Utente 377XXX
Salve, vi ringrazio ancora per i consigli dati in precedenza riguardo la malattia di mio padre. Egli è affetto da un carcinoma che dopo 7 anni si è rimanifestato nella zona presacrale intaccando anche l'osso e le vertebre li adiacenti (premetto che in origine il tumore aveva interessato il colon e poi il colon retto). Si presume sia una recidiva dell'originario visto il punto in cui si è manifestato. Adesso è stato sottoposto a chemioterapia come da protocollo e in seguito dovrà fare applicazioni di radioterapia. Mio padre ha 78 anni, è un uomo vitale ed energico ed anche se la terapia ha dato effetti collaterali dicono che risponde positivamente, infatti il dolore che accusava alla gamba dx (in particolare alla caviglia!) è sostanzialmente passato anche se non scomparso. L'unico neo che non ci quadra è che i valori dl Ca 19.9 stanno aumentando di settimana in settimana: da maggio 1300 ad oggi 3100. E' possibile che questo valore aumenti durante una chemioterapia?
Ringraziandovi anticipatamente saluti
[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania
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Gentile utente, il Ca 19.9 è un marcatore poco specifico che può aumentare anche per altre patologie concomitanti .
Un aumento così marcato (> al 50 %) farebbe pensare ad una progressione della malattia. Tuttavia poichè è in corso una chemioterapia ,non è da escludere che tale aumento, in realtà sia un "segnale" di risposta alla terapia (=distruzione di massa cellulare del tumore ).
In questo caso però il marcatore dovrebbe
rientrare verso la norma in tempi medi.
Mi scuso se ho semplificato il problema perchè possa a Lei essere più facilmente comprensibile.
Cordiali saluti
Salvo Catania
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[#2] dopo  
Dr. Salvo Catania
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Sarebbe comunque importante anche per me come interesse professionale avere aggiornamenti sulla situazione clinica e strumentale del paziente e soprattutto sul monitoraggio dei marcatori nei prossimi mesi.
Se lo desidera può utilizzare anche il mio indirizzo mail che può reperire sul sito di medicitalia.it.
Cordiali saluti
Salvo Catania
[#3] dopo  
Utente 377XXX

Iscritto dal 2004
la ringrazio vivamente della sua risposta, non mancherò di informarla sull'evoluzione della situazione.
Grazie ancora
[#4] dopo  
Dr. Salvo Catania
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Gentile utente,rispondendo a Lei il 19 e il 20 ottobre
non avevo fatto caso che il quesito del marker tumorale elevato fosse stato proposto (dallo stesso utente 3776)il
9 giugno del 2005 quando cioè il valore aveva già raggiunto la soglia di 1100. Ciò vuol dire che il marker non solo si è mantenuto elevato per oltre 5 mesi ma ha registrato un ulteriore significativo incremento (>50%).
A...causa della chemioterapia...????...o nonostante
la chemioterapia ? La mia risposta potrà sembrarLe molto sibillina.A me piacerebbe sapere se oltre ai consulti via web da parte Sua, c'è stato in questi ultimi mesi un coinvolgimento degli oncologi che hanno in cura Suo padre
e che hanno sottomano tutti i riscontri anche strumentali
più idonei per una corretta interpretazione delle variazioni dei parametri e del marker in particolare.
In altre parole : cosa dicono o hanno detto a commento di valori così elevati del marker ?
Cordiali saluti
Salvo Catania
[#5] dopo  
Utente 377XXX

Iscritto dal 2004
Mio padre sta attualmente facendo chemioterapia (ha già fatto 7 cicli), gli manca l'ultimo dopodichè dovrà sottoporsi a radioterapia. Certo che ho parlato con gli oncologi che lo hanno sotto cura! L'ultima TAC, effettuata il 28 settembre, ha messo in evidenza un leggero miglioramento della situazione ovvero un regresso della massa tumorale (dimostrato anche dal fatto che mio padre non ha più forti dolori alla gamba dx). Loro affermano che l'aumento dei valori del marker sia dovuto al fenomeno di lisi delle cellule tumorali che riversano nel sangue sostanze a cui il CA 19.9 è sensibile. In pratica devo pensare in positivo o negativo? Sembrerebbe un fattore positivo, ma io le chiedo: se questo materiale di lisi viene riversato nel sangue, essendo in circolo, può dare luogo più facilmente a metastasi? Oppure come viene eliminato dall'organismo?
Confido nelle sue risposte in quanto professionista in materia oncologica. Grazie ancora.

