Utente 567XXX
Salve vi espongo un problema di lunghissima data e di ancora incerta diagnosi:

uomo caucasico alto 1,92 peso 93 kg; ha sempre praticato attività fisica,specialmente corsa,non a livello agonistico ma cmq impegnativa.

All'età di 43 anni decide di effettuare accertamenti medici più per scrupolo che per vera necessità: no ipertensione ipercolesterolemia diabete o altro.No fumo, vino ai pasti 4-5 drinks
eseguono un ecg risulta un
inversione dell'onda t nelle derivate laterali con il tratto st che presenta una spiccata convessità verso l'alto tanto da sembrare quasi sopraslivellato;
Referto: infarto in atto;parte il laboratorio ma gli enzimi sono negativi anche se all'epoca (93) non so quali enzimi fecero.
Fecero tanti altri esami acg da sforzo, eco holter scintigrafia anche da sforzo,non risulta niente e venne mandato a casa.

Per i successivi 10 anni della sua vita continua attività fisica.
Tuttavia 53 anni sente delle fastidiose palpitazioni ritorna dal cariologo ke nonostante 10 anni di nuovi studi di cardiologia non sa ancora spiegare in modo convincente lo strano ecg.
Stato generale di salute buono: no ipertenzione,no colesterolo no diabete,no fumo, vino ai pasti 5 drinks. Peso 96-7

Ripartono tutti gli esami del caso:l'unica cosa all'eco c'è un lievissimo aumento dello spessore del ventricolo ma al limite della normalità; holter evidenzia delle extrasistoli sopraventricolari e ventricolari,quest'ultime si presentano spesso in triplette.
Gli dice ke si dve fare holter una volta l'anno.

Anno dopo di nuovo holter con extrasistoli sopraventricolari e ventricolari;questa volta però registra una seguenza di 8 extrasistoli ventricolari accompagnate da giramento di testa.
Gli prescrivono un antiaritmico AMIODARONE.

Decide però di sentire un altro parere.
Si va da un mega esperto di aritmie professore in scuole di specializzazione etc etc
La sua ipotesi è ke la causa sia l'intensa attività fisica ( si tratta di corsa 2 volte a settimana ad una frequenza cardiaca ritenuta sicura per l'età,nn ricordo la formula )ke causa le alterazioni elettrogardiografiche e ke causa anche le aritmie.
Riporta il caso di atleti giovani con caratteristiche simili alle sue che con la sospensione dell'attività fisica avevano ottenuto un miglioramento delle aritmie e dell'ecg.

Ora attività fisica sospesa per almeno sei mesi e in programma TEST CARDIORESPIRATORIO.Probabilmente poi beta bloccanti nonostante un ritmo cardiaco basso.
Poi ci faranno sapere.

Ecco i miei dubbi sono sul reale rischio di salute del soggetto in questione, e se un opinione sull'attività fisica che passati i sei messi si può riprendere a fare. Il prof aveva parlato di camminate probabilmente,niente di più.
E poi si tratta di cuore d'atleta??Non è stata usata espresamente questa espressione,perciò non so.


Scusate la lunga storia,ma nn potevo accorciarla senza omettere qualcosa che magari sarebbe stata importante.


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[#1] dopo  
Dr. Elpidio Pezzella
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Allora,
le inversione delle onde T di cui riferisce, presumibilmente sono legate all'ipertrofia ventricolare (le pareti del cuore più spesse), mentre l'aspetto a sovraslivellametno del tratto ST-T potrebbe essere null'altro che una ripolarizzazione precoce! Il problema qual'è?!
Il vero ed unico problema che riscontro nella sua storia sono le exstrasistoli, in particolare le TACHICARDIE VENTRICOLARI NON SOSTENUTE (le 8 extrasistoli ventricolari). Nello sportivo, soprattutto in quello non controllato da un adeguato staff medico, quindi soprattutto nei non professionisti, il rischio grosso è l'ipertrofia ventricolare. C'è da dire che l'ipertrofia ventricolare è anche la caratteristica di una malattia autosomica dominante estremamente grave quale la CARDIOMIOPATIA IPERTROFICA, associata a morte improvvisa, il più delle volte sostenuta da aritmie maligne. Il mio consiglio quindi è il seguente: sospenda per ora l'attività fisica per almeno 6 mesi (decondizionamento cardiaco), e nel frattempo contatti un centro specialistico per la diagnosi e la cura della cardimiopatia ipertrofica.
[#2] dopo  
Utente 567XXX

Iscritto dal 2008
Grazie mille per la risposta; vedo che le linee guida coincidono.

Ho dei dubbi che dipendono dal non aver ben chiare alcune cose:
i parametri dell'eco non consentono di fare diagnosi di ipertrofia cardiaca perchè i valori sono nel limite superiore della normalità.

