Utente 299XXX
Gentile dottore, quello che sto per sottoporre è un problema complesso, sto male da un anno e non riesco a venirne a capo. Tutto è iniziato con una strana “bollicina” sulle piccole labbra, che non dava sintomi. Ho fatto i tamponi, sono stata dal mio ginecologo e mi ha detto che era una ciste sebacea dovuta alla presenza di ureaplasma. Ho fatto una cura di bassado e l’ureaplasma è andata via. Dopo un paio di mesi però è uscita un’altra bollicina sempre sulle piccole labbra. Sono andata in ospedale a fare una vulvoscopia e colposcopia e mi hanno detto che sulla vulva non c’era niente, hanno confermato la diagnosi del ginecologo ma mi hanno fatto una biopsia sulla cervice perché c’era una piaghetta. Il risultato della biopsia è stato negativo. Dopo un po’ ho iniziato ad avere secchezza persistente e dolori alle ovaie. Sono tornata a fare i tamponi e c’era la clamidia. Premetto che ho lo stesso partner da 1 anno e mezzo quindi non capisco davvero come sia stato possibile prendere la clamidia. Comunque, sono tornata dal ginecologo, mi ha dato la cura con miocamen e anche la clamidia è andata via. Mentre facevo l’ultima cura antibiotica mi sentivo improvvisamente bene. Appena smesso l’antibiotico è tornata la secchezza, sono aumentate le bollicine, e si sono aggiunti prurito, sensazione di picchi come punte di spillo, aumento delle escrescenze sulla vulva, e una specie di desquamazione tale da produrre dolore persino al contatto degli slip sulla parte compresa tra le grandi labbra il clitoride e le piccole labbra. Ho fatto nuovamente i tamponi ma erano negativi, tranne la presenza di stafilococco epidermidis per il quale il medico mi ha detto di non prendere alcun antibiotico perché ha detto che è un batterio sempre presente e non dannoso. Allora sono tornata a fare una visita da altri due medici (tra cui un dermatologo che nonostante la sua fama non sapeva cosa dirmi ) e il ginecologo ha diagnosticato una microcondilomatosi, seguita da ricerca e tipizzazione hpv sulla vulva e sulla cervice e sono risultata positiva ai ceppi 16,51,56,59. Ho avuto questo risultato un mese fa. La situazione è velocemente peggiorata, i miei sintomi sono aumentati esponenzialmente e la settimana scorsa ho fatto un trattamento dtc per togliere i conditomi esterni e l’ectropion sulla cervice. Il mio problema ora è questo: io continuo ad avere gli stessi picchi, le piccole labbra presentano ancora delle escrescenze e si sono assottigliate tutte, sfilacciandosi ai bordi. Per la cura post-bruciatura mi è stato prescritto gentalyn beta per 10 giorni. So che il cortisone non andrebbe messo in presenza di virus. Ho paura che la mia situazione precipiti. Ho ancora un fastidio sulla zona clitoridea e sempre la stessa sensazione di punte di spillo. Prima di sapere di avere l’hpv ho avuto una vita sessuale normale col mio partner, anche rapporti orali. Le mie domande sono queste:
1- Vorrei capire come posso fare per sapere se ho il virus anche nella bocca dato che ci sono delle strane escrescenze anche lì.
2- Vorrei anche capire se lo sfilacciamento e l’assottigliamento delle piccole labbra è associabile ad una patologia concomitante e cosa devo fare per avere una diagnosi precisa e definitiva visto che i medici da cui sono andata non sono riusciti in un intero anno ad avere un quadro chiaro della situazione. Sono disposta ad andare ovunuque se esistesse un centro specializzato per le patologie della vulva.
3- Le escrescenze che sento ora sulle piccole labbra possono essere dovute ad una immediata replicazione del virus a una settimana di distanza dalla dtc grazie anche alla pomata al cortisone?
Perdoni la lunghezza del consulto ma purtroppo non avrei saputo essere più sintetica. Grazie mille per le eventuali risposte.

