Utente 221XXX
Gentili medici,
scrivo in cardiologia poichè tempo fa la stessa rischiesta non è stata accettata in medicina dello sport.
A proposito dei miei precedenti consulti la situazione generale è molto migliorata.
Accusavo dispnea frequente, sia a riposo che durante attività aerobica e durante i pasti, dolori al petto, ipotensione ortostatica (quasi completamente scomparsa), ecc..
Avevo difficoltà a fare sport sino al mese di novembre a causa del presentarsi di affaticamento e dispenea, in particolare durante la corsa. Ho ripreso da poco più di un mese a fare palestra.
La situazione è decisamente migliorata ma accuso ancora dei problemi durante la priama mezz'ora/45 min di allenamento ed in particolare durante il riscaldamento aerobico (tapis roulant). Non riesco a correre per più di 15 minuti poichè, sin dai primissi minuti (da 1 a 5 min) compare dispnea. Questa stranamente diminuisce aumentando il ritmo della corsa, dopo 5-7 minuti. Solo che quando inizio a sentirmi "ossigenato" iniziano a comparire dolori diffusi al petto e forse un pò di reflusso. Questo capita SEMPRE. Mi viene da associare la comparsa dei dolori e del reflusso alla respirazione, quando si fa più intensa e veloce (blocco del diaframma?). Come detto la dispnea a volte scompare dopo 7 min circa a volte continua per tutti i 10-15 min di riscaldamento. Dopo comincio l'allenamento con i pesi. Le prime due settimane accusavo mancanza d'aria e giramenti di testa con gli esercizi più pesanti. Questo "sintomo" è scomparso dalla terza settimana, e dopo i primi esercizi in cui continua una leggera dispnea e un senso di affaticamento generale, inizio a stare meglio, dopo circa 45 minuti di allenamento. paradossalmente mi sento più energico e ossigenato dopo metà allenamento se non verso la fine. Il solo sintomo fastidioso che noto è di sentire il battito cardiaco molto forte e pulsante alla bocca dello stomaco durante certi esercizi (da sdraiato ad esempio).
Per concludere: mi preoccupa la difficoltà a fare attività aerobica ma mi consola il fatto che dopo 45 min sto meglio e l'allenamento con i pesi, anche intenso, non mi dia particolari problemi.
NOTE: a volte la dispnea e un senso di debolezza generale compaiono anche a riposo o camminando velocemente.
Ora potrei anche convivere con tutto ciò, sono decisamente più tranquillo e sereno, ma a 29 anni mi piacerebbe liberarmi completamente da tutti i condizionamenti residui che sino a qualche mese fa condizionavano negativamente la mia vita quotidiana.
Vi chiedo per tanto se in effetti può permanere un difficoltà di adattamento del sistema neurovegetativo a certe condizioni, e se il fatto che dopo 1h di attività sto meglio sia tranqullizzante o se è il caso di effettuare qualche controllo o comunque attenzionare la situazione più in la nel tempo.
Cordiali saluti e grazie per la disponibilità sinora prestata.

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo
48% attività
20% attualità
20% socialità
LATINA (LT)
Rank MI+ 88
Iscritto dal 2012
Non mi sembra che quanto da lei riportato sia necessariamente da ricondurre a qualcosa di non fisiologico. Dalle sue parole trapela una sindrome ansiosa. Se è così curi quella.
Cordialità
[#2] dopo  
Utente 221XXX

Iscritto dal 2011
la sindrome ansiosa la curo da settembre (incontri con psicologo e lavori di meditazione/respirazione) e, come dicevo, la situazione globale è molto migliorata. Quello che non capisco è il perdurare di certi sintomi, in particolare la dispnea durante l'attivittà fisica prettamente aerobica, associata a dolori e reflusso.
Di certo continuerò a "lavorare" sulla sindrome ansiosa.
Volevo solo "tranquillizzarmi" sulla sintomatologia legata all'attività fisica, che per me è una valvola di sfogo importante (la principale attività di svago durante l'anno).
Grazie per la celere risposta.