Utente 358XXX
Buongiorno,
da diversi anni soffro di un problema corneale causato da una cheratite erpetica con frequenti stati infiammatori che stanno via via danneggiando e assottigliando la cornea residua. Recentemente mi è stato proposto dal mio oculista un trapianto di cornea perforante come ipotesi di soluzione.
Come credo sia normale, davanti all'ipotesi di un trapianto in anestesia totale, nascono dubbi sul dove farlo, con chi, dove posso stare più tranquillo e ricevere il miglior trattamento al momento disponibile.
Premetto che ho fiducia nel mio oculista, che mi segue da anni e che è considerato uno dei migliori in Sardegna, vorrei però avere una secondo opinione a proposito.
Immagino che l'esperienza del chirurgo, data dal numero di casi trattati e operati, possa in certe situazioni fare notevole differenza.
In molti casi è meglio scegliere di fare un intervento da chi ne fa 100 al mese piuttosto che da chi ne fa 10, pertanto vi chiedo un aiuto e una indicazione: posso con tranquillità pensare di fare l''intervento qui in Sardegna (e se si dove sarebbe più indicato) o sarebbe meglio recarmi presso qualche altro centro specialistico con maggior casistica nel resto di Italia (Mestre, Roma, Milano?).
vi ringrazio per la comprensione,
saluti
Chicco
[#1] dopo  
Dr. Luigi Marino
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Trapianto di cornea con tecnica “big bubble” a Milano



Proprio in questi giorni, presso l’Unità Operativa di Oculistica dell’Istituto Clinico Città Studi di Milano, abbiamo praticato alcuni interventi chirurgici di Cheratoplastica Lamellare (“big bubble” technique) in giovani pazienti affetto da grave forma di cheratocono.

La cheratoplastica lamellare (“big bubble” technique) è un trapianto di cornea nell’accezione più moderna .

Viene infatti effettuato il trapianto prelevando la porzione superiore della cornea del donatore escludendo l'endotelio, la membrana di Descemet e la porzione profonda dello stroma. Con questa modernissima metodica viene sostituita solo la parte anteriore della cornea malata, lasciando nella sua naturale posizione la parte corneale posteriore.

Si tratta di una nuova frontiera della chirurgia corneale che consente di minimizzare il trauma sul ricevente operando a “bulbo chiuso”.



La Cheratoplastica Lamellare Anteriore Profonda (acronimo in lingua inglese: DALK) consiste nella sostituzione della quasi totalità del tessuto corneale. Le indicazioni chirurgiche principali sono il Cheratocono, le distrofie eredo familiari e le cicatrici corneali superficiali e profonde in seguito a traumi o infezioni.



Esistono varie tecniche di DALK, in base alla modalità con cui viene rimossa la porzione anteriore della cornea ospite, ovvero manualmente (“big bubble” technique) o meccanicamente (con microcheratomo) o mediante laser (laser ad eccimeri o a femtosecondi).

Tutte le tecniche hanno come scopo la rimozione dello tessuto malato fino all’endotelio in modo da creare un’interfaccia, su cui suturare il lembo trapiantato, il più possibile omogenea per garantire una migliore qualità visiva post-operatoria.

Attualmente i migliori risultati si ottengono con la tecnica manuale di scollamento del tessuto corneale fino alla Membrana di Descemet, strato endoteliale attraverso l’iniezione di una bolla d’aria o di sostanza viscoelastica (big-bubble technique).

La cheratoplastica lamellare o trapianto lamellare DALK offre diversi benefici: viene praticamente annullato il rischio di una reazione di rigetto endoteliale, che ancora oggi rappresenta la prima causa di fallimento di una cheratoplastica perforante , e quindi non vi è più la necessità di una terapia immunosoppressiva e cortico steroidea a lungo termine alla quale sono legate rischi infettivi, ipertono oculare, glaucoma secondario e cataratta precoce.

Il beneficio sostanziale della cheratoplastica lamellare (“big bubble” technique) DALK è che non vi è alcun danno alle cellule endoteliali corneali né alcuna riduzione della densità cellulare endoteliale, migliorando in maniera drammatica il tempo di sopravvivenza del trapianto corneale.




Per potersi inserire nella lista di attesa per l'esecuzione di un trapianto di cornea è possibile contattare il Servizio Cornea (dr. Paolo Sivelli) presso l'UNITA’ OPERATIVA di OCULISTICA - ISTITUTO CLINICO CITTA’ STUDI di MILANO (reparto che ho diretto sino al 30 settembre 2012).
E' necessario munirsi di una impegnativa rilasciata dal proprio medico curante per visita medica specialistica oculistica presso l’Ambulatorio CORNEA (dottor Paolo Sivelli) contattando il CUP dell’Istituto Clinico Città Studi al numero 02-23923011 oppure via mail a prenotazioni@ic-cittastudi.it

La segreteria del Reparto Oculistico invece risponde al numero 02-23934339, sito web www.ic-cittastudi.it

Una volta effettuata la visita medica specialistica oculistica e gli esami strumentali necessari , se i medici oculisti dell’Istituto Clinico rileveranno le indicazioni chirurgiche al trapianto corneale, il paziente verrà immediatamente messo in lista d'attesa ed operato nell'arco di pochi mesi o addirittura qualche settimana.

[#2] dopo  
Utente 358XXX

Iscritto dal 2007
Egregio Dott. Marino,
grazie mille per la celerità nella risposta.
Mi permetto di chiederle qualche informazione aggiuntiva rispetto alla tecnica Big Bubble di cui già avevo letto qualche interessante articolo nei mesi scorsi:
- Ritiene che la tecnica sia applicabile a tutti i casi, anche quelli che dovessero presentare cicatrici corneali profonde tali da non garantire una regolarità superficiale del lembo di cornea trapiantato?
- Nel caso in cui la colliquazione cellulare legata all'infezione avesse intaccato anche l'endotelio è comunque possibile/consigliabile procedere con un tentativo di big bubble piuttosto che con una classica cheratoplastica perforante ?
- E' possibile che, come nel mio caso di cheratite virale, sia più consigliata la PKP per traguardare una maggior possibilita di eliminazione delle cellule infettate/virali, magari anche più profonde, per limitare la possibilità di infezioni recidive e conseguente danneggiamento del nuovo lembo trapiantato?
- Non effettuare subito il trapianto, al di là della visione non ottimale, comporta rischi di qualche tipo (ad es perforazione) o compromette la fattibilità di un trapianto futuro ?

Deduco dalla sua risposta che il suggerimento è comunque quello di un secondo parere in un centro al di fuori della sardegna prima di procedere oltre.
cordiali saluti
Chicco