Utente 345XXX
Salve,
mio padre combatte da due anni contro un'adenocarcinoma da K-colon, che gli viene operato (emicolectomia sx) con i seguenti esiti: ADENOCK G2 infiltrante la parete fino alla sottosierosa, margini ghirurgici puliti e 2/22 linfonodi metastatici. Presenza di metastasi epatiche a livello del VII, VI e II segmento. Segue 12 cicli di Folfiri + Erbitux (k-wild) con esiti positivi: metastasi ridotte, la maggiore di 13.5 mm, non attive metabolicamente alla PET-TAC.
Ad un consulto chirurgico ci viene risposto che le macchie sembrerebbero bruciature da chemioterapia e che quindi la resezione non è consigliata. Ora aspettiamo risultati di ulteriore PET-TAC. Sebbene la chemioterapia sta dando buoni esiti so che la chirurgia è l'unica speranza di sopravvivenza.
Sappiamo tutti che chi viene colpito da questi eventi ne rimane irreversibilmente provato.. mi date un consiglio?Vi ringrazio!
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Dr. Andrea Favara
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La risposta alla chemioterapia è sicuramente un punto a favore. L' eventuale resezione delle metastasi è indicata entro un certo numero e dimensioni considerando ovviamente eta' e condizioni generali del paziente.Deve essere una decisione condivisa tra oncologi e chirurghi che immagino stiano già seguendo suo padre in modo adeguato, in base a quanto scrive.Prego.
[#2] dopo  
Dr. Lucio Pennetti
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Gentile utente,se prima della chemioterapia le lesioni epatiche erano captanti alla PET-TC ed ora sono non attive metabolicamente,penso che siamo di fronte ad esiti cicatriziali.
Pertanto andrebbero monitorate.Se oncologo e chirurgo curanti hanno dubbi sulla effettiva vitalità delle lesioni ,potrebbero propendere per il trattamento chirurgico in rapporto alle condizioni generali del paziente.
Saluti