Utente 877XXX
Salve,
il mio ragazzo dopo aver capito che soffriva di frenulo corto, portando ad avere vari problemi durante i rapporti, si è operato. Io ho però sempre avuto il sospetto che oltre di frenulo corto, soffriva anche di fimosi, ma il chirurgo non si è pronunciato a riguardo. L'operazione consiste nell'abbassamento del frenulo. Subito dopo l'intervento, il chirurgo ha detto che non aveva potuto abbassarlo di molto perché aveva paura di prendere l'uretra.
Ora è passato più di un mese ed abbiamo ripreso i rapporti. La prima volta ho constatato che l'intervento non è servito a molto se non che il pene sembra leggermente più libero di allungarsi ma si scopre ancora parzialmente e pur volendo scoprirlo bisogna forzare con conseguente dolore lungo il frenulo.
La seconda volta, forse per troppa energia, durante il rapporto lui ha sentito dolore acuto ed usciva molto sangue. Dopo qualche secondo il sangue si è arrestato, ma abbiamo visto che si era leggermente lacerato il frenulo più o meno a metà attaccatura su un lato. Ora lui sta cercando di tenerlo pulito e non sapendo cosa poter applicare sciacqua con acqua e applica un pomata che serve per tenere la zona umida, che gli avevano consigliato da applicare per due settimane dopo l'intervento. Inoltre ho notato sin da prima dell'operazione che per abbassare la pelle esterna bisogna leggermente torcerla come se il frenulo facesse una curva.
Come è possibile tale rottura? Consigliate di aspettare che si cicatrizzi da solo o di tornare dal chirurgo? Inoltre il fatto che bisogna torcere la pelle è dovuta ad una deviazione del frenulo che poteva risolversi durante l'operazione?
Grazie per la cortese attenzione e per l'aiuto che date, togliendo i dubbi a noi inesperti.

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Dr. Pierluigi Izzo
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Cara Utente,stando così le cose,conviene attendere la cicatrizzazione per poi risolvere chirurgicamente,in maniera definitiva,il problema.Va da se che i tempi ed i modi dell'intervento chirurgico debbano essere decisi dal chirurgo operatore che ha il vantaggio di poter valutare il quadro clinico di persona.Cordalità.