Utente 183XXX
Salve a tutti gentili Dottori...mi è stato diagnosticato un varicocele nel testicolo sinistro (nella vena spermatica interna sinistra) incontinente con reflusso MEDIO BREVE con celocità massima 18 cm/sec evocabile dopo manovre dinamiche sia in clino che in ortostatismo, con diametro massimo di cm 0,35 in clinostatismo e cm. 0,35 in ortostatismo. E vena spermatica interna DESTRA continente con diametro trasverso massimo di 0.25 cm in clino e 0,25 in orto...ora volevo chiedervi, secondo voi l'intervento è necessario in queste condizioni? Oltretutto vorrei sapere quale, secondo il vostro parere, è l'intervento meno invasivo che potrei affrontare, in cosa consiste e infine cosa implica in termini di conseguenze..riposo oppure se preclude qualche attività..ecc...Grazie mille...Aspetto una vostra pronta risposta...

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[#1] dopo  
Dr. Antonio Giambersio
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Gentile Utente,
il varicocele è una affezione molto frequente e quindi non devono
essere operate tutte le persone affette da questa patologia.
Le indicazioni per l'intervento sono essenzialmente due:
1) se è sintomatico (nei varicoceli di grado più avanzato può
essere presente una pesantezza scrotale ed altri sintomi);
2) se è causa di alterazione del liquido seminale.
Per quanto sopra è indispensabile eseguire un esame del liquido seminale e valutare il tutto.
Se va all'indirizzo www.giambersio.it troverà una monografia
sul varicocele molto semplice e chiara che penso possa esserLe utile
per comprendere meglio questi "problemi".
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Dr. Diego Pozza
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Caro lettore,

mi sembra che la risposta del dottor Giambersio sia conclusiva.
Se gurda anche i dati sul MinForma. Varicocele, potrà avere informazioni più dirette
cari saluti
[#3] dopo  
Utente 183XXX

Iscritto dal 2006
Io ho delle alterazioni nel liquido seminale...cioè...lo spermiogramma (l'ultimo fatto) è uscito diciamo bene...ma (non ora quanto negli ultimi mesi) nel liquido seminale appaiono delle secrezioni più dense e giallastre...come pallini...l'andrologo mi ha parlato di una congestione della prostata e intorno ai condotti seminali passa più sangue del dovuto che aumenta la temperatura degli stessi, causando queste alterazioni dello sperma...ma il punto è che dice che è un qualcosa di separato dal varicocele...e che tutta questa congestione è dovuta al fatto che non ho avuto rapporti completi..che mi congestiono in un certo senso "da solo" .. ecc...sinceramente non è stato troppo chiaro..certo il tutto puo' dipendere anche in parte da un fattore psicologico...ma..bho...non so che pensare..mi svia delle volte..non capisco che ho...comunque dovrei operarmi a questo varicocele..o almeno così mi ha consigliato...solo che ancora devo capire cosa implica..lui mi ha consigliato l'intervento sclerotizzante..dove mi fanno un taglio sull'interno coscia ecc..dice che è il meno invasivo...e che qui in puglia (o nella provicia, non ho capito) lo fanno solo in due centri..volevo chiedervi se secondo voi fosse quello l'intervento meno invasivo e oltretutto cosa implica in termini di conseguenze (tipo riposo o preclusione di qualche attività)...grazie mille di cuore..aspetto una vostra risposta :)
[#4] dopo  
Dr. Raffaele Prudenzano
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Gentile utente
le consiglio di leggere l'articolo su minForma riaguardo alla scleroembolizzazione del varicocele
clicca qui http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=35752
troverà tutte le indcazioni.
Distinti Saluti.
[#5] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
i motivi per sottoporre a trattamento un varicocele in un soggetto in età giovane-adulta, senza vole entrare nel merito specifico delle modalità tecniche di trattamento, son tre:
1) dispermia
2) sintomatologia soggettiva
3) inestetismi.
Pur essendomi stato richiesto più volte, non ho mai corretto chirurgicamente un varicocele per motivi estetici.
