Utente 685XXX
Salve,
Vi scrivo per un parere in merito a quanto sta accadendo a mio padre.
Uomo di 63 anni, da circa 2-3 settimane con febbricola dapprima di 37 ed adesso anche 37.9 durante la notte penso, poichè presente ed alta la sera ed il primo mattina per poi scendere anche a 36.6/36.8 durante il giorno.
E' un grande fumatore anche se ha smesso d a2 giorni, iperteso.

da questa estate accusava dolore alla gamba sx, pensava fosse sciatalgia, ma quando in questi giorni il dolore è divenuto piùintenso ed è comparsa una macchia nera sul piede, ci siamo recati dal medico (avrei voluto farlo parecchio tempo prima ma è davvero cocciuto e non curante) il quale ci ha detto che poteva trattarsi di una piccola telegecstasia e consigliava comunque un ecodoppler.
Fatto l'ecodoppler il medico è rimasto basito "OSTRUZIONE TOTALE DELL'ARTERIA FEMORALE" e principio di necrosi al piede. le sue testuali parole sono state "sta pagando lo scotto di tutte le siigarette che ha fumato, lei è un arteriopatico polidistrettuale. Dobbiamo operare immediatamente e sperare che non sia combinato così in altre parti del corpo.
Ci siamo allora prodigati da subito, clinica privata la migliore della nostra città, analisi e colloquio con emodinamista, il quale dopo aver parlato con mio padre ed aver compreso della presenza della fabbre si è rifiutato di procedere con ricovero ed esami, chiedendo prima cjhe venisse curata la febbre.
Vi chiedo come dovremmo comportarci? la febbre non lo abbandona d a3 settimane, se fosse di natura endogena e quindi da attribuire al suo stato? ed alla sua patologia?
E' il cano che si morde la coda ovvero corriamo contro il tempo per operarlo e non frgli perdere il piede o peggio far manifestera ictus o infarto, ma dobbiamo prima capire e far passare questa febbre... cosa dovremmo fare?

allo stato attuale sta prendendo:

eparina 1 die
cardioaspirina 1 die
oki al bisogno ( non riesce a camminare per il dolore)
ha anche fatto una cura di ciproxi 500 2 die per 6 giorni, per la febbre ma non è passata.

vi chiedo cortesemente di fornirmi almeno delle line guida per comprendere il da farsi, consapevole dei limiti informatici e di un'anamnesi fatta a distanza.

cordialità
[#1] dopo  
Dr. Pietrino Forfori
36% attività
20% attualità
16% socialità
SAVONA (SV)
Rank MI+ 72
Iscritto dal 2008
Gentile utente
sempre con i limiti di un consulto a distamza, la situazione che lei espone sembrerebe diagnosticare un'arteriopatia critica all'arto inferiore con lesione ischemica.
La febbre potrebbe essere un indice anche del riassorbimento di sostanze necrotiche dall'area di necrosi al piede.
Questo tipo di situazione necessita di approfondimento diagnostico clinico strumentale in ambiente ospedaliero specializzato ai fini di programmare gli interventi necessari sia di tipo medico internistico che di rivascolarizzazione .
se mi posso permettere , l'attendismo in questi casi non è premiante.
cordialmente
[#2] dopo  
Utente 685XXX

Iscritto dal 2008
Gent.le Dr. Forfori,

la ringrazio per la celere risposta.

Sono assolutamente in accordo con quantomi ha detto in merito all'attendismo, proprioper questo stiamo cercando di velocizzare tuttol'iter.

Stamane avrebbero dovuto operarlo, si èpreparato è sceso in sala operatoria, ma appena hanno visto la temperatura ovvero 38, hanno annullato la procedura e lo hanno riportato in camera.

ieri sera hanno fatto dell'antibiotico indovena ma nulla la febbre non cessa.

gli esami del sangue sono buoni con globuli i bianchi nella norma, parlando coon il medico che deve operarlo mi ha riferito che dalla visione della rx torace non si riscontra assolutamente nulla, quindi adesso io non so proprio cosa fare, aspetto riscontro dal medico.

se la febbre è dovuta al piede non sarebbe meglio operarlo comunque?


cordialità
[#3] dopo  
Utente 685XXX

Iscritto dal 2008
Gent.le Dr. Forfori,

desidero aggiornarla:

mio padre è stato operato, l'operazione è durata circa 2 ore, sono stati applicati 2 stent lunghi a detta dell'emodinamista l'operzione è riuscita perfettamente ed ha già riacquistato il 100% della corcolazione (papà in effetti sta meglio e "si sente il piede").


la macchia nera del piede sta regredendo, la sera dell'intervento la febbre però è salita a 39.6 , hanno quindi fatto:

cortisone solo la sera del 27.1, sera dell' operazione
ciproxin 500 mg indovena sino ad ieri mattina e sera
Rocefin 2 mg indovena mattina e sera sino ad ieri
tachipirina sino a 3 da 1000 al giorno.

adesso non ha più febbre già da ieri sale solo a 37 la sera intorno le 20 per poi sparire durante la notte e tutto il giorno.

durante questo periodo hanno fatto esami del sangue quasi ogni giorno per 6 volte.

1. giorno incremento di circa 2 punti dei monociti
emoglobina, amatocrito e globuli rossi bassi non eccessivamente

2 e 3 giorno oltre a questi esami i abbiamo fatto fare anche la ferritina a 634, fibrinogeno 600, sideremia bassa non ricordo il valore.

il giorno dopo l'operazione altr 3 prelievi dove si riscontrava diminuzione delle piastrine e dei globuli binachi i quali da 5.9 sono scesi a 3.9 e poi a 2.4, le piastine a 118.

dal prelievo di ieri si evince che i globuli bianchi stanno risalendo sono gia a 4.5 e le piastine idem, hanno chiesto un consulto con ematologo, che dopo aver visionato gli esami ha detto che i globuli binachi e le piastrine stanno risalendo, che mio padre non ha più bisogno del suo consulto e che, poichè volevamo farlo vedere da un internista, non vi è la necessità di questa visita se i valori visibili dopo un controllo di una settimana torneranno normali.
L'ematologo suppone che il quadro clinico sia imputabile ad un evento di tipo virale.

Lei che ne pensa? da profano credo di aver letto che gli antibiotici abbassano i WBC e che l'eparina, che sta tuttora facendo, abbia la capacità di ridurre il numero delle piastrine.


resto in attesa.


Cordialità