[#6] dopo  
Dr. Salvo Catania
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La risposta degli oncologi che con tanta professionalità
hanno in cura Suo padre è chiarissima :DEVE PENSARE IN POSITIVO !!! Quando parlano di LISI si riferiscono alla "disintegrazione (della membrana cellulare) e conseguente morte delle cellule tumorali maligne ,come conseguenza dei farmaci sommministrati e che ,come documentato dalla Tac ,hanno ridotto significativamente la massa tumorale. Questo fenomeno è abbastanza comune ed è addirittura "misurabile" per alcuni tumori come l'osteosarcoma. Cioè si può fare una vera e propria valutazione della "necrosi-chemioindotta" della massa tumorale distrutta dall'azione della chemioterapia.
Vari studi hanno suggerito che la quantità di di necrosi dopo chemioterapia si correla bene con la prognosi.
Purtroppo la stima della necrosi tumorale è un "esercizio soggettivo" e non una scienza esatta.
Nel caso del Suo papà l'aumento del marker ,per quanto strano possa apparire, invece di far pensare ad una progressione della malattia ,con il conforto dell'esito Tac, ci autorizza ad un cauto ottimismo.
La Sua preoccupazione poi che "il materiale di lisi " versandosi nel sangue possa dar luogo a metastasi è del tutto ingiustificata perchè si tratta di "residui" cellulari distrutti e quindi inoffensivi.
Cordiali saluti
Salvo Catania
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[#7] dopo  
Utente 377XXX

Iscritto dal 2004
La ringrazio ancora vivamente della risposta che mi ha dato, anche perchè ci fa un po sperare!! Lei è molto professionale ed ha spiegato bene questo meccanismo di lisi cellulare. Non mancherò di informarla sulla evoluzione dei fatti. La saluto cordialmente.
[#8] dopo  
Dr. Salvo Catania
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Anche io La ringrazio per le belle parole che mi fanno pensare che avete compreso bene cosa c'è dietro i termini "cauto ottimismo". La guerra che si combatte contro un tumore,fatta di tante battaglie e su diversi fronti, si gioca non solo con le armi delle terapie convenzionali.
Di fatto la fede e la speranza sono due parole chiave nella biologia delle guarigioni "attese" ma soprattutto in quelle straordinarie e inspiegabili.
Le nostre terapie sono indispensabili ma altrettanto indispensabile è LA FEDE NEL FARMACO ,perchè un forte convincimento e una forte credenza ,inducono
trasformazioni tali nella mente e nel corpo da attivare potenti ed efficaci difese contro una malattia considerata non sempre a ragione come inguaribile.
Per approfondire questo aspetto del problema, provi a visitare il mio sito (www.senosalvo.com) ed in particolare la sezione : "La mente,il cancro, il misterioso effetto placebo e le guarigioni inspiegabili ".
Auguri con cordialità
Salvo Catania
[#9] dopo  
Utente 377XXX