Se il Collega che La sta seguendo clinicamente ha deciso di porre l'indicazione al trattamento, dopo averLa anche ovviamente sottoposta a tutto lo screening strumentale e di laboratorio, io rispetto la Sua decisione ma è chiaro che Lei deve rientrare quantomeno nei primi due punti cui ho accennato.
Quindi massima attenzione a non ricorrere ad un intervento praticamente inutile, con gli inevitabili rischi connessi. Porre l'indicazione al trattamento di un varicocele è un atto medico-chirugico che implica notevolissime respondsabilità.
Vorrei aggiungere che le tecniche sono varie e tutte gravate da lati positivi e negativi, e percentuali diverse di persistenza del varicocele dopo trattamento.
Il problema del buon esito dell'intervento viene quindi delegato all'abilità dell'Operatore. Non consiglio mai ai miei pazienti l'intervento per via laparoscopica, essenzialmente per il fatto che tale tecnica richiede gioco forza una anestesia generale, mentre la correzione per via tradizionale chirurgica può essere effettuata in anestesia loco-regionale (spinale), con solo qualche ora di permanenza in ambiente clinico.
Sono apprezzabili gli interventi di sclerotizzazione (non di scleroembolizzazione) sia per via retrograda che anterograda, anche questi condotti in anestesia locale e con brevissima permanenza in ambiente clinico. Queste due ultime tecniche hanno diverse percentuali di recidiva, o per meglio dire di persistenza, del varicocele, oltre che di complicanze immediate e tardive. Tutto dipende dalla abilità e capacità dell'Esecutore, oltre che dalla assoluta rapidità, visto l'esposizione del paziente a radiazioni.
Io pratico la tecnica chirurgica della cosiddetta legatura bassa delle vene spermatiche, con minima incisione cutanea a livello dell'orifizio inguinale esterno e con ottimi risultati sia curativi che estetici.
Si tratta dell'intervento di legatura secondo Marmar (cui ho apportato delle piccole modifiche personali). Uso di proposito il termine tecnico per darLe un punto di riferimento se avesse necessità di confronti con pareri diversi.
Considero questa tecnica, da eseguirsi con l'aiuto di particolari occhiali ingrandenti, la migliore per risolvere in particolare la quota extra-funicolare di un varicocele di alto grado (II - III etc), intendendo con questo termine non solo il complesso delle vene cremasteriche, ma anche quello delle vene pudende, epigastriche superficiali e soprattutto delle sovrapubiche o "cross over". Negli ultimi studi sull'argomento, a questo particolare gruppo di vene (che il Chirurgo deve ricercare sistematicamente), vengono imputate una buona quota di recidiva o persistenza di patologia dopo varicocelectomia.
Spero di aver motivato una mia scelta e considerazione personale. Aggiungo che non mi piace correggere un varicocele bilaterale nella stessa seduta operatoria. Di solito, se posso e se il paziente condivide l'idea, tratto prima quello più grave e dopo circa 6 mesi (e opportuni controlli clinico-strumentali), quello meno grave.
Personalmente sottopongo il paziente a controllo del liquido seminale una prima volta dopo 3 mesi e una seconda volta dopo 6 mesi dall'intervento di varicocelectomia. Con le medesime scadenze controllo, mediante ecocolordoppler dei vasi spermatici, la correttezza dell'intervento effettuato. Poi il ritmo dei controlli cambiano, aggiungo delle terapie di supporto e seguo il paziente costantemente negli anni successivi.
Prevenire sorprese è meglio che curare patologie.
Questo calendario è quello applicato negli USA, il paese che ha la più alta percentuale di richieste di risarcimnento danni dopo intervento per varicocele, indipendentemente dalla tacnica adoperata.
Tenete presente che la correzione di un varicocele non può riportare indietro l'orologio biologico, ma può solamente stabilizzare e "fotografare" si spera per sempre la situazione presente al momento dell'intervento.
Nella mia personale esperienza, tuttavia, ho sempre notato la possibilità, dopo intervento, di un variabile miglioramento del numero degli spermatozoi, e soprattutto della loro mobilità e della loro morfologia. Cosa direi determinante ai fini della definizione dello stato di fertilità.
Auguri affettuosi per tutto.
Cordialissimi saluti.
