Utente 859XXX
Gentili dottori,

scrivo non per me ma per il mio fidanzato. A febbraio è stato operato per asportare un dente del giudizio che si trovava nel seno mascellare e che aveva intorno una cisti.Dopo una settimana sono stati tolti i punti. Dopo 10 giorni era quasi totalmente sgonfio e tutto sembrava essere tornato alla normalità.Passato un mese però il gonfiore è tornato come nel post operatorio ed è salita la febbre, molto alta; sentito il chirurgo ha iniziato una terapia antibiotica con lo stesso antibiotico prescritto per il post operatorio (augmentin). In quei giorni di gonfiore, durante il lavaggio dei denti sono caduti 2 punti che erano stati dimenticati lì!
Il gonfiore è passato, anche se mai del tutto, però ha iniziato a perdere dai denti vicini un liquido tipo pus e ha avuto anche diversi episodi di sanguinamento( di cui uno durato diverse ore!). Al controllo successivo con una tac è stata evidenziata una fistola, che ha richiesto la devitalizzazione del penultimo molare. Ancora antibiotico, ancora lo stesso dell'ultima volta.
Controllo successivo: la fistola c'è ancora, l'infezione è aumentata e si richiede anche l'intervento di un otorino che prescrive un'altro ciclo di antibiotico (5 scatole questa volta) ma di un nuovo antibiotico.In più prescrive cortisone per via nasale, rinazina spray nasale e acqua fisiologica. Dall'ultima tac non sono emersi significativi miglioramenti quindi si è optato per la rimozione chirurgica dell'infezione. Lo opereranno a breve. Arrivo alle mie domande:
i) che tempi di ripresa può avere in media un'operazione per drenare questa infezione che ha colpito il seno mascellare e a quanto abbiamo capito anche un pò il naso?

ii) quali sono le possibili complicazioni di un intervento di questo tipo e quanto sono probabili tali complicazioni?

iii) secondo voi cosa ha trasformato un intervento per cui era stata prospetta la prognosi di una settimana in un calvario di 5 mesi seguito da un secondo intervento?

iv) il mio fidanzato è un fumatore e sebbene lui tiri fuori il discorso fumo solo "marginalmente" con i suoi medici, questi ultimi secondo me non lo scoraggiano abbastanza dal fumare.Lui infatti continua a ripetermi che loro sostengono che il fumo non c'entri nulla e su queste affermazioni, essendo dipendente dal fumo, si sente autorizzato a fumare. Io non sono un medico, e sono anch'io una fumatrice,ma mi sembra assurdo che continuare a fumare non influisca neanche minimamente sullo sviluppo di questa infezione. A lui è stato detto che poteva fumare sin dal giorno dopo l'intervento( quello di febbraio!), e lui così ha fatto!Quello che vi chiedo è quindi: secondo voi il fumo può, anche in maniera minima, incidere sull'infezione???

Vi ringrazio anticipatamente

Cordialmente

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Dr. Alberto Diaspro
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Buongiorno
rispetto a quanto da lei riferito può effettivamente capitare che una infezione a carico di un dente vicino al sito di trattamento possa determinare una recidiva dell'infezione precedente oppure una nuova infezione che trovando però una zona trattata chirurgicamente si manifesta in modo più significativo: nel caso per quanto da lei riferito una probabile sinusite odontogena, cioè non dovuta ad un raffreddamento ma secondaria a batteri che arrivano dai denti..
La terapia chirurgica é un 'intervento ordinario in ambito specialistico, dunque é probabile possa essere risolutivo senza ulteriori complicazione.
Il fumo é sempre un fattore presiponente problemi quando si parla di chirurgia del cavo orale, indipendentemente dal fatto che possa essere non salutare per altri motivi.
Si affidi perciò ad uno specialista che possa dare risposta ad ogni dubbio e trattare con efficacia e successo il problema del suo compagno.
Cordiali saluti