Utente 279XXX
Salve, sono una ragazza di 20 anni e da quando sono nata mi succhio il dito.
I miei genitori mi sgridavano di continuo e ogni sera, quando mi addormentavo con il dito in bocca, me lo toglievano; ma io durante la notte, anche nel sonno, lo rimettevo in bocca. Crescendo ho provato moltissime volte a smettere, anche perché questo vizio mi sta dando diversi problemi ai denti e non solo.
Da piccola mia madre ha tentato con lo smalto amaro; io stessa ho provato con il cerotto, ma è stato tutto inutile.
Lo faccio qualunque sia il mio stato d'animo, ma quando mi sento triste o piango da sola,è la prima cosa che riesce a tranquillizzarmi.
Il problema è che quando metto il dito in bocca nemmeno me ne rendo conto, ma appena sento un rumore o qualcuno che si avvicina, lo tolgo di scatto (credo sia un riflesso che ho preso da piccola, per non farmi scoprire dai miei genitori) e a quel punto mi rendo conto che lo stavo succhiando.
Nell'ultimo anno però il problema ai denti si sta facendo evidente, tanto che sto mettendo i soldi da parte per un apparecchio. Ma prima di tutto devo risolvere questo problema del dito, altrimenti anche l'apparecchio dentale sarà inutile.
Grazie della disponibilità, spero di essere stata esauriente.
[#1] dopo  
Dr. Marco Finotti
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PADOVA (PD)
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È stata chiarissima ed ha ben capito il problema che prima di tutto deve risolvere eliminando il succhiamento e solo poi iniziando la cura ortodontica che altrimenti sarebbe destinata a recidiva anche se efficace
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 279XXX

Iscritto dal 2012
Ha dei consigli su come eliminare il problema? cerotti e smalti non hanno funzionato e , come ho già scritto, nemmeno mi rendo conto quando lo faccio.
Grazie.
[#3] dopo  
Dr. Marco Finotti
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PADOVA (PD)
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Penso che alla sua età debba affrontare dal punto di vista psicologico il problema
Cordiali saluti
[#4] dopo  
Dr.ssa Paola Scalco
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CASTELL'ALFERO (AT)
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Gentile Ragazza,
Lei stessa ha riconosciuto un'importante funzione consolatoria rappresentata da questa sua abitudine che, nel corso del tempo, si è talmente automatizzata da diventare inconsapevole, come altri gesti di auto-contatto (es., toccarsi i capelli).

A quali altri problemi (oltre a quello ai denti) va incontro a causa di questo "vizio"?

Ha mai pensato di rivolgersi ad uno psicologo per una consulenza in merito?

Saluti.
[#5] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Cara Ragazza,
Ne' smalti amari, ne' metodi coercitivi rappresentano valide strategie risolutive, anzi possono controbuire a rinforzare la sintomatologia.

Il succhiarsi il pollice e' un sintomo, di una dinamica psichica sicuramente piu ' sfaccettata,

La suzione e' la prima forma di oralita' del neonato, tramite questa conosce il mondo/ madre, si nutre, consola, appaga, addormenta, seda le paure e transita dolcemente alla fase onirica.

Nel tempo, questa srategia auto- consolatoria, in lei si e' autoperpetuata, sicuramente per svariate motovazioni, che non possono essere approfondite online , ma che andrebbero conosciute .
Desidero porgerle alcune domande, per cercare di orientarmi nelle ipotesi :
Ha una vita affertiva ?
Sessuale?
L' oralita' e' rimasta per lei fonte di appagamento?( per esempio mangiare di continuo, succhiare i capelli, mangiare le unghie, le pellicine.....) ?
Durante le fasi successive di crescita, come la fase anale, la fase del il controllo sfinterico e dell' autonomia dal panno, la fase della scolarizzazione, ecc...
Rocorda traumi o difficoltà' ?
[#6] dopo  
Dr. Fernando Bellizzi
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Gentile Utente,

Le confermo che a questo punto è necessario che Lei esplori gli aspetti psicologici di questo comportamento e sperimenti della alternative comportamentali tranquillizzanti in grado di sostituire il gesto, ora, indesiderato.