Prof. Giovanni MARTINO
[#6] dopo  
Dr. Raffaele Prudenzano
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Gentile utente
Vorrei sottolinere alcuni aspetti della scleroembolizzazione retrograda.
Scleroembolizzazione e sclerotizzazione sono praticamente la stessa cosa,nella prima oltre la schiuma di atossisclerol al 3%,si applica anche una endoclip (spirale di Ganturco), nel secondo caso no,basta solo la schiuma sclerosante.E' l'operatore che decide, in tal senso,in base al tipo e all'entità del varicocele.Le ultime "linee guida mondiali" di interventistica radiologica tendono a sconsigliare l'ulteriore posizionamento di endoclip per vari motivi non ultimo i costi! Non è dimostrato infatti che l'aggiunta di endoclip riduca eventuali recidive!!.Oggi invece è possibile, attraverso microtaterei coassiali, poter giungere molto "distalmente" raggiungendo la sede inguinale (la sede della cosiddetta "legatura bassa") e poter sclerotizzate da li in sù sempre controllando scopicamente il tutto.In passato, anche recente, tali microtateri non venivano usati perchè ancora inadatti.Punto di forza della procedura è soprattutto la possibilità di avere preliminarmente una mappa completa del distretto venoso veno-spermio-pampiniforme con tutte le possibili varianti anatomiche (frequentissime) e anastomosi patologiche.Tale mappa venosa,praticamente diversa da paziente a paziente, aiuta notevolemente l'operatore!!!Altro punto di forza:non si esegue nessun taglio,nè microtaglio,nè alcuna esposizione di strutture anatomiche!!!Non ve ne è bisogno!!
Riguardo alla rx-esp è la dimestichezza e l'esperienza dell'operatore che fa la differenza attualmente siamo intorno ai 3' (come se non meno di una urografia endov, ma molto meno di una TC)
Ovvimente concordo con il Pr Martino sulla bravura dell'operatore che, come in tutte le cose, è l'elemento più imporante!!!
Un consiglio ai pazienti:
Sia per la legatura bassa o la scleroembolizzazione retrograda (ambedue devo dire ottimi dal punto di vista dei risulati) bisogna pretendere preliminarmente, come afferma il Collega, la casistica personale documentata (da registri ufficiali) dell'operatore in numero di procedure effettuate come I op,diffidando delle cosiddette "risposte elusive"

Cordiali saluti
[#7] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
tanto per completare il mio punto di vista.
Non prenderei più in considerazione la tecnica di scleroembolizzazione, per i rischi connessi all'uso di materiale autologo ma soprattutto eterologo (dislocazione...embolia polmonare...).
Assolutamente da preferire, rimanendo nell'ambito, la tecnica di sclerotizzazione per via anterograda (intervento di Tauber) che tuttavia contempla una microincicione chirurgica di 2 cm con esteriorizzzione del funicolo spermatico. In questo ultimo caso, e può essere in alcuni casi un vantaggio, gli appositi cateteri venosi non debbono giocoforza attraversare l'atrio destro come nella metodica per via retrograda....
Si tratta come sempre di porre una corretta indicazione all'impiego delle metodiche sclerosanti. A mio modo di vedere l'indicazione sussiste per i varicoceli di tipo I di Coolsaet oppure nei varicoceli di I grado persistenti o recidivati. Non lo trovo mai indicato, come ho spiegato nella precedente risposta, nei varicoceli dal II grado in su. Non voglio entrare nel merito delle complicanze possibili, si esula dal fine della risposta. Rimane la problematica dell'esposizione a radiazioni, per tempi variabili...personalmente ho visto casi anche di decine di minuti...
Naturalmente è il mio di parere. Lei può confrontarlo con quello di altri Colleghi, sia nel mondo “virtuale” che, ovviamente meglio, in quello “reale”, chiedendo ulteriori delucidazioni e consigli. Alla fine è chiaro che sarà sempre e solo il paziente a dover decidere, sulla base dell’impressione di professionalità, competenza, fiducia ed umanità ricevuta, punti fermi che ogni Medico dovrebbe saper comunicare ad un paziente.
Ci tenga informati, se lo desidera, dell’evoluzione della Sua storia clinica.
