Utente 268XXX
Salve, Le scrivo per avere un parere riguardo ad un sintomo che mai prima di ora mi è capitato di avere.
Capita molto spesso durante la giornata di avere la tachicardia... chiamo tachicardia i 120 battiti al minuto che si protraggono da pochi minuti a qualche ora. Capita molto più spesso la sera. Mi è sembrato anche di avere dei dolori .... ma non ci ho dato troppo peso perchè non vorrei fossero illusori. Magari ho preso freddo e erano solo dolori intercostali.
Ho avuto circa un mese fa una brutta caduta causata da una crisi epilettica. Ho ancora dolori ma sono contusioni quindi porto pazienza. Per l'epilessia invece assumo 100mg di tomapax al giorno.
Può essere un effetto collaterale del farmaco? la caduta la escudo a priori poichè alla costole non ho nulla.
Lei cosa ne pensa?
Grazie in anticipo.

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[#1] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
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La prima cosa da capire è: la frequenza cardiaca cambia improvvisamente? Cioè: da un battito normale improvvisamente -come attaccando un interruttore- il cuore batte veloce, e sempre improvvisamente torna alla normalità? Se la tachicardia dura a lungo, avverte anche una sensazione di debolezza o addirittura le pare di stare per svenire? Se la risposta è no per entrambe le domande, è probabile che sia una forma non pericolosa.
Poi, capita più spesso dopo aver mangiato, magari abbondantemente? In tal caso potrebbe esser legata alla digestione.
Infine: è cominciata dopo il trauma? Ho visto il post precedente, in cui riferica episodi di nausea e mal di testa: ne ha ancora? Ha mai controlalto gli ormoni tiroidei?
[#2] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
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Dimenticavo: se i disturbi si presentano ogni giorno o quasi, potrebbe anche fare un ECG dinamico (ECG di Holter ): si applica un piccolo registratore portatile che registra l'ECG per 24 ore, per vedere a che cosa corrispondono i periodi in cui sente la tachicardia.
[#3] dopo  
Utente 268XXX

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Salve dottoressa,
si capita improvvisamente e lentamente torna alla normalità. Ho debolezza ma non mi sento svenire. Non è legato alla digestione perchè avviene anche lontano da pasti.
Si avverto ancora nausea e mal di testa, raramente vomito.
I valori tiroidei sono nella norma però adesso che mi ci fa pensare nel primo ricovero avuto a marzo mi riscontarono il forame ovale pervio attraverso il test della microbolle e successivamente con l'eco transesofageo mi dissero che il foro era piccolo e non dava problemi, non avevo bisogno quindi di chiuderlo.
Si presentano tutti i giorni a volte di più a volte di meno. Me ne accorgo perchè anticipa sempre un battito "forte" che mi prende lo stomaco (una sensazione simile a quella dell'ascensore).

Cordialmente
[#4] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
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Messa così, sembra una tachicardia parossistica sopraventricolare, scatenata da un'extrasistole. A questo punto farei un Holter, per definire meglio il tipo di aritmia e quindi la terapia più adatta, che andrà prescritta da un cardiologo. Il forame ovale pervio è una condizione congenita, presente in circa il 30% delle persone e non ha relazione con le aritmie. Se dopo tanto tempo dal trauma ha ancora nausea e mal di testa, è stata rivista da un neurologo? Quanto al farmaco antiepilettico, non lo conosco e scrivo da casa per cui non posso consultare le banche dati dei farmaci. Ma guardi nel foglietto se può dare aritmie, o chieda al suo neurologo. Lo dico perché mi fa pensare l'insorgenza delle aritmie dopo il trauma.
[#5] dopo  
Utente 268XXX

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Sul foglietto illustrativo sotto la voce "effetti indesiderati non comuni" c'è la frase "battiti irregolari o rallentamento del battito cardiaco". Il neurologo lo vedo a novembre per le mie visite semestrali. Però quello che non mi è chiaro è come fa un trauma a provocare le aritmie? Non vedo il collegamento fisiologico. Ammetto a mia ignoranza in merito!
Per l' Holter domani mattina andrò dal medico di famiglia.
La ringrazio per il tempo che mi sta dedicando!

Cordialmente

[#6] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
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La frequenza cardiaca è regolata dal sistema nervoso (è il meccanismo per cui quando abbiamo paura il battito accelera, o al contrario il cuore si può fermare. E' un meccanismo primordiale: l' animale che vede un predatore si prepara a scappare -quindi accelera i battiti- oppure può fingersi morto e li rallenta). C'è un costante bilanciamento tra gli stimoli di due parti distinte del sistema nervoso: una stimola, l'altra inibisce. Dopo un trauma cranico può esserci uno sbilanciamento di questo sistema. La prova dell'influenza del sistema nervoso sulla frequenza cardiaca è data da chi pratica Yoga ed è in grado di variare a piacere il battito: mai letto dei fachiri che riescono a rallentare il battito tanto da sembrare morti; o dei santi che pregavano e cadevano in uno stato catatonico? Persone molto ansiose hanno spesso tachicardia, e possono guarire semplicemente con tecniche di rilassamento e/o concentrazione (come il training autogeno, l'ipnosi medica, anche lo yoga o la pratica di discipline orientali come il Tai Chi). Una mia paziente, molto religiosa, che aveva cominciato ad avere tachicardie frequenti in un periodo in cui aveva problemi familiari è stata molto meglio partecioando a dei gruppi di preghiera: la concentrazione mentale della preghiera tanquillizzava anche il suo cuore!
[#7] dopo  
Utente 268XXX

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Ora è tutto molto più chiaro!! Dalla tac o dalla risonanza magnetica però non si evince nulla di ciò, di questo sbilanciamento di sistema. Esiste, cioè, un'aera apposta dell'encefalo preposta a questa funzione per verificare empiricamente questa ipotesi? So che a volte le lesioni piccole possono non venir evidenziate.
Non Le nascondo che questa cosa mi lascia davvero sorpresa. La visita cardiologica spero risolva tutto.

Cordialmente
[#8] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
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No, non sono cose che si possano vedere alla TAC o alla risonanza: sono finezze funzionali. Il fatto che le emozioni possano alterare la frequenza cardiaca è legato alla produzione di mediatori chimici a livello cerebrale. Quando ho chiesto della relazione dei disturbi con i pasti, è perché in certi casi il gonfiore addominale o i disturbi digestivi scatenano aritmie. Anch le tecniche di Yoga, l' ipnosi ecc. agiscono tramite la secrezione di mediatori chimici cerebrali. Ma l'argomento è un po' troppo complesso per discuterlo qui. Le basti sapere che -come ho detto prima- certe aritmie si possono controllare con tecniche di rilassamento/concentrazione, certe con semplici ansiolitici, certe invece richiedono una vera e propria terapia antiaritmica. Faccia un Holter, si faccia vedere da un cardiologo di buon senso e poi decida.
[#9] dopo  
Utente 268XXX

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Grazie infinite per la disponibilità e la professionalità. E' stata davvero celere ed esaustiva. Se abitassi ad Aviano avrei preso appuntamento da Lei.

Se ha piacere la tengo informata, un secondo parere è sempre ben accetto!

Buon inizio settimana e buon lavoro!
Cordialmente