Utente 181XXX
Salve Dottori vi espongo la mia lunga peripezia:

Agosto 2010: Tornato da una giornata al mare noto chiazze rosse e disidratazione del pene. In seguito a visita specialistica da dermatologo e successivo tampone uretrale esce fuori "Enterococcus Faecalis" curato con Tavanic e Codex.
Esito tampone successivo: Negativo.

Poco tempo dopo però inizio a notare di tanto in tanto disfunzione erettile (mai capitato prima) e perdite trasparenti di odore dolciastro. Effettuati tutti i tamponi possibili e relativi esami delle urine, risultato nulla di nulla.

L'andrologo che mi aveva prescritto i suddetti esami così ipotizza una prostatite, visto che sentivo fitte al posteriore nel sedermi, rossore in fase di eiaculazione e bruciore dopo l'eiaculazione, anche durante la notte. (3 mesi fa)

Mi vengono prescritte TOPSTER supposte per 10 giorni e PROSTAMEV PLUS per 60 giorni. Nessun miglioramento, anzi più passa il tempo più perdo sensibilità e l'erezione non va mai oltre il 70% senza una masturbazione vigorosissima. Assenza totale di erezioni spontanee e mattutine. Desiderio comunque elevatissimo.

Nuova visita dall'andrologo (1 mese fa): sostiene che il problema sia psicologico nonostante il senso di pesantezza che ancora porto al posteriore, così mi prescrive KLACID 500mg mattina e sera per 7 giorni (e notavo un leggero miglioramento) e CIALIS 5 mg la sera prima di coricarmi. Bene dopo 1 mese di CIALIS che che portava l'erezione dal 70 al 100% dopo masturbazione vigorosa (spontaneamente sono rimasto come prima) non appena ho smesso di prenderlo sono tornato ai livelli di prima se non peggio.

Psicologicamente parlando, visto che l'andrologo sostiene che tutto ciò sia dovuto ad una causa psicologica ho sempre accettato la cosa senza darle troppo peso, e soprattutto ero fiducioso che si sarebbe risolta. Mi ritrovo però ad oggi con mancanza di sensibilità al pene e a tutta l'area limitrofa, sensazione di gonfiore nel posteriore (e talvolta devo sforzarmi per defecare), perdite acquose trasparenti di odore dolciastro dal pene, assenza di erezioni mattutine e spontanee. Ribadisco che il desiderio c'è e anche più che in passato. Spero sappiate consigliarmi cosa fare visto che è oltre un anno che vado avanti con questo problema senza ancora intravedere una luce in fondo al tunnel. Grazie anticipatamente

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[#1] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Gentile utente,
credo che a questo punto sia necessario avviare apposite indagini specialistiche come la valutazione delle erezioni notturne con apparecchio Rigiscan e la biotesiometria per la valutazione della sensibilità del glande.
E' importantissimo per la sua infiammazione alla prostata regolarizzare l'intestino evitando di sforzarsi durante la defecazione.
[#2] dopo  
Utente 181XXX

Iscritto dal 2010
Grazie mille, tengo a precisare che il Cialis 5 mg mi è stato prescritto per 2 mesi, il primo dei quali terminato pochi giorni fa. Ho desistito dall'acquistarne una nuova confezione viste le complicanze sopraggiunte.
[#3] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

spesso fenomeni infettivi-infiammatori uretrali si posssono complicare con disturbi erettil anche per fenomeni diversi emozionali, ansiosi,
Qualche volta si possono determinare delle forme prostatitiche ( in genere con una sintomatologia abbastanza evidente(
Personalmente non sono d'accordo con a precrizione del cialis per due mesi a 20 anni, senza una base diagnostica valida che metta in evidenza una patologoa vascolare
Cari saluti
[#4] dopo  
Utente 181XXX

Iscritto dal 2010
Grazie Dr. Pozza. Secondo lei potrebbe addirittura aver peggiorato la situazione il Cialis? Perchè fisicamente non ho più bruciori salvo il rossore post eiaculatorio ma a livello posteriore mi sento molto più appesantito. Cosa mi consigliate di fare? Continuare la terapia col Cialis o fare presente la situazione al mio andrologo?
[#5] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Nell'attesa della risposta del collega,
1)Il Cialis npn può aver peggiorato il problema
2)Nel suo caso la terapia va eseguita solo se apporta dei benefici
3)E' sempre bene informare il proprio andrologo
[#6] dopo  
Utente 181XXX

Iscritto dal 2010
La ringrazio Dr. Scalese per la risposta, l'andrologo mi aveva detto di ritornare dopo la fine della terapia ovvero dopo il 2° mese ma vedendo che la situazione non aveva sostanziali miglioramenti, anzi come vi ho detto qualche peggioramento ho pensato di sospendere il cialis e di ritornare anzi tempo dal mio andrologo. Ora come ora sento tutta l'area come poco sensibile e ho una sensazione di gonfiore al posteriore. Fino ad adesso ho sempre pensato che la situazione con le dovute cure sarebbe migliorata, ma inizio a dubitarne vista la quantità di farmaci provati e l'assenza di risultati (salvo quella settimana con il Klacid) potrebbe essere una soluzione usare il klacid per un periodo più lungo o con un dosaggio maggiore? Cosa mi consigliate di dire al mio andrologo che è ancora convinto che tutto ciò sia un problema psicologico? Onestamente fastidi e dolori ne sento e ne ho sentiti. Sono sempre stato una persona ragionevole mi sembra semplicistico e riduttivo incolpare sempre la psiche soprattutto dinanzi a sintomi e disfunzioni evidenti.
[#7] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Sia della terapia sia di ciò che ne pensa il suo andrologo è sempre necessario parlarene con lui. E' sempre importante avere un filo diretto con il prorpio medico, in quanto ciascuno di noi imposta il proprio iter diagnostico e terapeutico modificandolo in corso d'opera partendo da quanto riferito dal paziente.