Auguri affettuosi per tutto ed un cordialissimo saluto
Prof. Giovanni MARTINO
[#8] dopo  
Dr. Raffaele Prudenzano
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Gentile Utente
Penso che vi sia un pò di confusione e La invito a leggere attentamente il mio articolo sul trattamento endovascolare del varicocele su minForma.Intanto, sia nella serie personale che nelle principali casistiche, non vengono contemplate embolie polmonari, anche minime, visto che praticamente non si usano più endoclip (spirali).Non vi è alcun attraversamento cardiaco visto che l'accesso da preferire è quello venoso femorale controlaterale.Per quanto riguarda poi i varicoceli di II grado di Coolsaet è vero l'esatto opposto, poichè nel I grado (considerato poi che vi siano le indicazioni) vengono contemplati un maggior numero di insuccessi per via del fatto che la vena spermatica è "poco navigabile" con i deices,anche i più sofisticati, (insuccesso tecnico fino al 15% nel I grado).Nel II grado la percentuale di insuccessi si riduce fino al 4%.Sono assolutamente contrario (per Scuola) a sclerotizzazioni anterograde, dopo legatura bassa, senza una buona mappa flebografica preliminare per capire dove potrebbe "andare a finire" la sostanza sclerosante.
In definitiva penso che citare la parola "complicanza" per il varicocele endovascolare è come palare di neve alla Maldive!!Di tutte le proceure radiologico-interventistische (già tutte più sicure rispetto al corrispettivo intervento "open" ) è quella che in assoluto ne presenta meno di tutte!!!
Una mia considerazione:vi è un fortissimo (forse anche troppo) orientamento del mondo scientifico medico verso le procedure endovascolari in tutti i campi (vedi per es quello coronarico per non parlare poi della chirurgia endovascolare),ci sarà pure un perche??.
Altra considerazione:il varicocele endovascolare è una procedura talmente sicura che non richiede la presenza fisica dell'anestesista in sala angiografica.E' addirittura molto meno invasiva di una banale arteriografia diagnostica (neanche interventistica)!!
I punti sfavorevoli della scleroembolizzazione retrograda sono i seguenti
1)insuccesso tecnico del 6-10% (percui bisogna operarsi)
2)scarsa reperibità di Radiologi-interventisti su territorio nazionale(per es riguardo alla Regione Puglia si contano solo poco più di una decina di specialisti)
Spero di essere stato abbastanza chiaro all'utenza che oggi finalmente può beneficiare di molti più strumenenti di informazione rispetto ad alcuni anni fa,percui finalmente non si possono più raccontare le "storielle di un tempo" ai pazienti che sono già fin troppo bene infomatiti (meno male)!!
Cordiali saluti
[#9] dopo  
Dr. Diego Pozza
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Caro lettore,

al di là delle "dotte" disquisizioni sulle tecniche atte a corregre il varicocele le posso dire che allo stato attuale la tecnica chirurgica e quella radiointerventistica sono ambedue valide ed effettuabili.
Senta il suo specialista che le potrà consigliare come e con "chi" risolvere il problema varicocele.
Una volta effettuata la terapia del varicocele si tratta semplicemente di monitorizzare l'andamento della risposta "testicolare" e quindi dei parametri del liquido seminale in funzione degli obiettivi che l'interessato o il suo curante si erano ripromessi di ottenere
Nè più, nè meno !
cari saluti
[#10] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
assolutamente d'accordo con quanto affermato dal Collega POZZA.
Tenga presente che i due parametri fondamentali per il buon esito di un intervento di correzione di varicocele sono:
1) l'assoluta esistenza dell'indicazione all'intervento correttivo
2) la "scelta" della metodica di correzione più idonea al caso specifico
Il venir meno a questi due presupposti può essere causa di problemi la cui gravità è imprevedibile.
Resto come è ovvio, per la mia esperienza personale e per quella riportata dalla letteratura scientifica sull'argomento, assolutamente del mio parere.
Non sto certo qui ad elencarLe le possibili complicanze connesse con la metodica radiologica interventistica, cosa di cui se lo desidera potremo riparlare in qualsiasi momento, ma tenga comunque presente che questo compito spetta al Suo Andrologo di fiducia se e quando deciderà, assumendosene la responsabilità piena, di inviarla verso questa strada terapeutica....E tenga presente che questo compito decisonale è prerogativa di questa Figura specialistica e non di altre...
