Utente 266XXX
Vorrei illustrare il problema cardiologico di mia madre. Ha 66 anni (h.165 cm.-peso 65 kg.) in buona salute generale. Nel 2009, in seguito ad un ricovero per episodio di fibrillazione atriale parossistica, le è stato effettuato un controllo ECG con diagnosi di bicuspidia aortica ed ectasia aorta ascendente (ETT mm.44). Nel 2011 è stata effettuata una TC Torace senza e con contrasto, dalla quale risulta: "Lo studio dell'aorta toracica documenta ectasia del tratto ascendente.Sono stati misurati i seguenti diametri vascolari:1)Bulbo aortico 43 mm.2)Aorta ascendente 47 mm.3)Aorta ascendente dei vasi epiaortici 43 mm.4)Perdita dell'incisura sino-tubulare.5)Non immagini di flaps intimali". Si esclude la dissezione.Nel mese di maggio 2012, a seguito di un ECG transtoracico l'aorta ascendente misurava 49 mm.In seguito ad una breve visita cardiochirurgica le è stato consigliato di sottoporsi ad un intervento per la sostituzione del tratto di aorta ascendente interessato. La U.O.Cardiochirurgica di Padova sembra essere il centro più specializzato in Italia per la cura delle patologie valvolari aortiche.Sapreste consigliarmi in questo senso? Potreste indicarmi a chi rivolgermi?

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[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Iaci
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Nessun dubbio sull'indicazione chirurgica, soprattutto in presenza di una valvola aortica bicuspide.

La perdita della giunzione seno tubulare potrebbe indirizzare verso un trattamento della radice aortica oltre che dell'aorta ascendente. Sono dettagli tecnici che verranno comunque approfonditi nella diagnostica da effettuare durante il ricovero prima dell'intervento.

La Cardiochirurgia di Padova è un ottimo centro.

Storicamente è la Cardiochirurgia di Bologna il centro d'eccellenza per il trattamento della patologia aortica.

Questa tipologia d'intervento viene comunque effettuata comunemente e con ottimi risultrati in gran parte delle Cardiochirurgie Italiane.

La scelta del Centro dove effettuare l'intervento in ogni caso dipende da molti fattori, in primis fattori logistici, ma anche empatici con l'equipe che andrà ad effettuare l'intervento.

Rimango a sua disposizione per qualsiasi chiarimento.

Cordialmente GI
[#2] dopo  
Utente 266XXX

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Innanzitutto la ringrazio per la risposta rapida e dettagliata.
Cosa comporta un eventuale trattamento della radice aortica?
Immagino che sia una ulteriore complicazione ad un intervento di per sè già complesso, che ci crea non poca apprensione.
La tecnica utilizzata per l'intervento è a cuore aperto, immagino, come ho letto da consulti analoghi sul sito. Lo sterno deve essere interamente inciso o è sufficiente operare su una sezione di esso?
Ho letto che, a volte, si rivela necessaria la riabilitazione post intervento. Qual è l'indicazione che la rende opportuna? Ed in cosa consiste? Si viene trasferiti in una struttura apposita?
In tutta sincerità, per noi il problema logistico passa in secondo piano quando si tratta di affrontare un intervento di tale portata. Per me l'importante è che ci siano maggiori garanzie di riuscita dell'intervento.
Potrebbe consigliarmi sulla struttura più indicata per il tipo di intervento? Per il paziente è sempre estremamente complicato riuscire a capire a chi rivolgersi ed avere i giusti parametri di riferimento.
La ringrazio per la cortesia.
[#3] dopo  
Dr. Giuseppe Iaci
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L'eventuale sostituzione della radice aortica, renderebbe tecnicamente piu complesso l'intervento per la necessita' di reimpiantare le arterie coronariche a livello del tubo protesico e di risospendere le cuspidi valvolari all'interno della protesi aortica senza necessita' di sostituire la valvola nativa (intervento di David).

Un intervento di questo tipo, con o senza sostituzione della radice,comporta in ogni caso , in qualsiasi centro venga effettuato , un immodificabile rischio di mortalità perioperatoria, stimabile intorno al 2%, che in Cardiochirurgia e' da considerare basso ed in ogni caso inferiore al rischio che potrebbe determinare una eventuale rottura dell'aorta in acuto.

La sternotomia mediana completa e' la via di accesso piu' indicata per un tale intervento.

La riabilitazione postoperatoria per un periodo di 2 settimane e' sempre indicata, a carico del servizio nazionale come l'intervento cardiochirurgico, in strutture di fiducia consigliate dal centro cardiochirurgico di riferimento. Si effettua un periodo di osservazione medica associato ad esercizi cardiorespiratori per permettere al paziente di ritornare prima possibile ad una vita totalmente indipendente.


Tutte le Cardiochirurgie effettuano questi interventi, ma le consiglierei:

Qui a Milano, San Raffaele, Cardiochirurgia diretta dal Prof. Alfieri, effettuiamo comunemente interventi di questo tipo, (Mi contatti via mail per programmare un eventuale ricovero: iaci.giuseppe@hsr.it).

Altrimenti: Roma (Tor Vergata, European hospital) o Bologna, Cardiochirurgia del Policlinico.

GI