Utente 261XXX
Gentili Dottori, ho quasi 40 anni ed effettuando dei controlli ho scoperto di avere una prostatite persistente, che nonostante le tante cure antibiotiche mirate a debellare il batterio che la provoca, l'escherichia coli, rimane. Non ho sintomi dolori ne fastidiosi se non in rari casi un legero stimolo di urinare alla sera prima di addormentarmi. Purtroppo però il mio liquido seminale manifesta spermatozoi immobili, grumi giallastri, la presenza bel batterio suddetto, confermato dagli esami del liquido seminale, spermiogrammi, spermiocultura. Ho sofferto di stitichezza che ho corretto con la giusta alimentazione, ho assunto fermenti lattici e sebbene svolgo un lavoro che mi costringe a stare seduto comunque svolgo attività sportiva (corsa). Ho eseguito una visita proctologica che ha evidenziato un prolasso di secondo grado tale da non essere causa della mia prostatite(secondo il medico). Ho effettuato anche un lavaggio intestinale con idrocolonterapia, ma tutto è risultato vano. Ho solo un dubbio che vorrei fugare: Ricordo quando ero ragazzino che durante la masturbazione praticavo spesso lo stop contropressorio all'ejaculazione, cosi come insegnatomi dagli amici, non vorrei che tale pratica protratta nel tempo abbia compromesso qualche struttura del mio apparato urogenitale. Esistono dei rischi simili, quali esami e controlli dovrei eseguire ancora per poter guarire?

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Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,chi è senza peccato...scagli la prima pietra!Tutti noi abbiamo praticato il coito interrotto ma,non per questo dobbiamo necessariamente soffrire di prostatite.Aldilà della terapia mirata dallo antibiogramma,terrei in considerazione la possibilità di una pubalgia e/o sciatalgia che,particolarmente nel podismo,può provocare tale sintomatologia.Comunque,mi limiterei alla periodica esecuzione di un'ecografia della prostata e vie seminali,dopo aver eseguito una radiografia del rachide lombo sacrale.Cordialità.