Uno dei possibili aiuti è rappresentato dall'ipnosi e da un trattamento ipnotico, che Le suggerisco, in quanto nella descrizione del comportamento prevale l'aspetto d'involontarietà del gesto e delle risposte automatiche.

Ne ha mai sentito parlare?
[#7] dopo  
Utente 279XXX

Iscritto dal 2012
Vi ringrazio tutti per aver risposto. Cercherò di rispondere a tutte le vostre domande.

Questo vizio mi sta dando anche problemi posturali e forti emicranie.
Sin dalla mia infanzia ho avuto anche il vizio di mangiarmi le unghie, problema che con la forza di volontà sono riuscita a risolvere.
Ma a questo ho sostituito quello di toccarmi i capelli.
Nei periodi di maggiore stress mangio anche a dismisura.
Ho avuto problemi dopo il mio trasferimento da Roma in provincia, dove ho iniziato le scuole medie. Lì ho subito atti di bullismo (alcuni dei quali ho rimosso, perché parlando con mia madre, mi ha raccontato alcune cose che non ricordo affatto) sia psicologici che fisici. Ricordo di averlo detto alla professoressa che non ha preso provvedimenti, anzi quasi non ha voluto credere a quello che dicevo.
Ci tengo a precisare che gli episodi più gravi li ho raccontati a mia madre solo adesso..ai tempi non volevo che intervenisse, per cui quando mi vedeva piangere le raccontavo le prese in giro stupide e non quelle per cui stavo male: e lei stessa mi sgridava perché dovevo reagire e non subire.

Sono stata dallo psicologo alla scuola superiore ma non mi prendeva sul serio e parlava di sé (non so se era una speciale terapia), per cui sono andata una volta sola da una psicologa perché avevo difficoltà a rapportarmi con i miei compagni di classe del liceo (probabilmente a causa dei problemi avuti alle medie).
Comunque ora questo problema è risolto..riesco a fare amicizia facilmente, sono socievole, "la simpatica del gruppo".. anche se ci metto molto a legarmi ad una persona (ma credo che siamo tutti più o meno così).

Dal punto di vista affettivo e sessuale non ho relazioni. In realtà non ho mai provato attrazione verso nessuno, uomo o donna che fosse. Ogni volta che ho parlato con qualcuno di questa cosa mi è stato detto che era normale, che io ero più selettiva,ma non c'ho mai creduto molto e ultimamente lo sto vivendo pesantemente.

Ho una famiglia che mi vuole molto bene, ma non posso negare di aver vissuto dei momenti di carenza affettiva. Mio padre non è stato sempre presente e il rapporto è migliorato solo negli ultimi anni, quando si è accorto che ero diventata adulta e che era superata la fase di figlia adolescente che tanto lo spaventava (per lo meno io l'ho vissuta così); mia madre è sempre stata molto presente ma è comunque figlia di maresciallo: abbastanza rigida e per niente sentimentale.
Entrambi, nei miei anni del liceo, sono stati molto male, ma per fortuna ora stanno bene.

Non ho mai sentito parlare del trattamento ipnotico.
Credete che debba provarlo o, data la mia situazione, andrebbe meglio un altro tipo di terapia?

Vi ringrazio per la disponibilità e ,soprattutto, per la pazienza che avete avuto nel leggere il mio poema!
[#8] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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CATANIA (CT)
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Gentile Ragazza,
Tutti gli approcci tapeutici , se ben fatti e da cliniici empatici e preparati, vanno bene, non ce ne sono alcuni migliori di altri.
Avevo intuito che c' erano delle aree inesplorate della sua vita relazionale, affettiva e sessuale, inoltre dalla storia dei suoi sintomi, sembra che nel tempo, ne abbia " sostituito" uno ad un altro.
Forse una terapia mirata alla decodifica , prima dell' eliminazione della sintomatologia, del significato piu' intimo, recondito e sostitutivo di " altro" , sarebbe indicata.
Cari auguri