)
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Gentile lettore,

tenderei a sconsigliarle l'assunzione "fai da te" di farmaci pro-erettili. Un forte stato ansioso al momento del rapporto può infatti precludere l'efficacia di questi farmaci, e ciò potrebbe avere ulteriori ricadute negative sotto il profilo emotivo.
In relazione alla sua ultima domanda: si, quanto ci descrive parrebbe potersi configurare come un deficit erettile da ansia prestazionale.
Il suggerimento è di affrontare il problema "de visu" con un andrologo.

Cordialmente,

Dott. Edoardo Pescatori
www.andrologiapescatori.it
[#7] dopo  
Dr. Diego Pozza
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ROMA (RM)
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Caro lettore,

a mio modesto parere non escluderei che, accanto alla normale tensione ansiosa che si può accompagnare al rapporto sessuale, ci possa essere anche una non indifferente problematica organica di tipo vascolare che impedisce al suo pene di ottenere una aedguata rigidità e di mantenerla in assenza di stimoli manuali.
Molte patologie si rendono evidenti "ad un certo momento" ma ciò non vuol dire che non ci fossero anche prima e non si fossero rese evidenti perchè "compensate" da altri fattori o stimoli.
Le consiglierei di rivolgersi ad un andrologo.
A Napoli ne potrà trovare molti
Cari saluti
[#8] dopo  
Dr. Stefano Garbolino
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TORINO (TO)
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Gentile utente,
credo sia a lei chiara la natura psicogena del problema. Tuttavia tenga presente che non esiste un binomio effettivo tra eziologia del problema e tipologia del trattamento: cause psicologiche possono beneficiare di trattamenti biologici e cause organiche non escludono a priori sostegni di carattere psicologico. Con tutto ciò non intendo dire che lei debba o meno fare ipotesi sul suo caso ma semplicemnte consigliarle una valutazione il cui intervento specialistico comprenda sia la possibilità di un trattamento biologico (cialis e simili piuttosto che psicofarmaci ansiolitici), sia la possibilità di un trattamento sessuologico (e quindi con caratteristiche più psicotrattamentali) o anche entrambe le soluzioni.
Si rivolga pertanto ad un medico specializzato in materia.
Cordialmente
[#9] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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MILANO (MI)
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Iscritto dal 2006
Caro lettore ,
se posso aggiungere anch'io un altro consiglio a quelli già da lei ricevuti, per avere più informazioni dettagliate su queste tematiche può anche consultare l’articolo pubblicato sul nostro sito e visibile all'indirizzo:
http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=22450
Un cordiale saluto .

Giovanni Beretta
www.andrologiamedica.org