Per la cardiomiopatia ipertrofica è possibile che essa dia manifestazione di sè solo attraverso alterazioni dell'ecg senza dare ispessimenti delle camere??

Sarebbe quindi da imputare alla cardiomiopatia ipertrofica il mio ecg e le extrasistoli (forse meglio aritmie ventricolari)??

Il prof mi ha detto solo di sospendere l'attività e di fare questo test cardiorespiratorio, che a quanto ho capito dovrebbe rilevare la capacità del cuore di compiere lavoro.
Nel caso di patologia ci si aspetterebbero alterazioni particolari con questo esame?

E perchè per farlo si deve aspettare lo stop di sei mesi??
E poi mi domando: se non ha ordinato esami genetici vuol dire che non sospetta la cardiomiopatia?

E un ultima cosa importante: l'attività fisica potrebbe causarmi la morte improvvisa anche se io non ho mai avuto nessun malessere neanche palpitazioni??Queste infatti mi vengono solo a riposo.

Infine tengo a precisare che nessuno dei miei parenti,anche lontani ha mai avuto diagnosi di patologie aritmogene del cuore.Poi ovviamente con l'età qualche zio ha avuto infarti e problemi di cuore ma sempre oltre i 65 anni.
Mia madre è morta d'infaro però era diabetica di lunga data, fumatrice e aveva 80 quando ha avuto il primo infarto...


So che sono un pò di domande e forse tutte Vi richiederebbero troppo tempo; so anche che magari alcune potrebbero essere troppo specifiche ,Vi chiedo però di non aver remore nel trattare le risposte con la specificità di cui necessitano perchè comunque avrei modo di somministrare la Vostra risposta al mio medico di medicina generale.

Ancora sentiti ringraziamenti.
Cordiali saluti
[#3] dopo  
Dr. Elpidio Pezzella
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Allora:
in genere nella HCM (cardiomiopatia ipertrofica) l'ECG è il primo esame che si positivizza presentando una elevata specificità e sensibilità.
Le exstrasistoli posso essere dovute all'ipertrofia ventricolari, indipendentemente dalla malattia genetica.
La sospensione dell'attività fisica, molto spesso, basta per fare diagnosi differenziale tra HCM e "cuore d'atleta"; nel senso che spesso nel 2° caso l'ipertofia tende a regredire e con essa tutti i sintomi, compreso le exstrasistoli
La sospensione deve essere di almeno 6 mesi per il decondizionamento (tempo necesasrio affinchè il cuore riassuma gli spessori normali)
Il test cardiopolmonare è indicativo del consumo di ossigeno del cuore, in presenza di patologie particolari si positivizza.
Allo stato, non esistono esami genetici di semplice esecuzione
[#4] dopo  
Utente 567XXX

Iscritto dal 2008
La ringrazio per la precisa e tempestiva risposta.
Aspetterò quindi di vedere come cambierà l'holter dopo i sei mesi di inattività.
Se non ci saranno cambiamenti, starà a significare che la mia patologia è la HCM.

Per inciso sto notando che le palpitazioni si fanno sentire specie in situazioni di forte stress psichico, o magari appena sveglio (questo forse perchè di notte russo molto e credo di avere anche delle apnee stando a quello che dice mia moglie).

Cordiali saluti.
Grazie.
[#5] dopo  
Utente 567XXX

Iscritto dal 2008
Salve sono stati fatti i nuovi esami dopo il periodo di stop dall'attività fisica:

all'holter c'è stato un notevole cambiamento e il parere del caridologo ke ha fatto la visita è sovrapponibile al risultato di una persona sana;

ha fatto anche il test cardiorespiratorio e anche lì il risultato è stato definito eccellente.

Ora mi chiedo, secondo voi posso considerarmi normale a tutti gli effetti, e posso continuare l'attività fisica come prima??
[#6] dopo  
Utente 567XXX

Iscritto dal 2008
Buon giorno

Aggiorno ulteriormente l'indagine diagnostica che si sta seguendo per capire le anomalie cardiache di cui sopra.

La nuova visita ha evidenziato un miglioramento dell'attività del cuore, molte meno extrasistoli e nessun episodio di tachicardia ventricolare non sostenuta, test cardio respiratorio dall'esito più che soddisfacente e anche la sintomatologia è migliorata.

Tuttavia il prof crede utile fare test laboratoristici per l'enzima dell' alfa galattosidasi leucocitaria, per escludere che le "anomalie" dell'ecg siano da ricollegare al deficit di questo enzima.

Però ha anche detto che per eccesso di scrupolo si potrebbe anche iniziare a prendere un beta bloccante a dosi molto basse 2,5 (non so l'unità!)
A questi dosaggi gli effetti collaterali possono essere trascurabili?

Cosa ne pensate della nuova ipotesi diagnostica? E' concreta la possibilità che si tratti di malattia di FABBRY? E cosa c'è da temere a proposito?

Ringrazio per l'attenzione.
Saluti