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[#1] dopo  
Dr. Alessandro Benini
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Gentile Utente le lesioni orali causate dagli HPV si configurano principalmente in tre tipi: il papilloma squamoso, la verruca volgare e i condilomi acuminati.
Il papilloma squamoso è un termine generico che indica un aumento di volume papillare-verrucoso costituito da un'impalcatura principale di tessuto connettivo e rivestito da epitelio normale; in genere la lesione è solitaria, peduncolata e presenta un tipico aspetto a cavolfiore con colorito rosa pallido. E' ancora oggetto di discussione se tutti i tipi di papilloma squamoso del cavo orale riconoscano un'eziologia virale oppure no.
La verruca volgare (detta comunemente porro, soprattutto quando è localizzata sulla cute) è piuttosto infrequente a livello della cavità orale e si ritrova molto più facilmente a livello della cute delle mani e dei piedi.Mentre i condilomi acuminati clinicamente, hanno l'aspetto di escrescenze, non peduncolate, minute e multiple, che tendono a confluire, formando quindi una lesione esofitica a larga base di impianto.Anche in questo caso la terapia chirurgica, con laser, bisturi elettrico o criochirurgia, è quella elettiva, ma il rischio di recidiva è più elevato rispetto alla verruca volgare e al papilloma squamoso.La diagnosi si avvale sempre della tipizzazione della lesione.
Per quanto riguarda l'area genitale, è possibile che possano essere recidivati gli HPV,io generalmente non utilizzo prodotti per uso topico contenenti cortisone.
A livello genitale il tutto, anche se non in via vincolante, potrebbe essere riconducibile alla sua condilomatosi.
Saluti
[#2] dopo  
Dr. Antonio Del Sorbo
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Egr. Signora, ho appena letto la Sua accurata descrizione del problema. La sensazione di fastidio/dolore persino al contatto con la biancheria intima mi è spesso riferita da donne affette da vulvodinia, condizione abbastanza frequente e che talora conduce a lunghi calvari tra dermatologi, ginecologi, omeopati, tamponi e test di ogni tipo. I papillomavirus HPV 16, 51, 56 e 59 possono dare infezione alla cervice uterina ed in questo caso la gestione del problema va programmata con Suo ginecologo di fiducia. Le infezioni da HPV a livello vulvare, danno quasi sempre alla vulvoscopia immagini abbastanza tipiche (il cosiddetto pattern vascolare punteggiato). Se il Suo dermatologo / ginecologo lo ritiene opportuno, potrebbe essere utile ripetere la vulvoscopia adesso, con le manifestazioni cliniche in atto. In ogni caso, anche se si trattasse di condilomi, questi rispondono molto bene alle moderne terapie (es: crioterapia, immunomodulatori topici, etc). L'approccio multidisciplinare dermatologo (vulvodinia) ginecologo (HPV cervice uterina) si può rivelare in questa fase molto utile. Le lascio il link ad un mio recente articolo sull'argomento http://www.salutare.info/pdf/31_28.pdf Cordiali saluti e in bocca al lupo.

Dott. Antonio DEL SORBO
Medico Chirurgo - Specialista in Dermatologia e Venereologia
Dottore di Ricerca in Dermatologia Sperimentale
Corso Nazionale, 139 - 84018 SCAFATI (Salerno)
Sito web: www.ildermatologorisponde.it
Email: info@ildermatologorisponde.it
Telefono: 338/6422985 - Fax: 089/8422310
[#3] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Genitle utente,

quanta confusione: a partire dalla "cisti sebacea causata dall'ureoplasma" (??!!) ad arrivare allo "sfilacciamento delle piccole labbra"..spaziando dalla Chlamidia all'HPV..

Sono certo che questa situazione non è determinata dalla sua poca attenzione nei riguardi della propria salute e pertanto, le valga conoscere che potrà avere maggiore chiarezza (e sicuramente maggiori e più specifici ragguagli) nella sede propria per queste patologie o presunte tali, che è e rimane quella specialistica VENEREOLOGICA.

la saluto ed a disposizione per ulteriori orientamenti.

[#4] dopo  
Utente 299XXX

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Gentili Dottori in primo luogo Vi ringrazio per le numerose risposte.
Per quanto riguarda il cavo orale provvederò quanto prima ad effettuare ricerca ed eventuale tipizzazione hpv perché da giorni ho notato una specie di bollicina tonda e rosea sull'ugola di cui vorrei specificare esattamente la natura.
Ho purtroppo constatato che pur essendomi rivolta a medici di grido ( ospedalieri e non ) non c'è stata una reale comprensione del problema e la mia esperienza è stata quella di incontrare dottori poco informati, o addirittura totalmente disinformati.
Per rispondere al Dr.Laino, avrei voluto avere molta meno attenzione di quella che ho avuto ed ho! In particolare avrei preferito potermi affidare completamente ad un venereologo/ginecologo che mi evitasse l'inutile stress di andare a cercare le mie risposte da sola nonché diagnosi sbagliate e prive di fondamento. D'altronde se la sede è e rimane quella venereologica e il venereologo sbaglia.. il paziente - che non sta bene - cosa deve fare?
Sono confusa quando penso alle 3 vulvo-colposcopie effettuate con tre medici diversi e che hanno dato 3 esiti differenti - condilomi si, condilomi no - sono confusa quando sento fastidi e punte di spillo nella zona clitoridea e mi si risponde che è "una cosa psicologica" per poi scoprire in sede di dtc che effettivamente avevo ragione. Sono confusa quando chiedo al mio ginecologo se è possibile che abbia condilomi orali e lui si mette a ridere dicendo che "non è assolutamente possibile". E, perdonatemi la ridondanza, sono confusa oggi vedendo che a distanza di una settimana dalla dtc ho ancora delle piccolissime escrescenze sospette, su cui mi è stato prescritto di applicare una pomata al cortisone(..?..)
Tutto ciò che desidero maggiormente è una diagnosi adeguata. Prima ancora della cura.
Vi ringrazio per l'attenzione, utilizzo questo servizio per annotare recapiti che saranno maggiormente utili rispetto ai passati.
Saluti
[#5] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Proprio per tale ragione abbiamo specificato, nella nostra risposta, che riteniamo la sua storia non causa di mancata attenzione da parte sua..in questo se vede bene, ho concordato con lei.