Mi tenga informato dell'evoluzione della Sua storia clinica, mi interessa particolarmente.
Un affettuoso saluto
Prof. Giovanni MARTINO
[#11] dopo  
Dr. Raffaele Prudenzano
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Gentile Utente
Anch'io sono assolutamente d'acordo con in Dr Pozza sulla validità delle due metodiche!!.Sono più di 10 anni che eseguo la scleroembolizzazion (SCEMB) del varicocele e non so proprio a quali complicanze ci si riferisca!!Ma se il punto di forza della procedura è proprio l'assenza di compicanze?? Mi sembra che si stia "friggendo l'aria"!!! Forse il Collega si riferisce all'insuccesso tecnico del 7-9%??Nel nostro centro Radiologi e Urologi collaborano moltissimo (non solo per il varicocele, ovvio).Durante la SCEMB il Radiologo e l'Urologo si aiutano vicendevolmente (ambedue "vestiti").I Colleghi Urologi sono i primi ad esser contenti dell'ottima "riuscita" della SCEMB e ne "fanno il tifo"!!Personalmente credo che la presenza del Collega Urologo in sala angiografica sia un "valore aggiunto" enorme alla procedura stessa e io ne ascolto i consigli con estremo piacere!!
Devo aggiungere, come rilievo "aneddotico", che fanno a "gara" per conservarsi le flebografie spermatiche più strane e con varianti anatomiche complesse e, ovviamente, il caso si presta bene!!
Nei casi di insuccesso tecnico sono "costretti" ad intervenire ma in sala operatoria,previo consenso anestesiologico,
anche con TAUBER.Su 60 (4 recidive) varicoceli programati nel 2008,56 hanno bebeficiato della SCEMB, 3 della TAUBER e 1 legatura classica. Non era assolutamente mia intenzione "pubblicizzare" la serie personale ma mi vedo costretto visto gli "eventi".
Ho detto tutto ciò che dovevo sottolinere e non ho nulla più da aggiungere a questo Forum.
Distinti Saluti
[#12] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
spero Lei stia leggendo con piacere, nonostante la Sua "assenza" mediatica, le note di tecnica in tema di interventi correttivi di varicocele.
Ovviamente qui vengono esposte le convinzioni personali, basate sulla conoscenza, esperienza e risultati...sempre personali.
Sempre che Lei abbia ancora voglia di leggerci, nelle precedenti risposte Le ho illustrato le mie, basate su rilievi anatomici, fisiopatologici e clinici.
Posso condividere l'equivalenza della scelta fra le due metodiche di cui si sta discutendo in particolare nel varicocele del I tipo di Coolsaet o meglio definibile come VARICOCELE INTRAFUNICOLARE, oppure nei casi di varicocele persistenti o recidivati di I grado. Non condivido mai l'indicazione alla sclerotizzazione nei varicoceli di II, III, IV e V grado, dove è SEMPRE presente e/o preponderante una quota di cosiddetto VARICOCELE EXTRA-FUNICOLARE.
Occorre tenere presente che le anomalie anatomiche, sempre possibili, oltre che risultare materiale scientifico degno di interesse, spesso costituisco un ostacolo od un impedimento alla procedura di sclerosi retrograda. E di questo se ne può discutere a lungo.
Quello che mi preme sottolineare è che l'indicazione alla scelta fra una metodica di correzione ed un'altra spetta alla figura dell'Andrologo.
Trovo alquanto azzardato, originale e non scientificamente ed eticamente corretto affermare che:
"" il punto di forza della procedura di scleroembolizzazione è proprio l'assenza di compicanze"".
Non voglio procedere ad una disamina minuziosa di tali potenziali complicanze (funicoliti, tromboflebiti, infarto testicolare venoso, orchiepididimiti, ipo-atrofia testicolare, perforazione della parete venosa, embolia polmonare, macroematuria, senza considerare le complicanze collegate alla via di accesso venosa, etc..etc), complicanze che beninteso esistono anche in una qualsiasi tecnica di procedura chirurgica o mista (Tauber).
