Utente 298XXX
Salve,
il mio fidanzato, quasi trentenne, ha problemi di impotenza e riusciamo a fare solo preliminari. Ha effettuato una visita dall'andrologo ma senza preiscrivere altre analisi gli è stato detto che il problema sarebbe dovuto essere curato da uno psicologo. Ci sono dei momenti dove l'erezione è ottimale e abbastanza duratura ma sono tutti momenti dove non è possibile andare avanti nel rapporto o perchè sono indisposta io o per il luogo in cui siamo, mentre invece quando ce ne sarebbe l'opportunità siamo tranquilli e da soli, non funziona per niente, non c'è verso di far venire l'erezione.. sembra una congiura! diversi tipi di integratori a base naturale non sono stati di nessun aiuto.. Cosa può essere? è davvero da escludere un problema fisico, ormonale ma da attribuirne la causa solo a fattori psicologici che sembrano però inesistenti a quanto dice lui??
Grazie mille dell'aiuto

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
36% attività
20% attualità
16% socialità
NAPOLI (NA)
Rank MI+ 72
Iscritto dal 2006
Prenota una visita specialistica
Cara Utente,le implicazioni psicologiche sono così evidenti che,al momento...conviene metterle da parte per porre una diagnosi andrologica rigorosa,tale da chiarire lo stato funzionale del meccanismo erettile che,come sa,riconosce una genesi neuro-vasculo-ormonale con riverberi intrapsichici e relazionali.L'azione integrata tra andrologo e psicosessuologo potrà ristabilire la padronanza della funzione,anche grazie ad una strategia terapeutica legata ai farmaci pro-erettili.Cordialità.
[#2] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
60% attività
20% attualità
20% socialità
CATANIA (CT)
Rank MI+ 100
Iscritto dal 2010
Gentile Ragazza,
come suggerito dal Dr. Izzo, sarebbe utile una diagnosi rigorosa e la disamina delle variabili intrapsichiche correlate al deficit erettivo del suo fidanzato.
Succede spesso che tutto procede bene, quindi fase del desiderio, fase dell'eccitazione ed al momento della penetrazione( ad alto impatto simbolico), l'erezione venga meno.

Anche dire però che si tratta di problematiche psicologiche non significa nulla, perché anche queste hanno bisogno di una diagnosi complessa e soprattutto completa .

Per ogni disfunzione sessuale, dobbiamo analizzare sempre :
i fattori predisponenti, fattori precipitanti ed i fattori mantenenti , più la “storia del disturbo” , senza questi parametri non è possibile orientarsi al meglio.

Le allego qualche lettura per approfondimenti



http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/1929/Mancanza-d-erezione-il-sintomo-va-sempre-tolto-o-talvolta-mantenuto
http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/1593/Mancanza-d-erezione-10-cose-da-sapere

http://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1225-deficit-erettile-problema-coppia-ruolo-partner.html

[#3] dopo  
Utente 298XXX

Iscritto dal 2013
Gent.mo Dr Izzo, la ringrazio molto per la sua risposta, vorrei solo chiarire se quindi secondo lei nonostante la causa sarebbe da imputare quasi sicuramente a fattori psicologici sarebbe giusto fare lo stesso ulteriori analisi fisiche per escludere qualsiasi patologia? la persona di cui stiamo parlando, in linea generale non ha problemi di malattie di alcun genere e non fuma ne beve. Potrebbe essere da approfondire forse il livello di prolattina, dato che a quanto ho capito è un ormone inibitore?
Un ultimo dubbio per me importante che vorrei chiederle è; nel caso la causa sia solo di natura psicologica, lo psicosessuologo tenderà a fornirgli terapie a livello ansiolitico oppure farmaci come cialis, viagra ecc?
La ringrazio molto anticipatamente. Cordiali saluti
[#4] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
36% attività
20% attualità
16% socialità
NAPOLI (NA)
Rank MI+ 72
Iscritto dal 2006
...il problema e' metodologico,per cui,prima di tracciare una strategia terapeutica,e' necessario oggettivare l'aspetto diagnostico.Cordialita'
[#5] dopo  
Utente 298XXX

Iscritto dal 2013
Gent.ma Dott.sa Randone, la ringrazio per la risposta. Non esiterò ora nel leggere la documentazione a cui mi ha gentilmente indirizzato. Dato che ne io ne il mio fidanzato siamo mai stati ad una seduta di psicosessuologia, vorrei chiederle anticipatamente; nel caso la causa fosse a livello psicologico la metodologia della terapia solitamente fornita ai pazienti in concomitanza con le sedute consisterebbe nella somministrazione di farmaci di tipo ansiolitico o a farmaci tipo viagra e simili nell'attesa che il problema venga del tutto risolto a livello mentale del paziente stesso? .. un ultima cosa; prima di rivolgersi a uno psicosessuologo bisogna fare tutte le analisi fisiche possibili per escludere prima qualsiasi tipo di patologia oppure se il soggetto è generalmente sano è possibile non fare tante approfondite analisi sul campo fisico ma rivolgersi quasi subito ad un professionista su base psicologica?
Grazie mille in anticipo Dott.sa. ,Cordiali saluti.
[#6] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
60% attività
20% attualità
20% socialità
CATANIA (CT)
Rank MI+ 100
Iscritto dal 2010
Gentile Ragazza,
Comprendo la sua ansia, ma la metodologia correla strettamente con l' aspetto diagnostico.

Io lavoro a stretto contatto con gli andrologi della mia città e, solitamente a diagnosi clinica avvenuta, si stabilisce il protocollo terapeutico più consono a quella coppia o singolo.

Le eventuali terapia pro- erettive, le stabilisce l' andrologo, non lo psico- sessuologo, sempre nel caso necessitassero, inoltre la farmacoterapia, va sempre affiancata( in pazienti giovani e con chiare ripercussioni/ cause psicologiche) alla terapia psicologica, per evitare dipendenza dal farmaco e per risolve le problematiche psichiche e di coppia, che mantengono il disturbo clinico, cioè la disfunzione sessuale .