Utente 459XXX
Buongiorno, ormai sette mesi fa mi procuravo una frattura pluriframmentata al calcagno ad oggi cammino ma con zoppia e forti dolori al retropiede che interessano il calcagno e la parte sottostante il malleolo interno a volte instabilità alla caviglia e sensazione di cedimento del piede all'interno , l'ultima radiografia con assiale fatta in febbraio riporta: dall'anamnesi esiti di lesione ossea traumatica del calcagno, coesiste un quadro di demineralizzazione ossea osteoporotica delle ossa da inattività.gli spazi interarticolari sono nei limiti.L'ortopedico che mi ha visitata scrive: s. algodistrofica con impingment pereonei in esiti frattura calcagno evoluta in varo e mi ha prescritto terapia con bifosfonati prospettandomi tra due mesi pox intervento di osteotomia che a suo dire doveva essere gia fatto quando mi sono fatta male. di più non si e' sbilanciato ora a distanza di quasi un mese dalla visita la situazione mi sembra quasi peggiorata malgrado le punture. Volevo sapere un vostro parere e capire che tipo di operazione è quella prospettatami e se sara' risolutiva

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[#1] dopo  
Dr. Francesco Nicolosi
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Il calcagno è un distretto osseo molto delicato perché entra in rapporto con molte strutture del piede, una volta fratturato entrano in gioco fattori biomeccanici che alterati causano quei disturbi cui lei fa riferimento;in letteratura è ampia la discussione se è meglio curare i postumi o la frattura all'inizio.Pertanto non posso che consigliarle di seguire i consigli che già l'ortopedico le ha prescritto tenendo presente che è una chirurgia molto delicata che deve essere accettata dal paziente per la lunga riabilitazione che essa comporta.
Auguri
[#2] dopo  
Dr. Francesco Nicolosi
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Il calcagno è un distretto osseo molto delicato perché entra in rapporto con molte strutture del piede, una volta fratturato entrano in gioco fattori biomeccanici che alterati causano quei disturbi cui lei fa riferimento;in letteratura è ampia la discussione se è meglio curare i postumi o la frattura all'inizio.Pertanto non posso che consigliarle di seguire i consigli che già l'ortopedico le ha prescritto tenendo presente che è una chirurgia molto delicata che deve essere accettata dall paziente per la lunga riabilitazione che essa comporta.
Auguri
[#3] dopo  
Utente 459XXX

Iscritto dal 2007
Innanzitutto volevo ringraziarla dottore per la cortese risposta, ieri 13 marzo, mi sono recata presso l'ospedale che mi aveva preso in cura all' epoca dell' incidente ( avevo in programma da mesi questa visita e causa dolori per poter confrontarmi prima con uno specialista del piede ero riuscita ad ottenere visita con dott. di cui ho riportato il referto nel precedente consulto) e parlando con questo nuovo dottore mi si prospetta un nuovo quadro, ossia a suo dire l'osteotomia non serve , ma parla di artodesi ossia di blocco della sottoastragalica :le riporto quanto scrive:Postumi frattura calcagno tratt. conservativamente lamenta algia posteriore nella deam. e se cammina senza tacco a livello laterale del calcagno. Esame Obiettivo limitazione articolare alla pronosupinazione , equinismo zoppia di fuga non defici v/nperiferici
Conclusioni : utilizzare scarpe accollate con tacco 2/3 cm .Da rivedere tra 3 mesi per eventuale indicazione ad artodesi sottoastragalica previa esecuzione Tac.
Ora quello che percepisco da profana è che siano due tipi di interventi completamente diversi di cui il secondo blocca addirittura l'articolazione. Peraltro io i dolori li ho per l'appunto all'altezza del tendine d' achille e all'altezza del malleolo e la radiografia parla di spazi interarticolari nei limiti .Entrambi i dottori concordavano dopo le manovre fatte che l'articolazione sia buona. quindi non comprendo questa nuova proposta di intervento...e sinceramente mi trovo spiazzata sulla strada da seguire