Utente 713XXX
Sono stata sottoposta a PTA+stenting iliaca sx nel dicembre 2004, i benefici sono durati per breve tempo, ed in questi anni la situazione
è peggiorata sia a livello di disagio che per quanto riguarda il dolore.
Da claudicatio surale a 100 m. sono scesa a 50 m.
Cito testualmente l'ultima visita ( giugno 2008 )
dx femorale ++;popliteo -;TA -;TP -
sx femorale ++;popliteo - TA -; TP -; ABI 0,7
ECODOPPLER AAII buon esito di PTA+stenting iliaca sx femorale comune e profonda pervie e con ottimi flussi occlusione all'origine della femorale superficiale, poplitea ricanalizzata da collaterali e con flussi postostruttivi.
A dx angiosclerosi diffusa con asse femoro-popliteo-distale pervio.
Conclusioni: arteriopatia ostruttiva cronica degli arti inferiori stadio II.
Dopo tre mesi di terapia con Dromos visto il perdurare del dolore e le difficoltà sempre piu' grandi nello svolgere attività quotidiane, ieri mi hanno proposto l'intervento chirurgico ( by pass ) utilizando la mia safena se in buone codizioni o altro materiale qualora non lo fosse.
Ovviamente hanno programmato la diagnostica pre intervento : esami ematici, urine, radiografia ai polmoni, angiografia ed ecodoppler per appurare lo stato della safena.

Vorrei avere qualche informazione sull'intervento, indicativamente il decorso, i benefici ed i "malefici" o piu' semplicemente dopo quanto tempo ( sempre indicativamente ) si torna in "pista" non dico come 10 anni fa ma almeno meglio di adesso. Grazie

Valuta ospedale

[#1] dopo  
Dr. Ruggiero Curci
24% attività
0% attualità
12% socialità
LODI (LO)
Rank MI+ 36
Iscritto dal 2006
Gentile utente,
la rivascolarizzazione mediante by pass in un'arteriopatia cronica rappresenta spesso l'unica, reale via di salvataggio dell'arto. Nel suo caso, tuttavia, resto perplesso per alcuni aspetti poco chiari: è stata sottoposta a PTA-Stenting iliaco all'età di 44 anni (mi corregga se sbaglio) e presenta a 48 anni i segni di una progressione di malattia che non sono, a mio avviso, riconducibili (vista l'età) ad un'aziologia aterosclerotica. Al di là della necessità di intervenire per consentirle di riprendere una normale vita di relazione, eliminando le sue limitazioni "funzionali", riterrei opportuno individuare prima di tutto una possibile e reale causa di danno delle sue arterie (ha subito anche una trombosi retinica, su vasi di piccolo calibro...), intervenire su tutti gli eventuali fattori di rischio (diabete, dislipidemia, ipertensione), favorire la comparsa di circoli di compenso ed il loro potenziamento, in modo da lasciare l'opzione chirurgica solo come ultima, al termine di questo iter.
Cordialmente.
R.Curci
[#2] dopo  
Utente 713XXX

Iscritto dal 2008
Gent. ditt. Curci

Mi piacerebbe molto doverla correggere ma purtroppo è tutto inspiegabilmente vero.
Per poterle dare una panoramica delle peripezie vissute ci metterei
troppo tempo ed inoltre probabilmente non coglierei gli elementi importanti, qundi per non farle perdere tempo le inoltro la relazione
stilata alle dimissioni di uno degli ultimi ricoveri.

Inotro il file mediante posta elettronica indirizzandolo a medicitalia.it/ruggiero.curci poichè non riesco ad allegarlo alla
nota di risposta.

Per concludere tutte le visite ed esamini indicati in ultima pagina
sono stati eseguiti ma resto ancora con un grosso punto interrogativo sulla testa ( sembra possa essere di tutto....!! ) e la terapia con
Azatioprina è stata interrotta dopo due mesi a causa degli effetti collaterali e degli inesistenti benefici.

Grazie per la cortese disponibilità.
L.A.

[#3] dopo  
Dr. Ruggiero Curci
24% attività
0% attualità
12% socialità
LODI (LO)
Rank MI+ 36
Iscritto dal 2006
Gentile signora,
dal completo resoconto sanitario che mi ha inviato si comprende la duplice natura dei suoi distrurbi di circolo, legati sia alla componente autoimmunitaria (sclerodermia),che agisce inizialmente prima di tutto a livello di microcircolo (strutturalmente e funzionalmente, con la comparsa anche del fnm. di Raynaud), sia alla componente macroangiopatica, maggiormente condizionata da ipertensione, dislipidemia ecc.
Oltre a questo non ritengo trascurabili i disturbi strettamente di origine neurologica, presenti in base ai test specifici effettuati.
Se l'indicazione alla rivascolarizzazione mediante by pass è stata posta al termine di quest'intricato iter diagnostico, penso siano state escluse le possibili alternative: infusione di farmaci vasoattivi, impiego dello stimolatore spinale ecc. Queste terapie, peraltro, potrebbero essere comunque di supporto al confezionamento di un by pass e potrebbero potenziarne i benefici.
Molti auguri.
R.Curci