Utente 233XXX
Salve, sono un ragazzo di 30 anni.
A seguito di episodi di tachicardia e senso di stordimento, accaduti a dire il vero prevalentemente in condizioni di stress, emotivo o dovuto ad altri problemi fisici che ho avuto (episodi allergici e orticaria), ho effettuato un ecocardiografia.
Nella fase preliminare della visita, ascoltando il cuore con lo stetoscopio, la dottoressa ha rilevato un (lieve) soffio, che per altro era già stato riscontrato durante un paio di visite mediche sportive effettuate anni fa, e che era stato giudicato fisiologico e comunque non preoccupante. Vi riporto l'esito della visita ecodoppler:

"Indicazione: tachicardia parossistica
Qualità della finestra acustica: discreta
ECG: RS

Ventricolo sinistro di normali dimensioni e spessori, con normale cinesi globale e segmentaria (FE=65%)
Pattern diastolico normale.
Regolari le restanti cavità cardiache, la radice aortica e l'aorta ascendente.
Valvola aortica regolare.
Valvola mitralica con inginocchimento di A2-A3 e trascurabile rigurgito.
Trascurabile insufficienza tricuspidalica da cui si stima una pressione sistolica polmonare normale (PAPs=26mmHG).
Vena cava inferiore non dilatata, con regolare collasso inspiratorio.
Pericardio regolare:"

Mi potete dare un'interpretazione dell'esito, specialmente riguardo all'inginocchiamento della valvola mitralica dell'insufficienza tricuspidalica?
Sono indicazioni relative al soffio, oppure indice di qualche altra patologia?

Credete che possa tornare tranquillamente a fare dello sport, cosa che facevo abbastanza regolarmente fino a qualche mese fa, oppure sono consigliabili ulteriori accertamenti (test sottosforzo, holter...)?

Grazie, saluti

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente,
stia tranquillo, il soffio auscultato è verosimilmente legato alla lieve anomalia anatomica della mitrale, che comunque non si associa ad una alterazione funzionale della stessa.
L'esame nel complesso, perciò, non rileva particolari aspetti di rilievo. Utile magari un test da sforzo se vuole riprendere l'attività sportiva.
Saluti
[#2] dopo  
Utente 233XXX

Iscritto dal 2011
La ringrazio per la pronta risposta.
Può darsi a questo punto quindi che gli episodi tachicardici, accompagnati da un senso di affanno respiratorio (esami polmonari che ho fatto non hanno riscontrato nulla di rilievo), possano essere imputabili a episodi ansiosi che a volte mi capitano e che dovrei cercare di risolvere.

Riguardo al test da sforzo, che comunque avevo intenzione di fare, mi chiedevo se ne esiste un solo tipo e se è prassi, in qualsiasi ospedale o centro medico che la effettua, seguire anche l'andamento cardiaco post sforzo per qualche minuto, in modo da valutare i tempi di recupero, oppure se ci si ferma al monitoraggio del cuore solo durante lo sforzo. Le chiedo questo perchè ad un collega che l'ha effettuata è stato valutato anche il tempo di recupero, mentre ad un altro (in un centro sportivo diverso) solo la fase dello sforzo.
Mi interesserebbe valutare anche il tempo di recupero perchè mi è sembrato, le ultime volte che sono andato a nuotare in piscina (era un pò che non andavo, quindi poco allenato), che il battito continuasse ad andare abbastanza veloce anche un'ora e mezza dopo la fine dell'allenamento. Ma magari è normale che ci voglia un pò di tempo, dopo uno sforzo, prima di tornare al normale valore di battiti a riposo...

Grazie, saluti
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente,
un normale test da sforzo, prevede una valutazione cardiaca al massimo dello sforzo possibile (almeno fino all'85% della frequenza cardiaca ottimale) e di un periodo di osservazione post-recupero di almeno 4-5 min.
Saluti