se la sede elettiva non sortisce i risultati sperati, o se si ravvisa la necessità di maggiori approfondimenti in senso diagnostico terapeutico, è compito e diritto del paziente chiedere un nuovo consulto in altra sede: questo nel rispetto di tutti e soprattutto della propria salute.

purtroppo, come può vedere le nostre risposte non le elucidano la situazione, ma spero le siano di ausilio per non perdere la fiducia nella figura del medico che è l'unica figura che può veramente aiutarla.

cari saluti e lieti Di fornirle ulteriori dettami.

[#6] dopo  
Utente 299XXX

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Gentili Dottori, scrivo nuovamente per avere un parere.
Sono stata in visita da un altro medico che
1- guardando la gola e la bollicina sull'ugola ha escluso si trattasse di un condiloma
2- mi ha prescritto aldara da mettere subito ( ho effettuato dtc da 12 giorni e non sono ancora cicatrizzata ) perché secondo lui ci sono ancora dei condilomi e quindi applicando 2 volte alla settimana questa crema avrei una certa probabilità di successo nell'eliminazione totale dei condilomi

Ora la mia domanda è questa: so che l'aldara ha comunque un'azione desquamante e irritante sulle mucose, secondo voi è opportuno applicarla ora sia sulla zona clitoridea che internamente alla vagina quando ho ancora le ferite della dtc e sento molto bruciore? Ho il timore che possa rovinare le mucose o rendere la mia infiammazione ancora più accentuata ( anche in vista dell'ipotesi di vulvodinia avanzata dal Dr. Del Sorbo ).
In secondo luogo mi è stato consigliato il vaccino Gardasil in quanto sembrerebbe efficace anche su persone già infette.

Vi ringrazio nuovamente per l'attenzione, spero che esprimiate un parere su questa terapia.
Saluti cari
[#7] dopo  
Dr. Alessandro Benini
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Gentile Utente la terapia con Imiquimod, se prescritta dopo vulvoscopia o perlomeno valutazione clinica dello specialista, è tra le terapie che si utilizzano nei casi di condilomi di modeste dimensioni e nella prevenzione delle recidive. Naturalmente va fatta sotto controlli seriati dello specialista che valuterà di volta in volta una sua totale o parziale sospensione.Il vaccino Gardasil (quello tetravalente)copre i sottotipi 6,11,16,18 che più di altri sono stati rinvenuti nelle lesioni tumorali della cervice uterina,ma non ha effetti su tutti gli altri sottotipi di HPV.
Saluti
[#8] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Gentile utente,

rispetto alla domanda specifica e corretta che ci ha posto "utile utilizzare terapie potenzialmente irritanti su una mucosa già aggredita da terapie fisiche quali DTC?" mi preme darle una risposta, anche se sarebbe quantomai opportuno che sia il suo terapeuta a recarla e per tale ragione mi limiterò alla mia personale esperienza in questi casi.

solitamente dopo i trattamenti che effettuo per eliminare i condilomi, prescrivo le terapie immunomodulanti topiche, ma solo dopo una settimana e salvo complicanze di ogni genere (mantenimento dei reliquati post trattamento ad esempio).

uno dei motivi per cui cerco sempre di utilizzare la laser terapia in luogo di altri approcci è proprio questo: essa permette mediamente di ottenere una ripresa tissutale in tempi molto più rapidi rispetto ad altri approcci (DTC et cetera) : ad ogni modo sconsiglio sempre di applicare l'imiquimod o la podofillotossina subito dopo ogni trattamento.

Ancora, per quanto riguarda la vaccinoterapia specifica, detengo molti dubbi che possa sortire benefici nelle donne già affette da HPV, anche se è vero sostenere che senza una tipizzazione specifica dei ceppi HPV non è possibile sapere se la donna ha già contratto tutti quelli interessati dal vaccino (6,11,16,18);
ancora, alcuni studiosi sostengono che anche in presenza di infezioni da HPV 6,11,16,18, il vaccino sosterrebbe una migliore risposta per l'eliminazione di questo virus dai tessuti infetti.

Comunque, se vuole conoscere il mio parere personale, le posso significare che ogni situazione di questo genere (che mal si incasella nelle linee guida) fa caso a sè e deve essere ben studiata dal Venereologo.

cari saluti