Utente 295XXX
Gentili Dottori,

Avrei una domanda su cui rifletto da tempo e che colgo dunque l''occasione per sottoporvi.
Vorrei sapere, essendone io soggetto incline, se l'iperventilazione, benché psicogena e contemplabile in un quadro sintomatologico di un disturbo d'ansia, possa comunque divenire rischiosa per la salute dell'organismo stesso. E' cosa nota che psicologi, psichiatri e psicoterapeuti siano soliti ripetere di come il fenomeno iperventilatorio sia sgradevole e talvolta terrifico nei sintomi che provoca ma che, comunque, rimane "innocuo".
Io vorrei, invece, domandarvi se una scorretta respirazione, come l'iperventilazione (o per converso la bradipnea) possano generare situazioni di squilibrio respiratorio tali da indurre la necessità di intervento medico specializzato.
E se sì, in quali occasioni? Come accorgersene?

Ringrazio anticipatamente
[#1] dopo  
Dr. Luigi Stella
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Buongiorno,

L'iperventilazione centrale(psicogena) determina una alcalosi respiratoria e cioè una riduzione della anidride carbonica ematica.
Questa situazione comporta un compenso metabolico con minore escrezione da parte del rene di radicali acidi.
L'iperventilazione se grave (attacchi di panico) può portare a tetania specie se il calcio ematico (frazione ionizzata) è basso. E' per tale motivo che si fa respirare in un sacchetto di carta durante iperventilazione. Infatti la rirespirazione della CO2 espirata comporta una riduzione dell'alcalosi respiratoria.
La tetania è una contrazione tetanica dei muscoli volontari che si manifesta prevalentemente livello delle mani (cosiddetta mano da ostetrico).
Il fenomeno si risolve in genere spontaneamente o, appunto, respirando in un sacchetto di carta per un tempo anche molto breve.
Perché non fa esercizi di controllo del respiro?. I miei pazienti ai quali ho insegnato la respirazione diaframmatica controllata in genere trovano un duraturo miglioramento. L'ansia cronica è causa di iperventilazione, la quale, accompagnata da ipertono muscolare, aumenta ulteriormente lo stato d'ansia.