Utente 457XXX
Buonasera, vi scrivo di nuovo perchè sono assillata da un dubbio e non riesco a parlarne con nessuno. Vista la mia storia di linfonodi e adesso una sospetta fibrosi retroperitoneale ancora da definire, mi sono messa a cercare su internet tutte le svariate cause ed ho trovato casualmente anche quella della sifilide. Mi sono raggelata quando ho letto che la sifilide può rimanere anche inosservata e arrivare, dopo un lungo stadio di latenza a manifestarsi gravemente in sifilide terziaria. A questo punto mi spiego meglio: 24 anni fa sono stata fidanzata con un ragazzo che ha contratto la sifilide mentre stavamo insieme. Lui si è curato mentre io, siccome non risultavo positiva, non ho fatto niente e non ricordo di aver mai avuto sintomi. Ero molto giovane e non c'era a quei tempi la tecnologia di oggi per scoprire le cose, insomma l'ignoranza mi ha fatto arrivare fino ad oggi senza sapere che almeno un test di controllo a distanza l'avrei dovuto fare. Dopo aver letto che i test per la sifilide sono vdrl e tpha e ho cercato tra gli esami che avevo fatto in gravidanza che ancora conservo dopo 18 anni pensando di trovare tutto negativo. Invece trovo vdrl positivo per ben 3 volte a distanza di un mese l'uno dall'altro.
A quei tempi nemmeno sapevo che roba fosse quindi non mi sono nemmeno accorta dei risultati e non ho chiesto niente, forse ho chiesto il perchè e il dottore mi avra' detto che non era niente.
Non so se può servire ma qualche tempo fa mi sono comparse sotto al seno alcune chiazze, tipo verruche piatte alle quali non avevo dato importanza e ora ce n'è rimasta una sola, soffro spesso di cistite e prima del ciclo mestruale mi compaiono quasi sempre dei foruncoli con pus anche grandi nella zona delle grandi labbra e delle cosce.(di quest'ultima cosa avevo parlato anche con il dermatologo e il ginecologo ma non mi hanno detto niente di che' , ho solo preso un antibiotico per prevenirne la ricomparsa ma poi non ho risolto niente.
Capisco che la questione è complessa, basta leggere anche l'altro mio consulto, ma spero che proviate comunque a rispondere a queste domande:
- E' possibile che io abbia la sifilide latente?
- Ci può essere una relazione con i linfonodi che ho descritto nell'altro consulto o con la fibrosi?
- Perchè il medico che mi ha seguito per i linfonodi non mi ha chiesto niente e non mi ha nemmeno fatto fare questo tipo di esame?
- Ho comunque preso nel corso degli anni e in particolare durante questo ultimo, diversi antibiotici; è possibile che, se ce l'avevo sia stata debellata così?
MA SOPRATTUTTO
- Ci sono probabilità, se avessi la sifilide, che abbia contagiato in gravidanza i miei figli 18 anni fa e 11 anni fa?
So che basterebbe fare le analisi per sapere ma in questo momento non ho il coraggio di parlarne.
Vi ringrazio per la pazienza e spero che mi rispondiate presto.

