Utente 349XXX
Salve a tutti sono un ragazzo di 21 anni, vorrei chiedervi un parere medico riguardo ad un mio malessere alla spalla destra..partendo dal fatto di avere una lassità delle articolazioni congenita soprattutto della spalla in quanto magro,e premettendo che da circa 4 anni pratico ginnastica(anelli ecc)circa un anno fa ho subito un incidente in moto (caduta ) .Da subito avvertivo un dolore non forte alla spalla destra potendo comunque muoverla poco...a distanza di un anno cioè ora continuo ad avere disturbi alla spalla..dopo l incidente insomma passai 2 settimane di inferno..provai con la fisioterapia (tecarterapia)andava meglio ma poi ritornava il dolore al che eseguii degli rx e un ecografia...insomma dagli esami risultava tutto ok anche la cuffia dei rotatori era apposto margini e tendini anche .mi consigliarono dunque una rm senza mezzo di contrasto...il referto fu :presenza di capsula articolare ampia.Immagine di encoche del profilo antero mediale della testa omerale con minima sublussazione della testa omerale posteriormente .Necessaria valutazione artro rm per la definizione del cercine glenoideo.Regolare per morfologia e segnale i tendini della cuffia dei rotatori.nella norma l ancora bicipitale .non valutabile il sottoscapolare.utile visita clinica..ora a distanza di un anno non ho eseguito ancora l artro rm, continuo ad allenarmi per mantenere salda l articolazione scapolo omerale..l unico problema è che sento molto spesso lo scroscio della spalla destra a volte anche forte cosa che non sentivo prima dell incidente ...volevo sapere appunto un vostro parere medico sulla gravità del fatto,se dovrò abbandonare l attività sportiva..su come mi dovrei comportare ora visto che muovo bene la spalla facendo tutti gli esercizi ma sentendo questa debolezza e scroscii ripetuti (quest ultimi sentiti ogni volta che cerco di muovere la spalla esternamente..grazie in anticipo..attendo vostre risposte

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Dr. Luigi Grosso
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L'articolazione della spalla è una delle più instabili del corpo umano, molto noto è l’esempio che si fa paragonandola ad una pallina da golf appoggiata sul “tee”. In tutte le sue posizioni durante la rotazione, infatti, la testa omerale prende contatto solo nel 25-30% con la superficie della glena. La sua stabilità è affidata esclusivamente ad alcuni elementi anatomici - labbro glenoideo, capsula e muscoli - che tengono ben aderente la testa omerale alla glena durante tutti i movimenti.
Una precisa descrizione tra significato di lassità e quello di instabilità è fondamentale per comprendere questo complesso capitolo.
[A] Per Lassità s’intende una particolare condizione anatomica fisiologica dell’articolazione gleno/omerale caratterizzata dal fatto che l’esaminatore, durante l’esame obiettivo, riesce a traslare la testa omerale senza provocare dolore al paziente. Vi sono tre gradi di lassità
[B] Per Instabilità s’intende una condizione assolutamente patologica dell’articolazione gleno/omerale che si manifesta con dolore e impaccio articolare; è associata ad una eccessiva traslazione della testa omerale perdendo, in certi casi, al diritto di domicilio nella fossa glenoidea.
Comprendere bene l’instabilità di spalla, significa averla studiata in modo completo al fine di stabilire una precisa classificazione. Tanto più accurata e completa è una classificazione tanto più consente di attuare programmi terapeutici mirati.
Quando ci si trova ad affrontare una caso di lussazione di spalla, il trattamento da intraprendere è certamente di tipo conservativo. Dopo aver effettuato la riduzione (a volte anche in narcosi) si applica un bendaggio alla Desault o, meglio, utilizzando i preconfezionati. (Gibaud ad esempio)
Negli ultimi anni c’è stata una grande discussione su quando effettuare l’intervento chirurgico. Non credo che si possa stabilire un tempo preciso per l’intervento chirurgico poiché l’indicazione varia a seconda dei casi.
Certe volte è lo stesso paziente che chiede di essere operato poiché non è più tollerante al disagio che avverte sia nel suo modo del lavoro sia quello sportivo.
Molti autori consigliano il trattamento chirurgico dopo il secondo, terzo episodio di lussazione. A favore di questo principio è il fatto di ritenere che le lussazioni procurino nel tempo danni anatomici importanti che si riflettono sul risultato chirurgico. Le tecniche utilizzate sono Artroscopiche e Artrotomiche. Anche nella scelta di quale tecnica utilizzare ci sono controversie legate alla scuola di pensiero. Ultimamente ci sono chirurghi che riescono ad effettuare l’interventi di Latarjet anche per via artroscopica. Negli ultimi anni, la tecnica chirurgica viene personalizzata per quel paziente e questo è reso possibile agli sviluppi tecnologici degli ultimi anni.
La scelta della tecnica chirurgica può dipendere da:
• Età del paziente
• Numero di lussazioni
• Sintomatologia dolorosa
• Impedimento nell’attività di lavoro o sportiva
• Tipologia della lussazione
Nonostante i progressi ottenuti negli ultimi anni la chirurgia ripartiva della instabilità di spalla ha un tasso di recidiva pari al 5%.
Auguri