Quello che mi preme sottolineare è che il paziente deve essere correttamente informato del tipo di tecnica cui sarà sottoposto, delle modalità e dei fini che ci si prefigge, dei risultati possibili e dei rischi generici, specifici, complicanze e sequele possibili.
Con molta umiltà occorre accettare che la tecnica ideale di correzione di un varicocele, priva di rischio e complicanze, non esiste.
Non mi resta, Gentile Utente, che salutarLa e ringraziarLa della pazienza fin qui dimostrata.
Cordialmente
Prof. Giovanni MARTINO
[#13] dopo  
Utente 183XXX

Iscritto dal 2006
Nonostante la mia "assenza mediatica" leggo con piacere le vostre risposte e i vostri consigli basati sulla vostra esperienza..li esamino..e grazie a voi alla fine mi faro' un'idea più chiara su quello che vorro' e forse dovro' fare..grazie mille a tutti.. :)
[#14] dopo  
Dr. Raffaele Prudenzano
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Non volevo rispondere perchè lo avevo scritto prima,ma permettetemi una battuta!!
Elencando tutte quelle complicanze, dopo TAUBER o SCEMB che sia, il nostro Paziente si è "buttato" veramente le meni nei testicoli e sicurmente si terrà il suo varicocele per i prossimi 90 anni!!!
Sì, è vero bisogna elencare le possibili complicanze; devo aggiungere che nella serie personale non ho osservato nessuna complicanza maggiore tra quelle elencate (solo alcune rare epididimiti ben trattate con antibiotici).Pur essendo la metotica estremamente sicura la medicina, come si sa, non è matematica!!!l'insidia è sempre presente!!Vogli raccontare un fatto al tal proposito; una volta il mio aiutante scambiò la siringa da 20 cc di fisiologica con quella della xilocaina.Inizialmente non me ne ero accorto ed la iniettai sottocute in sede inguinale (la fisiologica)
Al momento della puntura venosa il paziente ebbe un po' di dolore (ma non tantissimo).Allora chiesi all'infermiere un altro pò di xilocaina e per fortuna lui mi indicò la siringa "piena" sul carrello!!In quel momento ovvimaente capii tutto!!Vi immaginate cosa sarebbe successo si io avessi iniettato la xilocaina in vena femorale per "lavare" l'introduttore?? Ora tale compliacnza (grave aritmia cardiaca fino all'arresto cardiaco)ovviamente non viene neanche menzionata tra quelle possibili eppure stava per accadere!!
Quello che voglio dire è che sono eventi talmente rari che è molto più facile, per il paziente (che si "gratta ancora"), rompersi una gamba scendendo le scale dell'ospedale!!!
Ciao e scusate la mia battuta
[#15] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
oggi come oggi, con tutto quello che si legge a proposito delle vicende Sanitarie (vedasi le ultimissime vicende Milanesi), io credo che Lei non possa che apprezzare la valanga di informazioni e pareri diversificati che si sono abbattuti su di Lei :)
Fare gli scongiuri non salva la vita e nemmeno mette al riparo da rischi e complicanze legati ad atti medici e chirurgici. Magari bastasse una "strofinatina" sottoombelicale...
Penso invece che Lei si sottoporrà di certo all'intervento correttivo di varicocele, ma con molta più determinazione e consapevolezza di prima, potendo porre al Suo Andrologo di fiducia quesiti e dubbi ben circostanziati. Credo che questo sia in assoluto il miglior traguardo di un Forum medico in rete.
Nell'elencare i possibili rischi...avrei dovuto aggiungere anche l'amputazione dell'arto? Il tetano? Una crisi ipoglicemica? O il ribaltamento del letto operatorio? O la mancanza dell'energia elettrica?
:)No
Nulla potevo e posso aggiungere sui rischi che un paziente corre non per aver scelto una tecnica di intervento piuttosto che un'altra, ma per la mancanza di scienza, coscienza, accortezza, perizia e prudenza del Medico che dovrebbe eseguire la procedura. Qui siamo in un ambito completamente diverso, appannaggio della Magistratura competente.
Le invio nuovamente cordialissimi saluti ed attendo con estremo interesse l'esito della Sua storia clinica.
Prof. Giovanni MARTINO