Utente 344XXX
Gentili dottori,
sono sempre stato un po' ipocondriaco, ma c'è una malattia in particolare che ha sempre suscitato in me enormi paure: la rabbia canina.
Mi sono documentato sulla malattia e in particolare sulle modalità di contagio però la sua mortalità sicura non riescono a farmi stare tranquillo.
Sono diventato impaurito dai pipistrelli e dalle volpi ad esempio, che vedo sempre come possibili portatori del virus, e faccio fatica anche a stare con i cani, sopratutto quando non sono domestici, perchè li vedo sempre come possibili portatori del virus.
Ho letto che il contagio avviene tramite morso, ma ho paura che anche il contatto con la saliva dell'animale possa rappresentare un fattore di rischio.
So bene che molti dottori, che casomai vedono in tutto ciò solo uno dei tanti ipocondriaci, sono portati a portare la cosa su un punto di vista psicologico.
Ma personalmente io non credo di avere nessun problema da quel punto di vista, la mia è solo una paura forte verso una malattia mortale, che per quanto poco diffusa non è assente in Italia, come dimostrano i casi di qualche anno fa.
Le mie domande sono le seguenti: il fatto che da un paio di anni non si parli di rabbia in Italia significa che è assente o semplicemente che non si sono verificati casi (e quindi non esclude la prima possibilità)?
Animali come pipistrelli o volpi che sono molto presenti nel territorio dove vivo, possono rappresentare una fonte di contagio anche ad esempio passandogli vicino a pochi centimetri?


[#1] dopo  
Dr. Piero Alessandro Casonato
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Lei ha ragione di temere la Rabbia come malattia. Si tratta di una patologia trasmessa da un virus neurotropo ( tende a localizzarsi nel cervello percorrendo le vie nervose periferiche ) la latenza è variabile a seconda della distanza dell'eventuale morso dal cervello,i morsi alla testa sono i più pericolosi ).Sembra che in alcuni casi possa essere trasmessa anche per via inalatoria.
Dicevo che è una malattia temibile perché ,una volta che si è manifestata, non lascia scampo , presentando una letalità del 100%.
La malattia si può prevenire mediante la vaccinazione , che viene effettuata solitamente in persone che sono più esposte di altre al virus , magari per tipo di lavoro ,oppure in coloro che sono stati morsicati da animali rabidi o presunti tali.
Nel nostro paese la Rabbia , attualmente, non è presente , anche se è stata segnalata in animali selvatici presso i nostri confini di nord - est. Non creda che non si faccia niente in merito . In caso di morsicature gli animali morsicatori vengono tenuti sotto osservazione da personale dell'asl.
Più difficile è la situazione in caso di morsicature da parte di animali selvatici come volpi, marmotte , tassi ,topi ecc.,non rintracciabili dopo l'evento.
In questi ultimi casi , a mio avviso , è bene mettersi il cuore in pace e farsi praticare la vaccinazione che consiste in alcune somministrazioni ravvicinate . Il vaccino attualmente in uso non comporta più i rischi che erano presenti con il vecchio vaccino derivato da colture in tessuto nervoso di coniglio e non è più in grado di provocare encefaliti post vaccinali.
Tenga presente che ,periodicamente, vengono lanciate campagne di vaccinazione per gli animali selvatici usando teste di pollo contenenti il vaccino ed altri simili stratagemmi. Quanto al contagio , la via principale è il morso da parte di animale infetto. In alcuni casi sembra che la rabbia sia stata contratta per via respiratoria da speleologi penetrati all'interno di caverne affollate da pipistrelli ,ma questo in zone del centro Africa.
[#2] dopo  
Utente 344XXX

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Gentile dottore,
innanzitutto la ringrazio per la risposta.
In base a ciò che lei scrive, essendo la malattia assente dal territorio italiano (fatta eccezione per il nord est), non vi è motivo di stare in allerta?
Contatti ravvicinati con animali selvatici come volpi o pipistrelli non rappresentano un pericolo da questo punto di vista?
Le chiedo scusa se mi ripeto, ma purtroppo riconosco oramai di avere una vera e propria fobia per questa malattia, verso la quale si può avere solo una strategia preventiva.
[#3] dopo  
Dr. Piero Alessandro Casonato
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Non dovrebbe esserci pericolo , io , però,se mi mordesse una volpe od un tasso od altro animale che non si riesce a tenere sotto osservazione ,mi farei vaccinare.
cordiali saluti.