Iscritto dal 2004
Caro dottore, ho letto attentamente sul sito che mi ha segnalato la tesi riguardante il trattamento delle lesioni indotte da radioterapia a base di una soluzione acquosa di sodio citrato e saccarosio al 6%.
Dal momento che sono farmacista e che mio padre dovrà presto sottoporsi a radioterapia, prevedendo alcuni effetti collaterali di questo tipo le vorrei chiedere se con questa soluzione potrei già iniziare a trattare la parte a scopo preventivo, ovvero prima che si possa manifestare una lesione.
Posso considerare questa soluzione solo curativa (seguita dalla magnetoterapia), o anche preventiva?
Lei l'ha sperimentata sui suoi pazienti?
Grazie per le sue risposte sempre accurate e professionali.
Dr Clara Moroni
[#10] dopo  
Dr. Salvo Catania
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In realtà nel mio sito (www.senosalvo.com) io non sono l'autore dell'articolo cui Lei fa riferimento ,ma ho solo
"ospitato" nella sezione OSSERVATORIO SULLE TERAPIE NON CONVENZIONALI IN ONCOLOGIA gli articoli di colleghi e amici oncologi dell'Istituto dei Tumori di Milano del Gruppo ME.TE.CO.,che è stato fondato nel 1998 con lo scopo di studiare sul piano scientifico alcune delle terapie delle "medicine alternative " (tra cui l'omeopatia) per valutarne l'efficacia nel ridurre gli effetti collaterali delle terapie oncologiche convenzionali.
Io quindi non sono in grado di rispondere alla sua domanda perchè non ho mai sperimentato quella soluzione
sui miei pazienti.
Volentieri Le passo l'indirizzo di un radioterapista oncologo , oltre che amico dell'Istituto dei Tumori di Milano, dr. Alberto Laffranchi
(alberto.laffranchi@istitutotumori.mi.it)
che affianca ,ormai da diversi anni, le terapie non convenzionali, tra cui l'omeopatia, alla cura degli effetti collaterali della radioterapia.
Gli scriva liberamente trattandosi di medico molto disponibile e competente e se vuole anche facendo il mio nome: come farmacista ,ne sono certo , scoprirà un aspetto della Medicina.....che La sorprenderà non poco.
Cordiali saluti
Salvo Catania
[#11] dopo  
Dr. Salvo Catania
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Gentile utente
non ho avuto più notizie sulla situazione che si era delineata nel corso dei nostri interventi, nè soprattutto se Lei aveva avuto modo di contattare il dr. LAFFRANCHI al quale avevo anticipato la Sua richiesta.
Cordiali saluti
Salvo Catania
[#12] dopo  
Utente 377XXX

Iscritto dal 2004
Caro dottore, ringraziandola ancora per la sua disponibilità, non ho più dato notizie in quanto la situazione non ha avuto evoluzioni importanti. Mio padre dovrebbe iniziare al più presto un ciclo di radioterapia che dura almeno cinque settimane, ha eseguito il primo centraggio e dovrà farne un secondo. Sostanzialmente sta benino, anche se gli effetti dela chemioterapia si fanno ancora sentire. Ho contattato via email il collega dott. Laffranchi il quale vorrebbe nel caso visitare mio padre e che riguardo delle questioni da me a lui poste sull'uso di aloe mi ha a sua volta indicato un altro collega che si occupa di fitoterapia, il dott. Antonello Sannia.
Tutto si è svolto via email. Al momento la ringrazio, spero che il reparto di radioterapia dell'ospedale di Livorno dove è in cura mio padre sia una buona struttura
e che tutto vada per il meglio.
Cordiali saluti
[#13] dopo  
Dr. Salvo Catania
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Gentile utente,
sono già trascorsi quasi due mesi dal momento in cui ci ha segnalato l'"impennata" dei valori del Ca 19.9 del Suo papà.
Sarebbe importante,sperando di non arrecarLe disturbo,
avere qualche aggiornamento sulla situazione dopo o durante la radioterapia, in relazione con i valori del marcatore.
Auguri.
Salvo Catania
www.senosalvo.com
[#14] dopo  
Utente 377XXX

