Utente 386XXX
buongiorno

scrivo questo messaggio in uno stato di ansia ormai incontrollabile che si trascina da 8 giorni.

8 giorni fa, infatti, ero in Tailandia e dopo aver bevuto qualche birra ho avuto la malaugurata idea di farmi fare un massaggio da un ladyboy (transeussuale) locale. era la mia prima esperienza di questo genere, e non so perché (e nemmeno oggi sono ancora riuscito a spiegarmelo) dopo il massaggio ho avuto un rapporto sessuale penetrativo (protetto) ma soprattutto un reciproco rapporto non protetto con questa persona, quindi con fellatio sua nei miei confronti e fellatio mia nei suoi confronti.

durante questi rapporti non protetti non c'è stata alcuna eiaculazione. non credo ci sia stata nemmeno secrezione di liquido precoitale, ma su questo non scommetterei.


ebbene, dal momento stesso in cui sono uscito, per me è iniziato un vero incubo da cui non riesco ad uscire. credo di aver letto tutto quanto possibile, e purtroppo ho imparato che se qualcuno riduce il rischio a praticamente nullo per un atto del genere, altri invece lo considerano addirittura a rischio medio/alto, e soprattutto ho letto diversi casi in cui utenti raccontano di aver contratto proprio così l'hiv.

ulteriori dettagli della mia situazione sono i seguenti:

- il rapporto orale non protetto passivo per quanto mi riguarda è durato 3/4 minuti al massimo, e non mi sembra di aver riscontrato alcuna lesione di alcun tipo sul mio pene

- anche il rapporto orale non protetto attivo da parte mia è durato 3/4 minuti al massimo. in particolare dopo un primo veloce contatto senza preservativo, avevo chiesto di indossarlo, ma siccome la persona no riusciva a raggiugere l'erezione l'abbiamo tolto e ho quindi praticato la fellatio scoperta per direi appunto 2/3 minuti, fino a sua erezione, ma come ho detto senza eiaculazione da parte sua.
una preoccupazione ulteriore mi è data dal fatto che soffro di problemi gengivali, per cui ho delle gengive particolarmente ritirate, mi sembra senza tagli o abrasioni aperte, e sicuramente non sanguinanti. potrebbero rappresentare comunque un'aggravante?

- la notte precedente a questo incontro ero stato molto male per un blocco intestinale, per cui avevo anche vomitato, e per cui il giorno stesso stavo ancora piuttosto male. se il mio organismo era debilitato a causa di questo, può essere un'aggravante?

- da ieri, 7 giorni dopo il rapporto, mi sono provato la febbre a causa di un senso di debolezza e alternanza di sensazione di caldo e freddo, e sto riscontrando valori orali fino a 37,5, ascellari fino a 36,9 e rettali fino a 37,8. potrebbero essere sintomi di una sieroconversione in corso?

purtroppo so che per poter eseguire degli esame con un minimo di attendibilità bisogna far passare almeno 21 giorni dall'episodio a rischio, e fino a 90 per avere un dato certo, ma ogni risposta che mi potesse orientare sarebbe davvero apprezzata.

come detto da 1 settimana sto vivendo male come mai prima.. non ho appetito, dormo poco e male, fumo troppo...
[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Caro signore,
è inutile nascondersi dietro un dito o raccontarle pietose bugie: lei ha avuto un rapporto a rischio.
Questo vale per l'HIV, per la Lue, la gonorrea, l'epatite B e tutte le MST!

Mi duole sentire che lei stia vivendo momenti di terrore, ma la realtà e che a un mese dal rapposto deve fare un test HIV di IV generazione e validarlo a 90 giorni, deve valutare un contagio da Treponema Pallidum (VDRL e TPHA) e da HBV.

Altra soluzione non c'è se non l'uso di un ansiolitico consigliato dal curante.

Saluti.
[#2] dopo  
Utente 386XXX

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buongiorno dottore

la ringrazio per la risposta, e anche per la franchezza, che apprezzo molto di più di altre risposte evidentemente tranquillizzanti ricevute su forum analoghi.

vorrei quindi provare ad approfittare di questa sua franchezza.

sulla base delle dinamiche che ho descritto, si sentirebbe di definire il rischio del rapporto che ho avuto? nel senso di alto, medio, basso, remoto... come ho scritto sopra purtroppo se ne sente di qualsiasi tipo, e onestamente apprezzo maggiormente le risposte di una persona di cui come ho detto percepisco la franchezza.

per dire: al telefono verde della lila mi hanno paragonato la situazione alla vittoria di una lotteria, chiaramente al contrario... può davvero essere così o il rischio è invece ben più concreto?

le faccio questa domanda perché in questo che non esito a definire come il periodo più brutto della mia vita mi sto anche scervellando di capire come gestire la situazione con la mia compagna, con cui comunque già dal mio rientro non sto avendo alcun contatto, giustificandolo con un'influenza.

ma sono sinceramente sempre tentato di dirle la verità, pur con tutte le conseguenze che potrebbe portare.

grazie mille, so che probabilmente lo leggerà spesso, ma davvero non mi sono mai trovato in una situazione simile, e mai in vita mia avevo commesso un'incoscienza anche solo paragonabile....
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Signore,
la risposta della LlLA è cretina "in radice"!
Se anche ci fosse 1 possibilità su 1000.000 il rischio sussiste.
Paragonare la situazione a una lotteria al rovescio è oltremodo di cattivo gusto.

