Utente 167XXX
Egregio dottore le scrivo per un problema che riguarda mio padre.di 67 anni.Circa un mese fa è stato ricoverato in ospedale per il quale è stata formulata la seguente diagnosi: Occlusione intestinale da neoplasia stenosante della flessura sinistra del colon con metastasi epatiche multiple.In base alla quale è stato possibile eseguire la seguente terapia: Resezione della flessura sinistra del colon. Ileostomia di protezione terminale escludente.La TC ADDOME: si documenta la presenza di una stenosi di verosimile natura neoplastica a livello della flessura sinistra del colon estesa per circa 37mm,che determina occlusione intestinale con distensione fluida livellatab ileocolica a monte.Si documenta la presenza di alcune formazioni nodulari compatibili con localizzazioni secondarie diffuse in tutto l'ambito epatico,la più grande delle quali a lobo epatico destro delle dimensioni di 43x60mm. Piccoli linfonodi si riconoscono nel contesto del tessuto adiposo medialmente alla lesione colica sovradescritta.Questo è ciò che riportava la TC prima dell'intervento ora le scrivo ciò che riporta l'esame citoistologico:Materiale esaminato Flessura sinistra del colon fissato in formalina Descrizione macroscopica. Segmento di grosso intestino della lunghezza di cm.12,pervenuto aperto:a cm.2 dal margine di resezione chirurgico più vicino,presenza di neoformazione a manicotto che si estende per una lunghezza di cm.4,5.Nello stesso contenitore perviene un anello di resezione distaccato e senza indicazione.Dal cellulare adiposo periviscerale si isolano 8 linfonodi e formazione nodulare (max cm.0,9) .AC diagnosi adenocarcinoma moderatamente differenziato,ulcerato,del grosso intestino con focolai di necrosi,aspetti di "cellule a castone" e con permeazione neoplastica pirineurale. La neoplasia infiltra la parete sino al cellulare adiposo periviscerale. Localuzzazione nodulare neoplastica(max cm.0,9) e metastasi in 2 linfonodi isolati dal cellulare adiposo periviscerale .Margini di resezione chirurgica,anello di resezione giunto a parte e restanti linfonodi,esenti da neoplasia. Stadiazione sèc.sistema TNM 7° ed. :pT3NIbMx.Questo è tutto ciò che ci ha rilasciato l'ospedale ora volevo chiederle con gentilezza dato che la visita oncologica è prenotata per giorno 26 Marzo dovrà fare la chemio è secondo voi servirà a ridurre le metastasi al fegato?quante possibilità ci sono che mio padre riesca a farcela...quanto tempo gli resta...non riesco a capire di che stadio è..volevo porle un'altra domanda come mai ogni giorno si sente sempre più debole e stanco cosa possiamo dargli per farlo stare meglio la sideremia e 19...ora compresse di ferro e acidifolico..La prego dottore sono molto preoccupata può illustrarmi un po la situazione..e come possiamo aiutarlo..La ringrazio molto della sua gentilezza aspetto con ansia sue notizie Cordiali Saluti.....
[#1] dopo  
315687

Cancellato nel 2014
La chemioterapia è un evento irrinunciabile nello stadio della malattia di Suo padre.
Se adeguata e sopportata può dare significative percentuali di risposta , ovviamente in termini di riduzione o di stabilizzazione, meno in termini di risposta completa, ovvero scomparsa delle metastasi. Un elemento importante sarebbe quello di conoscere lo stato RAS , ovvero delle caratteristiche genetiche che potrebbero indirizzare verso una terapia target o, per semplificare, biologica.
La terapia orale con compresse di ferro in genere é poco utile ed efficace, per cui consiglierei un trattamento con ferro per via endovenosa.
La debolezza o fatigue è correlata sia allo stress postoperatorio che alla stadio di malattia ed in particolare alla presenza di lesioni metastatiche al fegato.
Consiglierei una adeguata terapia di supporto sistemica, anche al fine di "preparare " il paziente ad una maggiore sopportabilità verso la chemioterapia.