Iscritto dal 2004
Caro dottore, grazie innanzitutto per l'interesse dimostrato. Mio padre è stato sottoposto a 10 applicazioni di radioterapia che ha terminato proprio prima di Natale. Mentre aveva reagito benino alla chemioterapia, la radio gli ha dato più effetti collaterali tra cui disturbi gastrointestinali, senso di debolezza protratto e la cosa che più mi preoccupa è un aumentato dolore alla gamba destra, che durante la chemio si era molto ridotto, quasi sparito.
Le volevo chiedere se questo è normale durante queste terapie e anche nei periodi successivi, visto che non tende a diminuire e perchè si è manifestato di nuovo.
Per quanto riguarda i valori del marcatore siamo in attesa di fare di nuovo le analisi, mentre dovrà rifare la tac dopo 2 mesi la fine della terapia per vedere se ha risposto positivamente.
In attesa di una sua risposta la saluto cordialmente facendo in ritardo gli auguri di Buon Nartale e Anno Nuovo.
[#15] dopo  
Dr. Salvo Catania
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Non necessariamente quanto ci riferisce deve essere valutato in modo pessimistico.Ovviamente il quesito andrebbe posto al radioterapista ed all'oncologo che hanno a disposizione più elementi del sottoscritto per valutare l'efficacia di una terapia.
Ancora auguri
Salvo Catania
[#16] dopo  
Utente 377XXX

Iscritto dal 2004
Caro dott. Salvo, dopo svariati mesi, ho sentito la necessità in qualche modo di aggiornarla sulle condizioni di mio padre per avere anche un suo parere sulla strada che stiamo intraprendendo.
Purtroppo le sue condizioni stanno peggiorando infatti dopo 10 sedute di radioterapia fatte nel mese di dicembre la tac non ha dato un miglioramento della situazione e il dolore alla gamba dx (ricordo dato dalla grossa metastasi che si trova davanti all’ala dx sacrale con fenomeni di osteolisi che interessano anche le prime vertebre),che si era molto attenuato fino a metà febbraio, è purtroppo ricomparso aumentando sempre più.
Gli oncologi che lo seguono a Livorno hanno quindi deciso di sottoporlo a 8 cicli di folfiri, terapia che fin dall’inizio lui ha malsopportato con svariati disturbi soprattutto diarrea e forte debolezza.
Inoltre hanno subito iniziato una terapia antalgica a base di durogesic 25. La situazione è precipitata in quanto mio padre ha avuto una crisi ipotensiva con relativo svenimento tanto che è stato ricoverato e trattato con cardiotonici e flebo .
Presto si è capito che non tollerava affatto una terapia a base di analgesici oppioidi e quindi si è ricorso ad un’altra terapia a base di Contramal, Efferalgan e Toradol al bisogno insieme a cortisone.
Nel frattempo il presidente della lega antitumori di Livorno, nostro amico, ci ha consigliato di provare in associazione alla chemio applicazioni di ipertermia che sembra potenzino gli effetti delle terapie. Il primario di oncologia che effettua queste terapie dopo aver esaminato la sua tac ci ha inoltre aperto una via indirizzandoci ad un suo collega che effettua interventi chiamati embolizzazioni ( a scopo palliativo) presso un centro ospedaliero specializzato che è il Rizzoli .
Abbiamo già effettuato la visita e sembra che la cosa si possa fare. Nel frattempo però la chemioterapia è stata interrotta in previsione dell’intervento e mio padre accusa sempre molto dolore che noi tamponiamo con la terapia sopradescritta. L’ultima tac è del 15 maggio e la situazione purchè modicamente evoluta da gennaio dicono che è stazionaria ma il dolore è aumentato (dovuto ai fenomeni di osteolisi mi chiedo e alla pressione della metastasi sul nervo sciatico).
Gradirei un suo parere in merito dato che la situazione si fa complicata, spero rassicurante anche se è difficile continuare a sperare vista la situazione.
Secondo lei l’embolizzazione porterà ad un miglioramento del dolore?
Grazie per la sua attenzione
Clara Moroni

[#17] dopo  
Dr. Salvo Catania
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Spero di sì almeno sul dolore.
Le chemio-EMBOLIZZAZIONE si pratica per mezzo di appositi cateteri con i quali è possibile raggiungere i vasi arteriosi che alimentano alcune masse tumorali e iniettare selettivamente alte concentrazioni di farmaco antitumorale.Questo consente di ottenere la morte delle cellule tumorali in virtù delle alte concentrazioni del chemioterapico utilizzate e dell'ischemia del tessuto
patologico, derivante dall'occlusione del vaso arterioso
tributario.
Tanti auguri
Salvo Catania