Le cambierebbe qualcosa sapre che il rischio è basso?
Io penso di no, poi mi corregga.

Se vuole faccia gli esami che le ho consigliato.

Soluzioni diverse non ve ne sono.
L'uso dell'ansiolitico non era una battuta.

Buona giornata.
[#4] dopo  
Utente 386XXX

Iscritto dal 2015
Grazie di nuovo per la gentile risposta

Avevo capito che il riferimento all'ansiolitico non era scherzoso, e per la prima volta in vita lo sto assumendo da quando, il giorno del mio rientro, sono stato dal mio medico curante.

Concordo con lei anche in merito al fatto che anche ci fosse una possibilità su un milione il rischio sarebbe talmente grande che sarebbe da cretini correrlo, ma purtroppo questa volta il cretino sono stato io, e anche se farei qualsiasi cosa per farlo, non posso tornare indietro. Non avevo mai avuto comportamenti simili prima, e di certo mai li avró in futuro, dopo quanto sto passando...

Ma deco in tutta onestà ammettere che sì, sapere il grado di rischio che sto correndo mi sarebbe d'aiuto per la gestione della situazione.

E avere una franca risposta in merito, mi sarebbe comunque d'aiuto.

Comunque ho già chiamato un centro mts di una città vicina e lunedì mi ci recheró per organizzare l'iter dei mie controlli, come anche da suo precedente suggerimento.

Ma nel frattempo spero in una sua risposta in merito al rischio...

Grazie ancora
[#5] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
non vedo cosa le cambia sapere che dalla sua storia anamnestica si evince che il suo rischio è medio, a mio parere.
Cordialità.
[#6] dopo  
Utente 386XXX

Iscritto dal 2015
gentile dottore, grazie per la risposta.

razionalmente non cambia effettivamente nulla, ma il fatto che per la prima volta in vita mia io stia ricorrendo a un ansiolitico credo sia sufficiente a dire che di razionale nella mia situazione c'è poco, a cominciare ovviamente dalla sciocchezza con cui l'ho creata.

a 10 giorni dal rapporto a rischio non sto a citare tutti i sintomi che mi sento addosso, perché mi rendo conto da solo che in questo momento non sono obiettivo, e probabilmente per questo cerco l'obiettività presso chi come lei ha le competenze per esserlo.

come già ho scritto lunedì andrò in un centro mst, per capire se e come effettuare i controlli per hiv e per le altre malattie sessualmente trasmissibili, anche se mi hanno detto che un primo test per l'hiv (di 4a generazione) sarà comunque eseguito, non fosse altro per veirificare la mia situazione precedente.

quello che vorrei capire è: se quelli che presento fossero davvero sintomi di una sieroconversione, i risultati al primo test che probabilmente eseguirò lunedì, sarebbero positivi?

cioè, a prescindere dal mio caso, se una persona presenta sintomi realmente di sieroconversione, i risultati a un test hiv di 4a generazione, eseguito contemporaneamente a tali sintomi, sono sicuramente positivi o potrebbero anche non esserlo?

grazie mille, e mi scusi se magari abuso della sua disponibilità.
[#7] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
il primo test va esguito a 30 gg dal contatto a rischio proprio perchè se vi sia stata una sieroconversione, questa venga documentata.

Eseguirlo prima, fatta salva l'utilità di valutare lo stato"basale" come Ella stessa ha sottolineato, in caso di sieroconversione in itinere non garantisce la positività del test e può fornire falsi negativi.

In tali casi, se non vi è la possibilità di attendere si ricorre ai NAT tests.

Smetta di "autofustigarsi": da quanto ho capito o l'evento è avvenuto in uno stato "crepuscolare" dovuto all'alcool oppure è stato voluto scientemente: certo non usare il profilattico è stato un errore ma lo sarebbe stato anche fare un cunnilingus ad una massagiatrice di sesso femminile, in un paese dove il turismo sessuale è praticato in modo selvaggio.

A me pare di cogliere un senso di copla perchè si trattava di un transessuale che accresce in modo eccessivo ansie pure razionali e giustificate.

Della sua sessualità non deve rendere conto a nessuno, piuttosto deve viverla con consapevolezza e tranquillità, sia che sia orientata in senso eteroaffettivo, omoaffettivo o biaffettivo.

Perdoni la deviazione dalla infettivologia ma mi pareva necessaria.

Perciò valuti se, a caso chiuso e test negativo come le auguro, non sia opportuno un percorso analitico.

cari saluti.