Utente 339XXX
Ho 61 anni circa 10 anni fa mi e' stata asportata la safena della gamba dx,con successo[lo feci per motivi più che altro estetici],ma si e' creato un nuovo rigonfiamento varicoso nel polpaccio[di una certa rilevanza]-Lo specialista[ io vivo in slovacchia dove ho qualche difficolta' di lingua nel capire tutti le spiegazioni. che mi vengono date] mi ha fatto gli esami ha detto che si tratta di vena laterale,ma resta qualche pericolo di trombosi in futuro-Sintomi invece non ne ho,se non una sospetta cattiva vascolarizzazione che potrebbe causare tachicardie che talora mi assalgono-Operare? O che?
[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
la descrizione del Suo quadro clinico non è del tutto chiara quando fa riferimento a "cattiva corcolazione" e "tachicardie.
Le varici revidive o le "nuove varici" vengono agevolmente trattate mediante chirurgia (anche in regime ambulatoriale) o scleroterapia.
[#2] dopo  
Utente 339XXX

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Gent Dott.
ha perfettamente ragione-Per tachicardia
[lasciamo perdere la"cattiva circolazione"]
si dovrebbe trattatare quasi sicuro, dai sintomi ,di AVRNT,riconosciuto dalla mia cardiologa,ma cio'ancora deve essere sottoposto alle analisi di livello successivo e più completo del Centro Cardiologico Slovacco.[Vusch]
Dalla visita cola effettuata ,oggi,,se l'operazione alla varice e' vincolata[ed autorizzata] ai buoni esiti dell'aritmia,non e' emerso che in alcun modo una varice possa causare aritmie del cuore-

Limito quindi cosi'la domanda.
Con anestesia locale,questa operazione e'di limitato rischio e poco oneroso per il paziente?,e se non vi e' il rischio che un 'altra 3a varicosa si presenti,come ha fatto la 2a?
Ringrazio
[#3] dopo  
Dr. Andrea Odero
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Buona sera, vorrei tranquillizzarla dicendole che non esiste alcuna correlazione tra la patologia varicosa a carico degli arti inferiori e un disturbo del ritmo cardiaco.
Premesso ciò passerei ad analizzare il problema riguardante la varice a carico della sua gamba: le varici sono espressione di un fenomeno detto insufficienza venosa che consiste nel alterazione del senso di flusso del sangue. Mi spiego meglio: nelle venela direzione corretta del sangue dovrebbe essere dai piedi verso il cuore, nell'insufficienza venosa si verifica una caduta di sangue verso i piedi con un sovraccarico delle vene superficiali che dopo un certo periodo di tempo si sfiancano dando luogo alle varici che si possono vedere a fil di pelle.
Qual'è il trattamento delle varici degli arti inferiori? questo lo decide lo specialista chirurgo vascolare "ritagliando il miglior intervento come un sarto farebbe con un vestito": in base all'eco color doppler e dopo aver valutato i flussi ed i reflussi il chirurgo le può dire l'origine delle sue varici, se si tratta di varici correlate al pregresso intervento o come è più probabile se si tratta di varici di nuova formazione. soprattuto il chirurgo le può dire se sia più utile un trattamento conservativo o asportativi mediante chirurgia classica, laser o scleroterapia.
Sempre con il suo chirurgo di fiducia può discutere in che modo non provare dolore in corso di intervento per esempio con un'anestesia locale o con una spinale qualora la malattia varicosa fosse particolarmente vasta. Spero di essere stato esaustivo e soprattuto utile consigliandole di contattare uno specialista che visitandola le possa dare delle risposte precise.
Colgo l'occasione per porgerle cordiali saluti.
[#4] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
volendo limitare la disquisizione al problema da Lei prospettato ("UN nuovo rigonfiamento nel polpaccio"), è possibile che il problema possa essere agevolmente risolto, come Le avevo già rappresentato, mediante scleroterapia o chirurgicamente mediante legatura mirata di una perforante in anestesia locale e regime ambulatoriale.
Per quanto riguarda l'onere da foversi sostenere (immagino si riferisca ai costi) non siamo in grado di fornire valutazioni in tal senso non conoscendo la realtà assistenziale del paese in cui attualmente risiede.
[#5] dopo  
Utente 339XXX

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Gentile Prof.
a seguito di ulteriore visita presso lo specialista che mi ha in cura,e' stata dallo stesso, riconosciuta, la relativa non gravita'del caso,anche vista l'assenza di ogni sintomo che non fosse il mero rigonfiamento...[avvenuto peraltro nello stesso punto in cui era stata asportata la safena]-
Per ora quindi non faremo che tenere sotto controllo la situazione,per intervenire solo a seguito di un aggravamento-
Ringrazio per l'assistenza