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[#1] dopo  
Dr. Antonio Del Sorbo
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La VDRL (Veneral Disease Research Laboratories) è un test rapido ed economico utilizzato come primo screening per la diagnosi di sifilide. In caso di sifilide si positivizza (generalmente una ventina di giorni dopo la comparsa del sifiloma) e resta elevato per tempi anche molto lunghi. Tuttavia si tratta di un test poco specifico, nel senso che si possono riscontrare false positività in svariate situazioni sia fisiologiche (es. gravidanza, età avanzata, etc) che patologiche (es. collagenopatie, mononucleosi infettiva, malaria, tossicodipendenza, lebbra, etc). Generalmente, quando il test è positivo, si approfondisce lo screening diagnostico con esami più specifici per il germe responsabile, come ad esempio il test TPHA quantitativo (Treponema Pallidum Hemagglutination Test). Il test VDRL in gravidanza si pratica di routine proprio perché un'eventuale sifilide in età gestazionale, potrebbe avere gravi conseguenze sul feto (sifilide congenita), spesso già visibili alla nascita. Fortunatamente, molti casi di VDRL positiva in gravidanza, si rivelano poi essere solo dei falsi positivi (VDRL positiva e tutti gli altri esami negativi) e quando si verifica questa situazione il medico al momento della visita e con esami alla mano, spiega alla donna che non è affetta da sifilide. Per quanto riguarda la tecnologia può star tranquilla che 20 anni fa l'attenzione dei mass media nei confronti delle malattie sessualmente trasmesse era sicuramente maggiore rispetto ad oggi. Infatti oggi i mass media quasi non parlano più di malattie veneree come AIDS, sifilide, gonorrea, ulcera molle e condilomi, nonostante queste patologie continuano ad aumentare in tutto il mondo e a dismisura. Probabilmente tra le sue vecchie carte troverà altri esami da esibire al Suo dermatologo venereologo alla prossima visita. A distanza e basandosi solo su una descrizione telematica (sebbene molto accurata) non è possibile purtroppo giungere a delle conclusioni attendibili, se non il consiglio di parlarne da vicino al Suo dermatologo venereologo e togliersi così ogni dubbio. Cordiali saluti e in bocca al lupo.
[#2] dopo  
Utente 457XXX

Iscritto dal 2007
Grazie dottore per la risposta. Mi scusi se non mi ero spiegata bene per quanto riguarda la tecnologia, infatti io intendevo che a quei tempi non c'era internet che mi permettesse di documentarmi. Sicuramente questi dubbi li avrei avuti prima e mi sarei fatta controllare più volte. Consideri che ho avuto rapporti con quel ragazzo anche mentre si stava curando e probabilmente poteva ancora contagiarmi. Non avevo idea soprattutto del decorso latente di tanti anni di questa malattia e se non mi imbattevo per caso in un sito che parlava di sifilide e linfonodi forse non lo avrei mai saputo.
Lei mi ha un pò rassicurato dicendo che se il tpha è negativo il vdrl non conferma niente. In effetti il tpha degli esami che ho ricontrollato è sempre negativo. Sono comunque preoccupata e appena troverò il coraggio mi sottoporrò agli esami specifici.
Qualche infezione devo averla avuta che mi ha causato i linfonodi ingrossati e questa fibrosi, spero solo che non sia sifilide ma non so davvero quali indagini posso ancora fare per scoprirne la causa e curarla (se non l'ho già sconfitta con gli antibiotici che ho preso)invece di curare solo i sintomi (asportazione dei linfonodi fatta il gennaio scorso e cura che dovrò fare per ridurre la fibrosi).
La ringrazio ancora e la saluto.
[#3] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Gentile signora,

semplicemente:

TPHA negativo per IgG ed IgM: non esiste Sifilide.

cari saluti
[#4] dopo  
Utente 457XXX

Iscritto dal 2007
Non ho i valori igc e igm ma semplicemente: tpha NEGATIVO. Immagino che sia la stessa cosa quindi la ringrazio vivamente per la sua risposta che mi tranquillizza.
Saluti.
[#5] dopo  
Utente 457XXX

Iscritto dal 2007
Mi scuso anticipatamente per la mia insistenza ma, in questi giorni ci ho pensato e non sono del tutto convinta che il tpha negativo dei miei esami possa essere attendibile al 100% non essendo specificato igc e igm.
E' possibile che gli esami si riferiscano solo al valore igm che potrebbe essere negativo se la sifilide è latente da diversi anni?
Lo so che basterebbe rifare gli esami così mi metto l'anima in pace, e l'avrei fatto se avessi trovato il coraggio di parlarne con il mio medico.
Per ora l'unico mio sfogo siete Voi e mi farebbe piacere sentire ancora un Vostro parere su questo dubbio che mi assilla.
Grazie.
[#6] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Il TPHA è un esame attendibile: associ un consulto venereologico per usa massima serenità

cari saluti
[#7] dopo  
Utente 457XXX

Iscritto dal 2007
Dottor Laino mi scusi ancora ma, mi sembrava di aver letto che il tpha (igm)può risultare negativo se l'infezione non è nello stadio culminante e cioè appunto nella fase latente. Se lei mi dice che questo NON E' VERO al 100% eviterei persino la visita dermatologica e smetterei di pensare a questa faccenda.
Grazie ancora.